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Il ritorno di Claudia: “vi racconto il mio anno d’oro”

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Intervista esclusiva a Claudia Gerini.

Dopo lo stop della gravidanza, l’attrice torna a nuova vita professionale con sette film. Dal ruolo drammatico per Marina Spada che vedremo in concorso al prossimo Festival di Roma alla commedia in 3D di Brizzi, fino ai set di Soldini e Zampaglione, del cui giallo è anche produttrice. Non solo: da poco ha lasciato Vincent Gallo, per le riprese di “La leggenda di Kaspar Hauser” e tra qualche giorno volerà in Sudafrica. Ad aspettarla c’è Ridley Scott…

Audrey Hepburn diceva che le donne più belle sono quelle felici. Deve essere vero anche per Claudia Gerini, che sorride spesso mentre racconta il suo ritorno sulle scene dopo la seconda gravidanza. E la voce è allegra e vivace, colma di adrenalina. “Sono soddisfatta – spiega – perché tutto sta avvenendo in modo naturale. Certo sono stanca ma così ispirata e felice da non sentire la fatica. E poi per riposare ci sarà tempo: adesso è il momento di lavorare”. Come darle torto con due bambine (di due e sette anni) e sette film in uscita? A fine mese sarà in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma con “Il mio domani”, film drammatico di Marina Spada (nelle sale dal 4 novembre) dove interpreta una manager in carriera con una storia personale complicata. A febbraio uscirà la sexi commedia in 3D di Fausto Brizzi che la vedrà al fianco di Fabio De Luigi e Filippo Timi, e in questi giorni è sul set de “Il Comandante e la Cicogna” di Silvio Soldini.

Non è finita. Tra qualche giorno volerà in Sudafrica per girare il trhiller televisivo “Labyrinth”, dove si trasformerà in una cattivissima (“sarò una specie di Crudelia Demon”), e presto la vedremo recitare con Vincent Gallo nel film di Davide Manuli “La leggenda di Kaspar Hauser”. E poi c’è “Tulpa”, il giallo a tinte forti del compagno Federico Zampaglione, atteso per la prossima estate al FrightFest di Londra e di cui Claudia è protagonista e produttrice. Una nuova carriera all’orizzonte? “In realtà non sono brava con i numeri e le riunioni – confessa – preferisco il palcoscenico e gli applausi. Il film l’abbiamo pensato insieme ed è giusto che venga realizzato con le nostre forze, vedremo in futuro se riusciremo a venderlo. Per ora è stato fatto un grande lavoro di sceneggiatura e abbiamo girato qualche scena. Dovrebbe essere pronto per l’estate del 2012”.

Claudia, questo è il suo anno d’oro. A partire da “Il mio domani”, che sarà in concorso al Festival di Roma. Che cosa si aspetta dal film?
E’ la prima volta che un mio lavoro partecipa a  un festival prestigioso come quello di Roma e ne sono felice. Mi aspetto che la storia piaccia e commuova. E poi ho lavorato benissimo con Marina Spada, è un’amica e un’ottima regista che mi ha insegnato tanto.

E’ anche un ruolo impegnativo, che le permette di fuggire certi cliché.
Non ho mai indugiato nei cliché, ormai la gente mi conosce per tanti ruoli. Ma è anche vero che non avevo mai affrontato un dramma da protagonista. Ci sono altri attori bravissimi, come Paolo Pierobon, Claudia Coli, Lino Guanciale e Raffaele Pisu e però io posso dire di avere tutta la storia a disposizione per evolvere come personaggio. Sicuramente è un film diverso dagli altri.

Tra le varie novità c’è la parte di Alessia Marcuzzi.
Si…ma è solo un piccola parte che ho fatto per amicizia di Matteo Garrone. Nel suo prossimo film, “Big House”, a un certo punto si vedrà il GF: in realtà non interpreto la Marcuzzi, ma la conduttrice del programma che introduce gli abitanti della casa. Anche se soltanto per un giorno, è stato interessante condividere il set con Matteo, un grande regista e un grande visionario.

Le piacerebbe un ruolo più importante in un suo film?
Certo che mi piacerebbe! Ma so che lui non ama lavorare con attori professionisti, preferisce la verità.

A febbraio uscirà la commedia in 3D di Fausto Brizzi, storia di una famiglia normale alle prese con un porno-divo. Lei chi sarà?
Sono Giulia, una donna sposata da tanti anni che sta affrontando un periodo difficile: è molto innamorata del marito, ma la vita sessuale non va più tanto bene. Arriverà in città un mio vecchio compagno di liceo che però…è un porno-divo.

