Home Interviste Nathalie Rapti Gomez, in “Bang Bang” mi sono ispirata a Crudelia Demon

Nathalie Rapti Gomez, in “Bang Bang” mi sono ispirata a Crudelia Demon

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E’ andata in onda il 4 novembre la sesta ed ultima puntata di “Le due facce dell’amore”, fiction diretta da Maurizio Simonetti e Monica Vullo, in cui Nathalie Rapti Gomez interpretava Caterina, studentessa modello innamorata di un narcotrafficante interpretato da Daniele Liotti. Ora, Nathalie è pronta per ripartire. Impegnata sul set di “Bang Bang”, serie televisiva prodotta per Mediaset dalla Ares Film di Teodosio Losito, diretta da Alessio Inturri e Luigi Parisi, interpreta le vesti di una donna malvagia e spietata che farà di tutto per riconquistare il suo ex fidanzato. “E’ un personaggio totalmente diverso da Caterina, in cui ero la protagonista romantica, buona, sensibile e vittima. Qui sono una donna cattiva, per farlo mi sono ispirata a Crudelia Demon, e ne sono entusiasta”.

“Bang Bang” andrà in onda alla fine del prossimo anno. Protagonisti: Manuela Arcuri e Giulio Berruti, con la partecipazione di Gabriel Garko e Asia Argento.

Nata in Colombia, vissuta a Roma (per pochi mesi) e a Palermo (fino all’età di cinque anni), Nathalie cresce in Grecia. Dopo essersi diplomata presso la scuola americana Pinewood Schools, si iscrive alla facoltà di farmacia al King’s College di Londra, seguendo le orme paterne e lavorando saltuariamente come modella. Tuttavia interrompe gli studi per tornare a Roma ed iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Parliamo subito di questa nuova fiction; sei impegnata sul set, in questi giorni. Ci parli del tuo personaggio?
Sto girando questa serie per Canale 5, “Bang Bang”, con Gabriel Grako, Asia Argento, Manuela Arcuri e Giulio Berruti. Io interpreto l’antagonista cattiva Valentina Valadier, che si scaglia contro Manuela Arcuri per riconquistare il suo ex fidanzato. Questo è un personaggio totalmente diverso da Caterina in “Le due facce dell’amore” in cui ero la protagonista romantica, buona, sensibile e vittima. Qui sono l’antagonista spietata e cattiva, anche se buffa. Mi sono ispirata a Crudelia Demon. Mi sto divertendo tanto perché è proprio il personaggio che volevo interpretare dopo Caterina. Una cosa totalmente diversa. E’ stato emotivamente molto pesante per me essere Caterina, non è stata una commedia. Dovevo interpretare continuamente la sofferenza per il duca ed ero abbastanza distrutta. Almeno adesso mi butto sulla commedia.

Chi ti rappresenta di più, in questo caso, Crudelia Demon o Caterina?
Questa è una domanda che mi è già stata posta. Come persona, credo di non essere nessuna delle due. Come attrice, vorrei ricoprire tutte le sfumature che stanno nel mezzo, non vorrei mai essere o tutta buona o tutta cattiva. Il bello della recitazione è che ti dà tante possibilità di interpretare vari ruoli.

Come ti stai trovando con Manuela Arcuri? Com’è l’atmosfera sul set?
Ho avuto modo di incontrarla ma solo per girare delle piccole scene. E’ così carina e dolce che non so come riuscirò ad essere cattiva con lei. Per il resto, posso dirti che è un set molto attivo. I registi sono giovani, bravi, presenti e attenti.

Puoi raccontarmi come sei entrata, invece, nel cast di “Le due facce dell’amore”?
Ho dovuto sostenere 4 provini, uno generale, un altro insieme ai registi Maurizio Simonetti e Monica Vullo, un terzo insieme a Daniele Liotti e l’ultimo insieme alle attrici femminili candidate per interpretare Jessica.

Come mai hai deciso di stabilirti, almeno per il momento, in Italia?
Perché decisi di venire a studiare a Roma presso il Centro Sperimentale e da allora poi sono rimasta qui. In questo modo posso contribuire al cinema italiano (ride, N.d.R.).

Cosa ne pensi a tal proposito del cinema italiano? C’è qualche regista di riferimento?
Amo il cinema italiano degli anni ’40/’70 e mi riferisco a De Sica e Fellini. Poi, parlando dei registi più recenti, mi piacciono da Crialese a Pupi Avati ma sono così tanti in Italia i registi in gamba e che stimo, che mi sembra riduttivo e poco carino fare dei nomi.

Hai preso parte a diversi spot televisivi, quanto ti è stata utile la pubblicità nel tuo lavoro?
E’ stato molto divertente fare pubblicità; i tempi sono molto diversi rispetto al cinema, perché si gira ripetutamente finché le cose non escono esattamente come uno vuole. E questo è molto bello. Poi, grazie allo spot della Kinder, molte persone si ricordano di me per cui le sono molto grata. Era comica e buffa e sono contenta di averla fatta, non mi aspettavo che sarebbe stata così apprezzata dal pubblico, l’ho fatta senza pensare al risultato ed è stata una bella sorpresa.

Come sei passata al cinema e alla fiction?
Passando attraverso il percorso standard dei provini. Ne ho sempre fatti tanti e mi son sempre messa alla prova con tutti e tre i settori, cinema, fiction e pubblicità, poi avevo già fatto delle piccole cose in tv prima di fare la pubblicità. Solo che attraverso la pubblicità, che trasmettono più e più volte anche nel corso della stessa giornata, sono stata notata più facilmente. Avevo provato a buttarmi su tutto.

Qual è stata fino ad oggi la soddisfazione professionale più grande?
Ancora non è stata raggiunta, per il futuro vorrei essere un’attrice felice, con una famiglia ed un mestiere rispettoso. Per ora, anche se ho fatto tante cose, non credo ancora di poter avere la soddisfazione di dire “Sono arrivata”. E’ chiaro che ogni pubblicità che ho fatto, ogni fiction, ogni film è stato per me un passo avanti e sono stati tutti fondamentali per farmi crescere. Professionalmente e artisticamente.

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