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Alan Cappelli, “In Tutti Pazzi per Amore? Ero sovraeccitato e devo essere sembrato pazzo”

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Intervista ad Alan Cappelli

“Far parte di una troupe ed un cast già rodato, è stata una bella esperienza e io, da new entry, ero sovraeccitato. La mia eccitazione forse è risultata un po’ buffa ai loro occhi”. Alan Cappelli, ex concorrente di “Amici” e attore negli spot Tim e in “Notte prima degli esami ‘82”, sembra davvero entusiasta del periodo professionale che sta vivendo. E’ infatti impegnato in diversi progetti.

E’ interprete di “Tutti pazzi per amore 3”, in cui veste i panni di Jean Claude, giovane ed eclettico artista concettuale parigino che arriverà a Roma, per il Natale, invitato da Viola (Claudia Alfonso), di cui è amico di penna. Un arrivo che creerà scompiglio tra le altre coppie. Viola, infatti, è fidanzata con Emanuele (Brenno Placido) e l’ingresso di Jean Claude provocherà diversi problemi di gelosia tra i due. Inoltre, è già in programmazione su Canale 5 “Baciati dall’amore”, la fiction che vede Pietro Taricone tra i protagonisti ed è proprio a lui dedicata. Infine, è già sul set di “Come non detto”, opera prima di Ivan Silvestrini, il terzo progetto prodotto e distribuito da Moviemax. Una commedia sentimentale che uscirà a settembre 2012.

Chi sei in “Tutti pazzi per amore 3”?
Sono Jean Claude, un amico di penna di Viola (Claudia Alfonso) con cui instaura un bel rapporto. Di lui non si è mai sentito parlare prima. Jean Claude è un artista concettuale, un ex modello che si è dato all’arte e viene invitato da Viola a passare il Natale con la sua famiglia a Roma. Con il suo arrivo da Parigi si rompe l’equilibrio del rapporto tra Viola ed Emanuele (Brenno Placido), che si rivelerà molto geloso e assolutamente non felice del rapporto che hanno i due amici. In tutto questo ci sono anche altre vicissitudini che vanno ad incastrarsi con la situazione, generando una serie di piccoli problemi, fino ad un grande colpo di scena che ovviamente non avrebbe senso rivelarti.

So che il tuo personaggio è bello ma antipatico. Come ti sei preparato per risultare tale?
Ma in realtà non è antipatico, vorrei sapere chi te lo ha detto (ride, ndr). Più che altro è antipatico a Emanuele perché non riesce ad accettare la sua amicizia con Viola. Forse, essendo francese, ha questi modi di fare eccessivamente “charmosi” portati all’estremo per rendere al massimo il personaggio. Questa carta se la gioca molto. Ho lavorato un po’ sulla sfacciataggine, ho ingigantito un po’ la sicurezza minima che in fondo ognuno di noi ha. Basta poco, poi, per risultare eccessivi. La cosa divertente è stata lavorare sulla voce. Ho dovuto lavorare sull’accento francese, per renderlo sopra le righe. Io sono nato in Belgio e parlo fiammingo. Ho fatto un corso intensivo di francese anche se sono molto portato per le lingue, ma mi sono dovuto applicare ed è stato anche un bello stimolo per imparare una lingua nuova.

Come ti sei trovato su un set già di per sé rodato?
Benissimo. All’inizio, per la durata più o meno delle prime tre pose, io ero sovraeccitato. Per me era un’esperienza nuova mentre gli altri erano colleghi già da tempo. La mia eccitazione forse è risultata un po’ buffa ai loro occhi. Credo che l’entusiasmo sia molto sano, forse oggi viene a tratti snobbato. Comunque, tornando alla tua domanda, loro sono carinissimi. E’ stata davvero una bella esperienza.

Cosa mi dici, invece, di “Baciati dall’amore”?
E’ una commedia girata nel 2010, messa in pausa per un po’ di tempo a causa della drammatica vicenda che ha riguardato Pietro Taricone. Hanno deciso di mandarlo in onda adesso, proprio come tributo e dedica allo scomparso Pietro. Io sono il figlio più giovane di Italo (Marco Columbro), un magistrato impegnato in un processo contro il boss mafioso Tano Bambardella. Per seguire nostro padre nei suoi impegni lavorativi, siamo costretti a trasferirci a Napoli da Milano. E’ una commedia, ruota sugli stereotipi nessi e connessi sulle differenze culturali, entrando nella modalità di vita quasi “circense” che è quella partenopea, non proprio all’insegna del rigore. Io ho una grandissima passione per il calcio e nella squadra in cui gioco c’è anche una ragazza napoletana con cui all’inizio non è proprio simpatia, forse per questioni logistiche, per il fatto che io sono del nord e lei del sud. Ad esempio, lei mi fa un fallo ed io sono convinto che lo faccia apposta per barare, visto che i napoletani barano sempre (ride, ndr), ma poi tra un dispetto e l’altro ci si comincia ad affezionare.

Quanto è importante per un giovane attore la figura dell’agente e dell’ufficio stampa. Per te quanto sono utili?
Sono veramente entrambe fondamentali, anche se c’è sempre la componente della fortuna. E’ importante affidarsi ad agenti e uffici stampa con esperienza, ma è ancora più importante costruirci un rapporto, soprattutto umano, di fiducia. Se c’è quello, si crea anche una stima reciproca. In un certo senso, sei nei suoi pensieri. Sono professionisti che lavorano con centinaia di persone. Il segreto è quello di essergli sempre in mente. Devono portarti sempre con te.

Qual è ad oggi il tuo sogno nel cassetto?
Oggi è sicuramente quello di andare avanti a livello professionale. Per un domani, invece, è quello di portare avanti un mio progetto come regista e produttore. Sarebbe una grande soddisfazione poter scegliere e trovare una storia che conta e che per me ha importanza. Avrebbe tutto un altro senso.

Puoi già parlarmi del tuo prossimo progetto “Come non detto”?
E’ l’opera prima di Ivan Silvestrini, il terzo progetto prodotto e distribuito da Moviemax ed è una commedia sentimentale che uscirà a settembre. Sono già iniziate le riprese, è interamente girato a Roma. Io interpreto il cattivo. E’ la storia di un ragazzo gay che fa outing e si seguono le sue vicissitudini in maniera edulcorata. Per me è una bella prova. E’ la prima volta che ho a che fare con il ruolo dello stronzetto, del cattivo.

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