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Laura Torrisi: “ho imparato a dirmi brava”

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Intervista a Laura Torrisi

Nella sua vita professionale c’è tanta fiction: ha appena finito di girare la terza serie di “L’onore e il rispetto” al fianco di Eric Roberts (fratello di Julia) e tra due settimane comincerà le riprese di “Il peccato e la vergogna 2”. Nel privato è legata a Leonardo Pieraccioni da cui, diciotto mesi fa, ha avuto Martina. Laura Torrisi, già “Una moglie bellissima” del regista nella finzione cinematografica, in realtà non è interessata al matrimonio. “C’è stato un tempo in cui sognavo un’unione romantica: per me, che sono credente, significava sposarsi prima di avere bambini. Da quando è arrivata mia figlia, però, le priorità sono altre. E poi si può essere una famiglia anche se non si è sposati”.

L’intervista è telefonica – Laura vive in una grande casa tra le colline fiorentine – ma la distanza non ci impedisce di chiacchierare liberamente, complice il comune “sguardo” femminile e la disponibilità (non comune) della neo-mamma. Si parla di  attori (“Che onore lavorare con Roberts!”), di crescita professionale (“Non sarò più la ragazzina dolce e gentile”), ma soprattutto della forza che l’attrice ha dovuto sfoderare per superare i tanti momenti difficili. Comincio con la classica domanda dei prossimi impegni, in questo caso la fiction campione d’ascolti “Il peccato e la vergogna”, protagonisti Gabriel Garko e Manuela Arcuri. “Dieci puntate che gireremo a Roma. Nella prima serie il mio personaggio,la cameriera Ortensia, era rimasto in sospeso. Ora dovrebbe tornare dalla terza puntata”.

La storia fa un salto in avanti negli anni. La invecchieranno?
Passerò dall’invecchiamento al ringiovanimento, nel senso che interpreterò sia la madre che la figlia. La prima serie finisce con la ragazzina che promette di vendicare i torti subiti: riprenderemo con Ortensia invecchiata e con mia figlia cresciuta.

La incuriosisce il ruolo di madre/figlia?
Mi solletica. Mi piace lavorare con Alberto Tarallo e Teodosio Losito (produttore e sceneggiatore, ndr): confezionano fiction di qualità, con storie intriganti e un cast ricercato. La stessa cosa vale per “L’onore e il rispetto”, la terza serie andrà in onda su Canale 5 in autunno.

Il suo personaggio?
Sono Carmela, una ragazza siciliana che fa parte di una famiglia mafiosa. Entro in scena nella seconda serie: ho un fratello più piccolo e uno più grande, ma quest’ultimo è malato e abusa di me. Racconto tutto, il mio aguzzino muore e ho anche una storia d’amore con il protagonista (ancora Garko, ndr), ma alla fine scappo via. Nella terza serie il pubblico assisterà a una mia evoluzione, da ragazzina per bene a dark lady.

Una svolta rispetto alla ragazza “buona” a cui è abituata…
E’ stato divertente e liberatorio tirar fuori il mio lato oscuro, nella vita siamo sempre un po’ controllati. Ho scoperto di amare i ruoli drammatici e un po’ cattivi.

Si è ispirata a qualcuno?
In realtà ho rubato molto da Roberts, dai suoi dialoghi e dai silenzi. Il metodo americano è diverso, gli attori hanno un modo incredibile di entrare nel personaggio: due minuti prima del ciak scherzano, poi, improvvisamente, cambiano espressione. Io, invece, ho bisogno di più tempo per raggiungere la concentrazione.

Pensa mai al cinema?
Siamo in piena crisi… Se nemmeno i grandi lavorano come prima, figuriamoci io che mi trovo a un livello intermedio! (ride) Vedremo, ovvio che mi piacerebbe. In fondo oggi, il divario tra fiction e cinema non è così grande: quando lavori per la tv non hai tempo di ripetere i ciak e devi essere bravo sul serio. E poi la fiction dà lavoro a tante attrici che il cinema d’autore, per pregiudizio o anche maschilismo, non considera.

Con quale regista le piacerebbe lavorare?
Il mio sogno è Giuseppe Tornatore, che ho avuto la fortuna di conoscere. Mi piace anche Ferzan Ozpetek e trovo geniale Paolo Genovese.

E’ stato faticoso tornare sul set dopo la gravidanza?
Ho partorito il 13 dicembre del 2010 e dopo tre mesi ero già sul set. La dieta, il calo di ferro e tutte le sensazioni post parto… In effetti è stato faticoso, ma la voglia di tornare al lavoro era così grande! La bimba è sempre venuta con me e lo stacco non è stato forte: sono riuscita a vederla, a coccolarla. E’ dura ma puoi farcela. Risparmi il fiato e prendi il via, come quando inizi a correre.

Martina è arrivata dopo un periodo difficile, in cui ha anche subito un intervento.
Soffrivo di endometriosi, una malattia dell’utero che può portare all’infertilità. Io non ero così grave, ma a causa dei dolori non riuscivo a stare in piedi e per finire le riprese di “L’onore e il rispetto 2” ho dovuto imbottirmi di medicinali. Poi ho provato ad avere un figlio e sono stata fortunata. Tuttavia è una malattia devastante, soprattutto dal punto di vista psicologico: se vuoi essere mamma, il pensiero che potresti non esserlo ti fa star male e può portarti alla depressione.

E quando sua figlia è arrivata?
E’ stata una grande gioia e però, come tutti i sogni, non è andata come me l’aspettavo. Martina è arrivata con la forza di uno Tsunami, già da piccolissima aveva un suo caratterino e ho dovuto abituarmi…

Ha preso da lei o dal suo compagno?
Direi più da me…Ma va bene così: ha le idee chiare e questo l’aiuterà. Spero che dal padre prenda un po’ di leggerezza.

Pieraccioni sta scrivendo il nuovo film. Ne avete parlato?
Tra noi c’è il tacito accordo di discuterne a sceneggiatura finita, ho il vizio di dire la mia (ride) e rischio di influenzarlo. In genere parliamo pochissimo di lavoro, ci confrontiamo solo se abbiamo dei dubbi perché ci fidiamo l’uno dell’altra. Leggerò la storia quando sarà terminata e gli dirò quello che penso.

E’ mai stata “cattiva”?
Sono sincera e diretta, lo sono sempre stata. Non ho mai perso la visione dello spettatore e non sono una di quelle attrici che camminano mezzo metro da terra.

Lui l’ascolta?
Si fida. Come tutti i maschi ha bisogno di essere consigliato, anche se mi dà ragione solo quando è qualcun altro, magari un estraneo, a dargli un parere simile.

Quattro anni fa, durante una crisi, aveva fatto le valige e se n’era andata…
Ci è voluta tanta forza! In quel momento stavo male, anche fisicamente, e Leonardo non capiva. Era un indeciso, ho dovuto andarmene: non sono il tipo che sta lì ad aspettare qualcosa o qualcuno, figuriamoci un uomo. Sono dell’idea che non bisogna mai accontentarsi: l’amore può fare dei giri immensi, ma se una persona è davvero tua prima o poi torna.

Se chiude gli occhi, come si immagina tra dieci anni?
Ho smesso di sognare, adesso vivo del presente. Se dalla vita ti aspetti meno puoi gioirne di più…

La sua forza è servita?
Credo di sì. Leonardo è cambiato, ma soprattutto ho Martina e ho imparato a dirmi brava. E’ importante: troppo spesso noi donne lo dimentichiamo.

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