Home Interviste “Agrodolce”, Napolitano risponde al sindaco di Termini Imerese. E il giallo continua…

“Agrodolce”, Napolitano risponde al sindaco di Termini Imerese. E il giallo continua…

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Intervista a Salvatore Burrafato. 

La fiction prodotta negli ex stabilimenti Fiat, per cui la Regione siciliana ha stanziato 25 milioni di euro, non ha tregua. Dopo lo stop della Rai, arriva la risposta del Quirinale all’appello del primo cittadino. Che non crede alle spiegazioni di Viale Mazzini: “si prova a mistificare la realtà con versioni diverse”. Intanto Einstein presenta ricorso d’urgenza per riprendere la produzione e farsi pagare le fatture dal Servizio pubblico, e l’assessore al Turismo Tranchida blocca i finanziamenti. Ieri l’incontro “tecnico” tra l’azienda di Stato e l’assessorato.

La risposta del Quirinale sul caso “Agrodolce” è arrivata qualche giorno fa, sul tavolo di Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese. Nella lettera, firmata da Pasquale Cascella, Consigliere del Presidente Giorgio Napolitano, si riportano le spiegazioni della Rai riguardo allo stop della messa in onda della fiction per cui la Regione siciliana – la produzione si svolge negli ex stabilimenti Fiat – ha stanziato ben 25 milioni di euro di Fondi Fas. In pratica Viale Mazzini fa presente di aver offerto “inutilmente” alla Einstein Multimedia, affidataria della produzione della seconda e della terza serie, “la disponibilità alla prosecuzione della realizzazione della seconda serie prevedendo, fra l’altro, una semplificazione dell’impianto produttivo compatibilmente con gli obblighi assunti con la Regione siciliana, nonché il pagamento delle rate maturate fino all’interruzione dell’attività”. Inoltre, i vertici del Servizio pubblico sottolineano la decisione del Consiglio di Amministrazione “di non procedere nella realizzazione della terza serie” pur manifestando la “volontà” di completare la seconda. Contattato da RB Casting, il sindaco Burrafato non crede alla versione della Rai e senza mezzi termini racconta la sua. “Non penso che il testo della lettera esprima la volontà di Napolitano – dice – ma la verità che gli è stata consegnata. Penso che tutta la vicenda non sia chiara, nel senso che si prova a mistificare la realtà fornendo versioni diverse. Il risultato è che in questo momento il centro di produzione è chiuso, i lavoratori in cassa integrazione hanno esaurito le loro rate e ci sono i fondi riservati dalla Regione che rischiano di andare persi. Non si capisce come la Rai possa fare spallucce”.

La fiction che – nelle intenzioni del direttore editoriale Gianni Minoli – doveva trasformare la Sicilia “nella nuova Hollywood”, è ferma da più di 8 mesi con un conseguente danno occupazionale per circa 400 persone (più i 1.500 dell’indotto). RB Casting ne aveva già scritto in un ampio servizio del 24 luglio: nel frattempo all’intricato puzzle si sono aggiunti ulteriori pezzi. Sebbene i 25 milioni della Regione fossero già disponibili (secondo gli accordi la Rai doveva metterne altri 22 diventati in seguito 17, a fronte di 460 puntate), il mese scorso, sul tavolo dell’assessore al Turismo Daniele Tranchida, è arrivata la lettera dell’azienda di Stato che dispone lo stop definitivo alla messa in onda. Stanco della situazione, il sindaco di Termini ha rivolto un accorato appello al Presidente Napolitano, quantomeno per sollecitare una risposta convincente del direttore generale della Rai, Lorenza Lei, a cui aveva già scritto senza esito. “Centinaia di giovani formati alla nuova industria audiovisiva che hanno concorso, con successo, alla realizzazione di una produzione Rai – scrive Burrafato a Napolitano –vedono il loro lavoro scomparire nella più totale assenza di risposte dell’azienda di Stato. Com’è possibile che in quest’epoca grigia, di sofferenza economica e di tagli, Rai rinunci a 25 milioni di contributi già impegnati ed allocati dalla Regione siciliana per quella produzione (così da andare ora dispersi)? Com’è possibile che Rai sprechi quest’opportunità e tiri un calcio alla fortuna, inginocchiando e compromettendo una realtà virtuosa?”.

Rai vs Einstein 
Mentre il sindaco di Termini scriveva a Napolitano, gli avvocati di Einstein scrivevano al Tribunale di Roma. Dopo aver querelato per diffamazione Gianni Minoli, i produttori Luca Josi e Andrea Olcese, hanno depositato un ricorso d’urgenza per chiedere a Viale Mazzini di pagare 5 milioni di fatture arretrate, più 6 milioni di extra costi e di riprendere la produzione della seconda e terza serie come da contratto. La Rai, da parte sua, ha bloccato la messa in onda di un altro programma targato Einstein, “Top of the Pops”, che sarebbe dovuto partire sabato 1 ottobre. La motivazione? “Non siamo in regola con il Durc (il documento unico di regolarità contributiva, ndr) – riferiscono da ambienti Einstein – e ci sembra normale, visto che la Rai non evade le nostre fatture da un anno. In pratica è come se lo stupratore colpevolizzasse la sua vittima perché non è più illibata”. La prossima tappa dell’imbroglio sarà dunque in Tribunale, dove il 13 dicembre si discuterà il decreto d’urgenza.

