Home Interviste Federica Vincenti: “Accanto a Michele, ho imparato ad avere il cervello multitasking”

Federica Vincenti: “Accanto a Michele, ho imparato ad avere il cervello multitasking”

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Intervista esclusiva all’attrice e manager di casa Placido

Dopo il successo ottenuto prima con “Re Lear” di suo marito Michele Placido, nel ruolo di Cordelia, poi con il “Riccardo III” di Massimo Ranieri (la tournée si è conclusa il 26 agosto), Federica Vincenti è impegnata nella produzione di due spettacoli teatrali: “Zio Vanja” di Cechov con Sergio Rubini e Michele Placido, per la regia di Marco Bellocchio; e “Il Visitatore” di Éric-Emmanuel Schmitt, con Alessio Boni, Alessandro Haber e Francesco Bonomo. “Stacco la spina per un po’ con la recitazione perché sto cercando di trovare una mia dimensione al di fuori del teatro”, confessa Federica.

Nel corso della sua carriera ha lavorato, infatti, in spettacoli teatrali di grande rilievo come “Italia Mia” di e con Vincenzo Cerami con le musiche di Nicola Piovani, spettacolo grazie al quale ha ricevuto il Premio Persefone come attrice e cantante rivelazione dell’anno 2010. Sempre in teatro ha interpretato il ruolo di Porzia accanto a Moni Ovadia in “Il Mercante di Venezia” per la regia di Roberto Andò, spettacolo che ha ricevuto molti consensi da parte della critica teatrale e che è stato interpretato nei palcoscenici più importanti di tutta Italia.

L’abbiamo vista anche al cinema in “Vallanzasca” e nel più recente “Tulpa” di Federico Zampaglione, nella quale ha recitato accanto a Claudia Gerini. Quest’anno è apparsa inoltre in tv, in due fiction Rai : “Trilussa” e “Nero Wolfe” con Francesco Pannofino e Pietro Sermonti.

Parliamo subito dei progetti in corso o futuri.
Attualmente mi sto occupando della produzione di due spettacoli. Sono un’attrice che si occupa anche di produzione, e quest’anno in particolar modo stacco la spina per un po’ con la recitazione, almeno fino a febbraio, per dedicarmi appunto a questi due spettacoli importanti. Sto seguendo tutta la parte della pre produzione e tutto l’iter delle date, per cui sono molto impegnata. Ho finito il 26 agosto la tournée con Massimo Ranieri e dopo 6 anni ho deciso di fermarmi un attimo, anche perché temo di aver trascurato mio figlio. Sto cercando di trovare una mia dimensione al di fuori del teatro. Le tournée sono faticose ed egoistiche, passi un sacco di tempo, anche mesi, fuori di casa e devi organizzare tutto affinché la casa senza di te non cambi anche se è difficile ed inevitabile.

Come riesci infatti a conciliare tutte queste cose?
Oggi ho la fortuna di avere un’ufficio accanto a casa. Ho questa comodità e fortunatamente posso portare il bambino in ufficio.

Puoi dirmi qualcosa in più, nel dettaglio, in merito alle produzioni che stai seguendo?
Uno è lo spettacolo di “Zio Vanja” di Cechov con Sergio Rubini e Michele Placido per la regia di Marco Bellocchio. E l’altro spettacolo è “Il Visitatore”, un testo contemporaneo del francese Éric-Emmanuel Schmitt, un grandissimo autore ancora vivente, con Alessio Boni, Alessandro Haber e Francesco Bonomo. Quindi ho due spettacoli insieme ed è un tour de force. Gli spettacoli termineranno a fine Gennaio 2014, e la pre produzione è la parte più faticosa. Il problema è accendere la macchina, quando poi parte si può tirare un piccolo sospiro di sollievo. Mi è anche capitato di recitare e dedicarmi alla produzione contemporaneamente e non è facile, specie perché hai a che fare con attrici e attori ai quali chiedi ciò che vorresti chiedessero a te. Ma se vogliamo, questa è anche la mia particolarità. In questi anni, stando vicino ad un uomo come Michele, completo specialmente dal punto di vista artistico (perché poi in ufficio, pur venendo, non segue le stesse burocrazie o attività che seguo io), ho imparato a gestire molte cose. In fondo, questo mestiere l’ho imparato stando vicino ai commercialisti e a tutta la situazione contabile. Poi sono ragioniera, quindi la mia anima da ragioniera ogni tanto viene fuori (ride, ndr).