Gli altri personaggi?
Fabio De Luigi interpreta mio marito e Filippo Timi è il porno-divo. E’ stata un’esperienza tutta al positivo, perché ho avuto dei compagni di lavoro straordinari. Fabio è un amore e Fausto, che conoscevo già, è stato un gradevole ritorno. Siamo morti dal ridere: non ho ancora visto il film, ma quello che ho girato mi è bastato per capire che è davvero divertente.

La critica dice basta alla sovrabbondanza di commedie, spesso girate solo per fare soldi. Lei che cosa ne pensa?
E’ chiaro che il mercato va dove si guadagna, ma penso che ci sia spazio anche per altri film. Gli ottimi incassi della scorsa stagione hanno portato tutti a buttarsi sulle commedie, però non credo sia un genere da trascurare. E poi ci sono commedie e commedie. Come attrice non le abbandonerò mai: mi hanno dato tanto e anch’io sono riuscita a dare tanto.

Si dice che vanno di moda perché c’è la crisi e gli italiani hanno bisogno di ridere.
E’ la risposta più ovvia ma non è l’unica. In fondo siamo un popolo di commedianti, no? Dal neorealismo ad oggi siamo sempre stati forti sulla commedia: il revival di questo momento viene da una certa tradizione.

Adesso è sul set del film di Soldini. Tra gli interpreti Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher e Giuseppe Battiston. Come sta andando?
Abbiamo appena iniziato e non posso dire molto. Sul set c’è un’aria di serenità e creatività, la storia è appassionante e me ne sono subito innamorata. Sono felicissima: penso che Silvio sia un regista con grandi potenzialità e poi, per lui, è un ritorno alla commedia nel suo stile.

E’ una commedia romantica?
Si, penso si possa definire così. Io sarò la moglie di Valerio e…basta, non posso dire altro!

Dalla commedia al thriller. Tra qualche giorno sarà sul set di una serie televisiva internazionale.
E’ girata a Città del Capo, in Sudafrica. Il regista è Christopher Smith, i produttori Ridley Scott, Tandem Communications e Film Afrika Worldwide. Sarà tutta in inglese e uscirà in vari paesi, tra cui Inghilterra, Germania, Svizzera e Italia.

Qualcosa di più sulla storia?
La sceneggiatura è tratta da “Labyrinth” (“I codici del labirinto”, Edizioni Piemme), il best seller di Kate Mosse. E’ un thriller raccontato su due piani temporali, il Medioevo e i giorni nostri, tutto ambientato nel Sud della Francia. Nel corso di uno scavo, l’archeologa Alice Tanner trova un altare antico con i resti di due scheletri e un anello con un labirinto inciso. Alla vista dei reperti ha un malore, come se entrasse in uno stato di trance. Scopriremo che Alice è la reincarnazione di Alais, una ragazza vissuta otto secoli prima, ai tempi delle crociate e della Santa Inquisizione. Mentre la minaccia di un’invasione della Francia cresce ogni giorno, Alais sta cercando di portare in salvo l’anello e i tre libri sacri che rappresentano il Santo Graal.

Il suo ruolo?
Io sono una business woman dei giorni nostri, una donna molto potente che gestisce una multinazionale ma è senza scrupoli. La sua natura cattiva non verrà fuori subito: man mano che il racconto andrà avanti si scoprirà che sto cercando di impossessarmi del Santo Graal, quindi dell’anello e dei libri sacri, perché in questo modo potrò avere l’eterna giovinezza. Sono anche il capo di una setta che, pur di raggiungere i propri scopi è disposta a uccidere.

Chi saranno gli altri interpreti?
Sicuramente c’è l’attore inglese John Hurt (“Melancholia”, “La Talpa”, ndr), ma non so nulla degli altri. Credo che il cast sia ancora in via di definizione. Sono molto soddisfatta: il mio ruolo era destinato a un’attrice francese perché il personaggio, Marie-Cécile de l’Oradore, è appunto francese. Ma hanno fatto il casting a Roma e al regista sono piaciuta tanto. Nel progetto non ci sono investimenti italiani: sono stata scelta per motivi che vanno al di là delle decisioni produttive, il ché è anche più importante.

E più lusinghiero…
Esatto. Per la prima volta mi affidano la parte di una vera cattiva. Una donna bella e spietata, che usa fascino e potere per sottomettere gli altri e arrivare al suo obiettivo.

