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Mia Benedetta, forte e delicata protagonista in “Non me lo dire”

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Intervista a Mia Benedetta

“Con un attore, mai. Me lo ha consigliato anche Salma Hayek”. Iniziamo così l’intervista con la bella, delicata e riflessiva Mia Benedetta, protagonista femminile del film “Non me lo dire” di Vito Cea, con Uccio De Santis, in uscita nelle sale il 14 marzo per Bolero. La pellicola uscirà nelle sale pugliesi in 70 copie e successivamente un’altra ventina saranno distribuite nel resto d’Italia. Nel cast, anche Aylin Prandi, Nando Paone, Umberto Sardella, Antonella Genga, Brando Rossi, Piero De Lucia, Giacinto Lucariello, Franco Paltera, Annabella Giordano, Pino Fusco, Gianni Ciardo, Michele De Virgilio.

Mia interpreta la moglie del protagonista Lello Morgese, un affermato comico pugliese, abbandonato da lei perché stanca di essere continuamente trascurata a causa dei suoi impegni lavorativi. La separazione getta Lello nello sconforto, che entra in crisi e decide di lasciare la compagnia teatrale. Per ritrovare la verve di un tempo, si rivolge ad uno psicanalista, che gli prescrive una cura alquanto bizzarra: ritrovare l’entusiasmo tramite il sostegno dei suoi fan. Inizia, così, un viaggio nella splendida cornice pugliese alla ricerca dei suoi ammiratori e, in fondo, anche di se stesso. Durante quest’avventura on the road, si imbatterà in una serie di avventure comiche e imprevedibili ma, soprattutto, nel corteggiamento di Rossella, una bellissima fan che cercherà di conquistare il suo cuore.

Parlami del tuo personaggio in “Non me lo dire”.
Il film è una fiaba, una commedia romantica. Io interpreto Silvia, la moglie del protagonista, una donna che non sa stare in coppia, una donna indipendente. Il suo problema è quello di sentirsi sola pur avendo un marito. E il problema ancora più grande è il lavoro che svolge suo marito, quello dell’attore. Suo marito è un uomo che, quando rientra la sera a casa, non chiede “Come stai?”, ma semmai “Come sto?”. E di attori e uomini così, ce ne sono tanti. Nel film, decido di lasciarlo pur amandolo.

Quanto ci si rivede, appunto?
Lo scorso inverno ho conosciuto Salma Hayek che, nel suo stupendo accento spagnolo mi ha detto: “Con un attore, mai. Sei matta?!?!”. Lei infatti ha sposato l’uomo d’affari francese Francois-Henri Pinault. Anche io mi sono salvata da questo destino; il mio compagno è uno scrittore (ride, ndr)

Quanto sono durate le riprese e come ti sei trovata a girare in Puglia?
Son durate 6 settimane, circa. Si tratta di una produzione piccola ma coadiuvata da Apulia Film Comission e dalla Tax Shelter. Era settembre quando abbiamo girato ed era stupendo poter fare il bagno a fine giornata di riprese. Credo che la politica culturale portata avanti dalla Puglia, stia ripagando l’intera regione. C’è un fervore turistico non indifferente e tra un po’ si producono più film in Puglia che in tutto il resto d’Italia. Inoltre, è la prima volta che mi capita di lavorare in una produzione coadiuvata dalle Tax Shelter.

Come è nato l’incontro con Vito Cea e Uccio De Santis? Hai dovuto sostenere un provino?
L’anno scorso ho recitato in “Un giorno della vita” di Giuseppe Papasso. Il film era ambientato a Melfi, un paesino lucano. Vito Cea ha visto il film, mi ha chiamato e mi ha offerto il ruolo in “Non me lo dire”. Devo molto a quel personaggio, una donna forte, combattiva, che lotta per gli ideali in cui crede. Ed è stata una bella soddisfazione.

Come definisci il momento che sta attraversando la commedia italiana e il cinema in generale?
Non sento di poter dare un giudizio così grande. Artisticamente, credo sia un momento pieno di fervore. Penso a Brizzi e Veronesi, due tipi di commedia dalla particolarità diversa, che tratta temi attuali ed esportabili all’estero. Entrambi, ti fanno ridere dei tuoi difetti, abitudini, dinamiche di coppia. Riescono a sdrammatizzare e fanno in modo che, una volta uscito dal cinema, tu ti senta meno solo. Inoltre, in Italia al momento ci sono fior di registi che meritano un futuro florido. Penso ai fratelli De Serio (ho amato “Sette opere di misericordia”), per non parlare di Virzì e Sorrentino.

Parlami dei tuoi progetti futuri.
C’è in ballo un film in cui devo interpretare il destino di un uomo. Sono la donna che è destinato ad incontrare, stile “Sliding Doors”. Mi incuriosisce molto questo ruolo perché nella mia vita, la questione del destino ritorna spesso. Mi faccio tante di quelle domande sui “se” e i “ma”. Ma non posso dirti altro perché è un po’ prematuro parlarne. Inoltre, sto preparando insieme al mio compagno, un progetto teatrale su un testo scritto da lui. Si intitola “Il Maestro”; tratta del rapporto tra un attore molto anziano e sua figlia.

Sei felice in questo periodo?
La felicità è impossibile da descrivere. Non è mai perfetta e forse la sua bellezza sta proprio in questo. Per quanto mi riguarda, riesco ad essere felice davanti ad un bel film, un bel quadro, davanti al bello della vita.

Qual è la tua ambizione più grande?
Questa è la domanda che temo di più, perché è molto intima. Ma posso confessarti che la mia ambizione è quella di essere intima in pubblico.

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