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Brignano e Pannofino, fratelli comici a Cuba

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Video interviste a Enrico Brignano, Francesco Pannofino, Aurora Cossio, Grazia Schiavo, Isabelle Adriani, Dario Baldi

Due mattatori dall’indiscutibile talento comico per altrettanti fratelli romani diversi in tutto: Enrico Brignano è Fedele, il ragazzone buono e disponibile, Francesco Pannofino è Vittorio, il furbacchione adultero e amante del gioco d’azzardo. Dopo un inganno alla “Fu Mattia Pascal”, entrambi finiscono a Cuba e tra gag, equivoci, ritmi latino-americani e belle ragazze, ne combinano di ogni. Succede in “Faccio un salto all’Avana”, commedia romantica e opera prima del documentarista Dario Baldi, in questi giorni nelle sale con 370 copie targate Medusa.

Vittorio e Fedele sono sposati con due sorelle (Paola Minaccioni e Virginia Raffaele), figlie del ricco imprenditore Siniscalco (Cosimo Cinieri). Pieno di debiti per il gioco, Vittorio finge la morte in un incidente d’auto e scappa a L’Avana dove, con la bella Almadedios (Aurora Cossio), mette su una piccola azienda per truffare i “turisti de chicas”. Intanto Fedele è costretto ad accollarsi gli impegni del fratello (la cognata disperata, due nipotine appena nate, il risarcimento del debito al suocero) e a sopportare una moglie irascibile, fino a quando, dopo sei anni, viene fuori che Vittorio non è morto. Convinto di riportarlo a casa insistendo sulla sua responsabilità di marito e padre, Fedele parte immediatamente per Cuba. Ma non è l’unico a volare oltreoceano: lo seguono una misteriosa investigatrice ingaggiata dal suocero (Isabelle Adriani) e l’ex amante del fuggitivo (Grazia Schiavo), ancora perdutamente innamorata di lui. Nel tentativo di redimere il fratello, sarà inaspettatamente Fedele ad innamorarsi di Almadedios e, poco a poco, a superare il senso di inferiorità che da sempre prova nei confronti di Vittorio.

“L’idea principale era quella di non trattare Cuba in maniera banale, come fosse una cartolina per turisti – ha spiegato Baldi – ma di renderla reale, nel bene e nel male. Tre mesi prima di girare, sono andato sul posto per scegliere personalmente tutte le comparse e le ambientazioni: ci siamo affidati all’ICAIC (l’Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografici, ndr), tutti gli attori sono stati straordinariamente bravi e professionali”. Perché una commedia costruita su una storia d’amore e fratellanza? “In me, nei produttori e nel cast – ha continuato – c’è sempre stata la volontà di prendere le distanze dai soliti film vacanzieri, di realizzare un racconto leggero, senza riferimenti al turismo sessuale. Insomma una commedia per tutti, pulita ma non puritana. In questo senso, la coppia Brignano-Pannofino mi è sembrata giusta da subito. Per il personaggio di Aurora (show-girl colombiana al suo primo ruolo da protagonista, ndr), invece, abbiamo puntato sulla naturalezza, cercando di non forzarne la sensualità”.

A Brignano, che sta registrando il tutto esaurito con lo spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia”, il regista ha lasciato molta libertà di movimento: “mi reputo fortunato – ha ammesso – non è detto che facendo teatro si diventi un’icona della commedia, a me sta succedendo. Spero che questo film sia solo un inizio, anche perché nei miei spettacoli sono io che scrivo i testi. Adesso mi sto accorgendo di metterci lo zampino, in futuro spero di metterci lo zampone!”. Riguardo alla scelta del compare di gag, l’ottimo Pannofino (nelle sale anche con “Boris – Il film”), è sempre Brignano a esprimersi. “L’ho apprezzato molto nello spettacolo teatrale ‘Esercizi di stile’ – ha spiegato – quando la produzione mi ha annunciato che avrei lavorato con lui ne sono stato felice. E’ giusto per la parte perché sembra un furbo ma poi si rivela una vittima. In più a tavola è un ottimo compagnone: chi mangia la soia, va a letto presto e fa yoga tantrico non fa per me! Sicuramente l’amicizia e la stima reciproca hanno condizionato la buona riuscita del film”.

Da parte di Pannofino, una piccola polemica con i distributori di “Boris – Il film” che, dopo tre settimane in sala, si è fermato a 1 milione di euro di incassi. “Non sono ferito per quello che è successo al box office – ha detto – ma la scelta da parte di 01 di farlo uscire così tardi è stata sicuramente sbagliata. E poi il manifesto: nascondere gli attori per mettere un pesciolino rosso è stato un grave errore. Chi non conosceva la serie ha scambiato il film per il cartone animato di Pasqua!”.

 

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