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Arianna Jacchia: “Cercavo una forte passione che mi animasse e ora non la mollo più”

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Intervista alla giovane protagonista de “L’Ingegnere”, l’ultima puntata della trilogia “Gli Anni Spezzati” in onda su Rai 1 il 27 e 28 Gennaio

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Giovane e decisa, è tra i protagonisti de “L’Ingegnere”, l’ultima puntata della trilogia “Gli Anni Spezzati”, miniserie dedicata agli Anni di Piombo realizzata dalla Albatross Film, per la regia di Graziano Diana. Un volto fresco quello di Arianna Jacchia, e la sincerità di chi sa che ci vuole impegno, passione e dedizione per raggiungere dei risultati. La vedremo su Rai 1 il prossimo 27 e 28 Gennaio nei panni di Silvia Venuti, figlia di Giorgio Venuti (Alessio Boni) e sorella di Valeria, la terrorista (Giulia Michelini).

Torino, fine anni ’70. Giorgio Venuti è rimasto vedovo e vive con le due figlie e la suocera (interpretata da Paola Pitagora): quest’ultima gli è di aiuto nella gestione famigliare e cerca di stargli vicino anche quando l’uomo farà un’amara scoperta. Infatti poco tempo dopo, l’ingegnere dirigente alla Fiat, in un anno difficile come il 1980, sarà costretto a licenziare 61 dipendenti accusati di avere a che fare con alcuni gruppi terroristici attivi in quel periodo. Con sua somma sorpresa inoltre, scoprirà che anche la sua figlia maggiore Valeria, è entrata a far parte di uno di questi, Prima Linea.

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Intervista alla giovane protagonista Arianna Jacchia

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Parliamo de “Gli Anni Spezzati”. Chi interpreti?
Io interpreto Silvia, figlia di Giorgio Venuti e sorella della terrorista Valeria, rispettivamente interpretati da Alessio Boni e Giulia Michelini. Il mio è un ruolo particolare perché si trova nel mezzo; è la figura tramite tra questi due personaggi agli antipodi.

Come ti sei preparata per la parte, hai dovuto studiare o rivedere un po’ di storia sugli Anni di Piombo?
E’ stato un lavoro molto interessante. Considerando che questa è la mia prima esperienza, ho dapprima studiato e raccolto testimonianze su chi, quel periodo, l’ha vissuto sulla propria pelle. Poi mi sono affidata alla preparazione di un Actor Coach che dapprima ha curato la mia dizione e poi ha raffinato la mia interpretazione. Praticamente mi ha diretto.

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Come sei entrata nel progetto?
Ho sostenuto un provino e ho dovuto attendere un po’ prima di sapere che la parte era mia.

La difficoltà più grande che hai incontrato?
Non posso parlare di una vera e propria difficoltà perché è andato tutto piuttosto liscio. Sicuramente mi ha aiutato molto il lavoro dell’Actor Coach. Inoltre, devo dire che sul set mi sono trovata benissimo e molta serenità a favore della mia interpretazione è arrivata anche dal cast; tutti i protagonisti sono stati molto attenti e disponibili.

Come hai iniziato a fare l’attrice e come hai capito che volevi diventarlo?
L’ho capito proprio facendo questa fiction. Mi son detta: “Vediamo che succede”. Cercavo una passione che mi animasse, l’ho trovata e ora intendo portarla avanti con impegno e dedizione.

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Riesci a conciliare scuola e recitazione?
E’ molto difficile, in effetti, ma per ora ci sto riuscendo. Bisogna studiare molto. Anche se al momento la recitazione non mi impegna tutti i giorni. Passo le giornate andando a scuola e studiando dagli amici il pomeriggio, dividendomi tra lezioni di inglese, palestra e pianoforte.

Cosa dicono i tuoi compagni di scuola?
Sono molto curiosi e contenti per me. Dicono che appaio più felice e soddisfatta dopo questa esperienza. E indubbiamente non vedono l’ora di vedermi in tv.

Qual è il tuo sogno più grande?
Diventare una grande star di Hollywood (ride, ndr). Voglio essere felice e avere una famiglia.

Qual è il cinema che ti piace?
Non ho un film o un regista di riferimento. Guardo con piacere la commedia ma ho un debole per il dramma che tocca l’animo e ti ci fa identificare con il protagonista.

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