Home Interviste “Outing – Fidanzati per sbaglio”, Vaporidis e Bosca coppia gay per “provocazione”

“Outing – Fidanzati per sbaglio”, Vaporidis e Bosca coppia gay per “provocazione”

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Video interviste a Nicolas Vaporidis, Andrea Bosca, Claudia Potenza e Riccardo Leonelli.

“‘Outing-Fidanzati per sbaglio’ è l’unico film italiano con un milione di euro investiti in promozione senza avere una major alle spalle. Usciamo con 200 copie in tutti i grandi circuiti e non abbiamo ricevuto soldi dallo Stato, nemmeno dalla Regione Puglia dove è stato girato”. A dirlo è Roberto Cipullo che con Andrea Iervolino l’ha prodotto e distribuito nelle sale, dal 28 marzo. Protagonisti di una storia “diversa”, come la definisce il regista Matteo Vicino, sono Andrea Bosca e Nicolas Vaporidis nei panni di due amici per la pelle che, per ottenere un finanziamento dalla Regione Puglia, si fingono “fidanzati”. Ad aiutarli nell’impresa accorrono Massimo Ghini, direttore del quotidiano “Puglia Oggi” e Giulia Michelini, cronista d’assalto che cerca di portare avanti un’inchiesta scomoda. Remano contro Claudia Potenza nel ruolo della fidanzata carrierista e Camilla Ferranti, raccomandata di turno con un posto da dirigente.

Il soggetto è chiaramente vendoliano, eppure la Film Commission pugliese non compare. “C’è stata forse una mancanza di coraggio e un riconoscimento tardivo del valore dell’opera – precisa Cipullo – ma la pellicola non si poteva girare altrove, perché parla di un Governatore che fa un bando riservato alle coppie di fatto. La Puglia era la versione più verosimile”. Nel film i due protagonisti ricorrono all’inganno per inseguire un sogno, aprire un atelier di moda. “La storia mi è piaciuta perché è una provocazione – spiega Vaporidis – il mio Federico si barcamena tra una vita di stenti e una certa forma di paraculismo italiano. Volevo dare voce a quei ragazzi che, per valorizzare il proprio talento, sono costretti ad assumere un atteggiamento truffaldino”. Bosca interpreta l’aspirante stilista talentuoso, costretto come tanti giovani italiani ad accettare un lavoro al di sotto delle proprie capacità. “Nella storia il fine giustifica i mezzi – dice l’attore, vincitore del premio Biraghi 2012 – io non sono d’accordo e però le cose spesso vanno così. Non credo si possa sostituire una lobby con un’altra lobby, noi lo facciamo e il finale è un po’ amaro”.

Vicino, che firma la seconda regia (la prima è “Young Europe”, premiata al Milano International Film Festival), ha affrontato il progetto come una sfida. “Avevo un marchio da promuovere, un’idea e quattro mesi per svilupparla. In questo Paese quando si parla di omosessuali si pensa alle sorelle Bandiera, per questo ho caricato i ruoli. Alla fine tutti i personaggi (nel cast anche Riccardo Leonelli, Mia Benedetta, Cosetta Turco e Lorenzo Zurzolo) in qualche modo fanno outing”. Ghini è un uomo di successo costretto a nascondere la propria omosessualità. “Nel film ognuno cambia qualcosa e costringe l’altro a dichiararsi. Ho già interpretato il ruolo del gay, ma ho accettato di partecipare al progetto perché tratta l’argomento in maniera politicamente scorretta”. Tra i dialoghi c’è un omaggio a Ilari Alpi, citata come esempio da Giulia Michelini: “Carlotta è una cronista incorruttibile, disposta a tutto pur di non scendere a compromessi. Anche il mio personaggio parla di meritocrazia, in Italia rappresenta un grosso scoglio. La speranza è che chi vuole e crede in ciò che fa possa andare avanti”.

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