Tra le produzioni che vantano un cast internazionale, ha partecipato anche a “La leggenda di Kaspar Hauser”, con Vincent Gallo, Elisa Sednaoui, Silvia Calderoni e Fabrizio Gifuni.
E’ un film in due parti a cui tengo tantissimo perché è un lavoro sperimentale. Si tratta di un genere surreale al limite del grottesco: tutto in bianco e nero, con diversi piano-sequenza e Vincent Gallo che interpreta due ruoli. Anche lì ho la parte di una duchessa un po’ cattiva, ma soprattutto è stato un onore recitare con Gallo. E’ un interprete meraviglioso.

L’obiettivo è lavorare sempre di più all’estero?
“La leggenda di Kaspar Hauser” punta ai Festival e sicuramente si rivolge a un pubblico internazionale. Da parte mia, parlando inglese, francese e spagnolo, vorrei utilizzare al massimo la possibilità di allargare gli orizzonti. Certo, con due bambine è un problema e però mi piacerebbe!

Paolo Sorrentino ha detto che il cinema italiano tornerà ad essere grande, ma adesso non  è il momento perché non ci sono le risorse necessarie.
Se parliamo di risorse produttive sono d’accordo, se invece parliamo di risorse umane non sono dello stesso parere. Abbiamo dei grandi registi di respiro internazionale – uno è lo stesso Sorrentino – e attori molto bravi. Dovremmo solo avere più coraggio nelle storie e investire di più nei progetti internazionali.

A proposito di coraggio. “Tulpa”, il nuovo film del suo compagno, abbraccia un genere che in Italia non si fa più dagli Anni ’80…
Federico vorrebbe tornare a quel sapore per dare al pubblico un giallo alla Dario Argento. Penso che ne abbia le capacità, almeno di avvicinarsi a quel tipo di cinema, che conosce bene e ama molto. Io sono coinvolta in prima persona, non solo perché sono la protagonista ma anche perché i produttori siamo noi.

Chi sarà questa volta?
Una donna che lavora in una grande finanziaria: in ufficio è molto stimata, ma di notte ha una doppia vita e ci saranno una serie di omicidi legati a lei. Il soggetto è di Dardano Sacchetti, la sceneggiatura di Zampaglione e Giacomo Gentili. Tulpa è un termine di origini tibetane che si intreccia con le credenze del Buddhismo magico. Si ritiene che attraverso una lunga meditazione sia possibile creare una sorta di proiezione medianica del nostro essere metafisico o anche il manifestarsi di uno spirito. Questa entità diventa come una nostra ombra, uno spirito guida. Talvolta, però, il Tulpa è capace di diventare qualcosa di totalmente indipendente dalla nostra volontà, trasformandosi in una forza maligna e distruttiva.

Dopo la gravidanza è arrivato il momento della rinascita professionale. Come sta vivendo questo periodo?
Per la mia secondogenita mi sono fermata quasi due anni. Adesso mi stanno capitando tante cose belle a cui, ovviamente, ho partecipato con entusiasmo. Quando stai ferma per un po’ vorresti l’occasione giusta…e finalmente è arrivata! Penso di aver seminato bene, i lavori che sto facendo sono tutti interessanti: mi permettono di spaziare da un genere all’altro e l’opportunità è preziosa. Insomma, sto diventando sempre più camaleontica.

Speranze?
Mi aspetto che i film piacciano. Per il resto sono un’attrice molto considerata sia dai registi che dal mercato e non mi lamento. L’unico rammarico è che in Italia, troppo spesso, si tende a consacrare la moda e l’attore del momento o a considerare un interprete solo per un certo ruolo. Io, per fortuna, sono uscita da questa gabbia: il pubblico mi ama per tanti personaggi diversi. Con il film di Marina Spada, spero di screditare la convinzione che chi fa commedie non può andar bene per il dramma.

Con due bambine e sette film in uscita, viene in mente il titolo della commedia con Sarah Jessica Parker. “Ma come fa a far tutto?”
Eeeeeh!! (ride) C’è da diventare pazze, ma poi si riesce a gestire tutto. Fortunatamente il film di Brizzi è stato girato a Roma, e per la serie in Sudafrica porterò la piccola tutto il tempo con me e la grande una decina di giorni. Comunque vada, lavorare all’estero è sicuramente un ottimo traguardo: ormai siamo in Europa ed è un peccato non allargare il bacino d’utenza!

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