Poi hai deviato totalmente il tuo percorso da ragioniera però.
Sì, sono venuta a Roma a studiare alla Silvio D’Amico e poi ci sono state tutte le esperienze teatrali, con Cerami, Piovani e Ovadia. Insomma, in questi anni ho cercato di fare un lavoro molto diverso per darmi equilibrio e forma. Ho bisogno di fare determinate cose per sentirmi apposto con me stessa. Già ho una brutta considerazione di me e avendo poca autostima faccio di tutto per rendermi piacevole, per mettermi in gioco e in discussione continuamente. E’ una sfida ed è la linea che secondo me tutti oggi dovrebbero adottare perché, per rimanere in tema Cechoviano, bisogna evitare di “saper fare tante cose inutili”. Anche io so fare un sacco di cose inutili e ogni tanto lo dico a Michele ad alta voce. Lui mi risponde che non sono inutili ma a qualcosa serviranno. Allora probabilmente questa mia fame di voler fare tante cose, fa in modo che io sia una donna curiosa che non si crea dei limiti e alla quale piace fare tutto. Ed è fondamentale per chi vuole fare questo lavoro e per dargli un valore aggiunto.

Dici di non piacerti come donna ma sei tu la manager di casa, sei sempre stata così determinata?
Considerando che ho incontrato Michele a 18 anni, se non ero già anomala a quell’età… (ride, ndr) Sicuramente sono sempre stata una ragazza particolare e chi già mi conosceva tutto avrebbe potuto pensare tranne che avessi 18 anni. E ammetto che deve essere sembrato molto strano dall’esterno che una ragazza della mia età potesse mettersi con un uomo così adulto. Ma soffrivo terribilmente della mia situazione. Poi, intorno ai 22 anni ho trovato il mio equilibrio e ho sentito di stare bene, con tutte le “stranezze” che mi circondavano. E quindi ho cercato qualcosa in più rispetto a quello che a 18 anni si poteva fare, iniziando a fare produzione, aprendo questo ufficio e cercando di crearmi una dimensione diversa dal voler fare solo l’attrice. E l’unico modo per affrontare la vita accanto a Michele è sapere di più. Per questo motivo, studio e leggo tanto.

Come vi trovate a lavorare insieme?
E’ un delirio, io sono fiscale e lui un “casinaro”. Lui è l’artista di casa e io sono quella che si sbriga tutto. Quando ci sono in piedi dei progetti, la gente parla con lui e lui risponde “Parlate con Federica”. E a furia di parlare sempre con me, per non fare la figura di chi non sa quello che dice, in questi anni mi son dovuta dar da fare. Io mi sento bene quando so affrontare con professionalità le situazioni. E ormai, anche per una cena sono io la referente, la manager.

Ti è costato molti sacrifici ottenere tutto quello che hai oggi?
Sì, chi sta fuori dalla mia situazione forse non comprende, ma stare dietro a Michele, un uomo di un certo spessore circondato da tante cose, costa comunque una fatica immane per cui puoi immaginare che chiamino me per chiedere le cose più assurde. Anche se Michele ha un’assistente, comunque chiamano sempre me perché sanno che sono l’unica che può fargli cambiare idea. E quindi leggo anche io le sceneggiature, se mi piacciono lo convinco a fare i film. Stare vicino ad un uomo come lui è molto difficile; è inevitabile che a 30 anni sembri più grande per esperienze di vita e per forza di cose. In questi 12 anni, le esperienze di vita sono state tante. Forse un pochino mi è mancata l’adolescenza che non ho mai avuto. E in questi anni ho cercato il più possibile di non dare troppo all’occhio vicino a Michele e ho sempre declinato gli inviti alle trasmissioni di un certo tipo, come “La vita in diretta” o cose del genere. Ho sempre voluto proteggere la mia vita privata dagli occhi degli altri perché quello che vivi tu, non lo vivono gli altri. Preferisco fare le cose di qualità, cercando un mio equilibrio e una mia linea e comunque mi son costati cari. Ho cambiato anche agenzia proprio perché non approvava il mio criterio e sosteneva che a quelle trasmissioni io ci sarei dovuta andare. Voglio avere considerazione di me stessa. Poi a 40 o 50 anni si vedrà come evolverà. Voglio una vita tranquilla sebbene non sia facile entrare nella vita di un uomo che ha già avuto una famiglia. I primi anni ho molto sofferto di questo.

Sono molto colpita dalla sincerità e fluidità con le quali parli della tua vita. Qual è ad oggi il tuo sogno più grande?
Mannaggia! La famosa e temuta domanda.

Non so perché metta sempre in difficoltà.
E’ vero! Mette in difficoltà perché poi di fatto non lo sai mai. Io voglio vivere serena e voglio che tutto vada per il verso giusto attorno a me, soprattutto per il futuro di mio figlio. Lo so che è difficile e che fa molto “Casa del Mulino Bianco” ma voglio fare il mio lavoro da attrice, non voglio trascurarlo e non voglio buttare via le opportunità che ho.

1 commento

  1. Ieri ho visto il vostro re lira al piccolo di milano. Sono io che ho risposto MEZZI! e mi sono divertita un sacco a essere scortata a casa in modo così involontario. MI fa molto ridere il fatto che sto scrivendo solo perché mi diverte farlo e mi fa contemporaneamente impazzire l’idea di poter trovare il modo di riuscire a finire ldi vedere lo spettacolo di ieri sera;

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