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Edoardo Pesce: “Io sto dalla parte dei cattivi. Sono molto più interessanti”

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Intervista ad Edoardo Pesce

“Sto dalla parte dei cattivi perché sono più interessanti e presentano sfaccettature di personalità che i buoni non hanno”. Ed è stato proprio il ruolo del cattivo ad aver lanciato al grande pubblico Edoardo Pesce, il “Ruggero Buffoni” della seria cult “Romanzo Criminale”.

In onda su Canale 5 con “Anna e i Cinque 2”, Edoardo è impegnato sul set con le riprese di “Ultimo 4 – L’occhio del falco” e “La casa dei papà”. Inoltre, a novembre andrà in scena al Teatro Sala Orfeo di Roma con lo spettacolo “Blues in Ottava”.

Parlami dei tuoi progetti. Cosa hai in ballo?
Sto finendo di girare “Ultimo 4 – L’occhio del falco” di Michele Soavi. Le riprese terminano il 29 settembre. Io sono il terzo nome della serie. Poi sono impegnato nella miniserie “La casa dei papà”, che andrà in onda su Rai 1 in prima serata. Interpreto Luca, un avvocato nonché migliore amico di Beppe appunto. Lo aiuterò ad affrontare la perdita dell’affidamento di suo figlio. Infine, proprio in questi giorni sta andando in onda “Anna e i Cinque”, un progetto per le famiglie.

Quanto si è rivelato utile per te aver preso parte a “Romanzo Criminale”, visto il fenomeno che ha creato?
Indubbiamente è stato molto utile e il personaggio di Ruggero Buffoni è un bel ruolo da interpretare. Qualunque attore ha bisogno di un lavoro o di un ruolo che lo faccia uscire, ma è necessario che si intreccino diversi fattori affinché un ruolo ti permetta di farti notare. Sono dell’idea che senza bravura e preparazione non vai da nessuna parte.

Quanto il personaggio di Ruggero Buffoni ti ha condannato o chiuso nel ruolo del cattivo?
Magari potessi interpretare sempre il cattivo. In Italia è difficile trovare ruoli “cattivi” interessanti e ben scritti. Per interpretare Ruggero, sono ingrassato 10 kg e ho messo delle lenti a contatto marroni, è stata una bella prova. Non credo di essere incastrato nel ruolo del cattivo. Ad esempio ne “La casa dei papà” sono un cattivo che diventa buono; stiamo parlando comunque di una commedia destinata al grande pubblico.

Edoardo Pesce è buono o cattivo?
Io sto dalla parte dei cattivi. Sono sicuramente più interessanti e hanno un sacco di sfaccettature nella personalità, che non appartengono ai buoni.

Chi sei nella vita? Raccontati: sogni, passioni, ambizioni…
Sono un ragazzo assolutamente normale. Adoro leggere, suono la chitarra e scrivo canzoni mie. Faccio parte di due band, i “St. Peter Stones”, un progetto di blues romanesco, e “L’Orchestraccia” con Luca Angeletti, Roberto Angelini, Diego Bianchi, Giorgio Caputo, Marco Conidi, Edoardo Leo. Mi piace il teatro e ovviamente, quando possibile, vado al cinema o guardo film comodamente a casa mia. Inoltre, sto preparando lo spettacolo teatrale “Blues in Ottava” per la regia di Daniele Costantini, che andrà in scena al Teatro Sala Orfeo a fine novembre.

Sei stato alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia con il cortometraggio “Alice” di Roberto De Paolis, presentato nella sezione Controcampo italiano. Impressioni su questa edizione?
Ti premetto che ci sono stato per pochissimi giorni, ma credo che questa sia stata una buon annata. Tanti i nomi e i film interessanti che voglio vedere o rivedere in questi giorni. Ho avuto modo di salutare l’amico Vinicio Marchioni, presente in laguna con i film “Scialla!” (vincitore della sezione Controcampo, ndr), “Sulla strada di casa” e “Cavalli”.

Quando hai capito che volevi fare l’attore?
La mia è una famiglia di medici. All’Università frequentavo la facoltà di Medicina che, ovviamente, non ho mai terminato, per la gioia di mio padre. Parallelamente facevo teatro. Ho frequentato la scuola “Ribalte”, diretta da Enzo Garinei, e il “Teatro Azione” di Cristiano Censi e Isabella Del Bianco.

Soddisfatto di come si sta evolvendo la tua carriera?
Decisamente sì. Nessun rimpianto.

 

 

 

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