La lettera del Quirinale

Egregio Sindaco Burrafato,

in riferimento alla Sua lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dello scorso ottobre, desidero comunicarLe che ho rappresentato le Sue posizioni agli organi competenti della Rai. Nella risposta, il Direttore Generale della Rai – pur contestando toni e contenuti di quanto esposto – fa presente che “a seguito della decisione unilateralmente assunta dalla società Einstein Fiction, affidataria della realizzazione della seconda e terza serie della produzione “Agrodolce”, di interrompere le attività produttive relative alla seconda serie, è stata offerta alla società in questione, inutilmente, nonostante le inadempienze emerse anche nei confronti degli autori, attori e altre figure professionali coinvolte nella produzione, la disponibilità alla prosecuzione della realizzazione della seconda serie prevedendo, fra l’altro, una semplificazione dell’impianto produttivo compatibilmente con gli obblighi assunti con la Regione siciliana, nonché il pagamento delle rate maturate fino all’interruzione dell’attività, pur in assenza di presentazione da parte della società di idonea fideiussione. Conseguentemente, tenuto conto anche delle indicazioni espresse dalle Direzioni aziendali competenti che hanno ritenuto la produzione non di interesse editoriale per la Rai, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, nei termini contrattualmente previsti, di non procedere nella realizzazione della terza serie della produzione “Agrodolce”.

Il Direttore generale della Rai mi ha comunque manifestato “la volontà di completare la realizzazione della seconda serie della produzione nel pieno rispetto degli impegni assunti e delle procedure interne aziendali, fermo restando gli esiti di eventuali contenziosi con la società di produzione”.

Burrafato: “Si prova a mistificare la realtà con versioni diverse”

Signor Sindaco, che cosa pensa della lettera del Quirinale?
Non penso che il testo esprima la volontà di Napolitano, ma la verità che gli è stata consegnata. Penso che tutta la vicenda non sia chiara, nel senso che si prova a mistificare la realtà fornendo versioni diverse. Il risultato è che in questo momento il centro di produzione è chiuso, i lavoratori in cassa integrazione hanno esaurito le loro rate e ci sono i fondi riservati dalla Regione che rischiano di andare persi. Non si capisce come la Rai possa fare spallucce.

Stando alla lettera la Rai avrebbe offerto alla Einstein Multimedia di proseguire la realizzazione della seconda serie, bloccando però la terza. 
E’ chiaro che  si tratta di una provocazione. Con un contratto che prevede una seconda e una terza serie, autorizzare solo la seconda significa annullare quell’economia di scala che si poteva fare su un certo numero di puntate.

Sempre secondo il testo, i vertici di Viale Mazzini avevano previsto una semplificazione dell’impianto produttivo e il pagamento delle rate maturate fino all’interruzione delle attività.
Io ho notizie diverse. La Rai non ha ancora presentato fatture regolari alla Regione siciliana e per questo motivo l’assessorato al Turismo ha bloccato parte dei finanziamenti relativi alla prima serie (2,4 milioni di euro secondo l’assessore Tranchida, ndr).

La lettera, in realtà, si riferisce ai crediti maturati da Einstein nei confronti della Rai. Secondo i produttori ammontano a 11 milioni di euro e, ad oggi, non sono stati evasi. Per questo Josi e Olcese hanno depositato un decreto d’urgenza…
Lì c’è il gioco delle parti. Einstein dice di essere in credito con la Rai e quest’ultima dice di essere in credito con la Regione. Il problema è che Einstein ha fatturato regolarmente, mentre i dirigenti di Viale Mazzini non hanno ancora fornito tutta la documentazione contabile al Turismo. Proprio ieri c’è stato un incontro tra la Rai e la Regione: avevo chiesto di esserci ma mi hanno detto che l’argomento sarebbe stato di natura squisitamente tecnica, che si sarebbe parlato delle partite non liquidate, quelle relative alla prima serie. E che i risultati mi sarebbero stati comunicati oggi, con un impegno formale da parte di Tranchida a convocare un tavolo delle parti.

La convenzione tra Rai e Regione siciliana verrà sospesa?
E’ proprio questo il punto. Al di là del fatto che non so in che modo la sospenderanno, la Regione non è più disponibile ad erogare questi 25 milioni, visto che la Rai non ha intenzione di realizzare la terza serie e Einstein non vuole completare la seconda perché lo ritiene anti-economico. La Regione potrebbe aprire un contenzioso con la Rai oppure svincolare il finanziamento per rimettere in moto la fiction. Una cosa è certa: in questa situazione di impasse, i fondi rischiano di passare ad altri territori.

Sindaco, che idea si è fatto di tutta la vicenda?
La situazione va ad accrescere pesantemente le sofferenze che già il territorio viveva e sta vivendo. Il paradosso è che un’attività del tutto diversa da quella tradizionale, che poteva frenare gli effetti occupazionali a Termini Imerese, diventa oggi un’ulteriore problema. “Agrodolce” è l’ennesimo sogno che svanisce.

 

 

3 Commenti

    • Ciao Giorgia, eccoci di nuovo, noi donne in campo contro la mafia. Questa situazione è secondo me molto trascurata dai giornali, finalmente oggi ho visto un articolo su Repubblica e mi pare anche Il Fatto online ma tutti gli altri? Ovvio poi che le televisioni non dicono nulla. Cmq adesso vado a vedere il link con i video che hai postato.

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