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Milena Mancini: “Ho ancora molta strada da fare e il bello è che non so dove mi porterà”

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Intervista a Milena Mancini per “Metamorfosi” con Vinicio Marchioni

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“Sono scaramantica per cui non posso dirti quali sono i miei prossimi progetti”. Va bene, ma di certo possiamo parlare dei progetti presenti. E dal 23 al 25 Maggio 2014 vedremo Milena Mancini nelle vesti di coreografa e co regista al Teatro Ghione di Roma per lo spettacolo “Metamorfosi”, performance che mette in scena il celebre mito di Amore e Psiche narrato da Apuleio e che fonde recitazione, musica, danza e arti visive. Al suo fianco, il marito Vinicio Marchioni (coppia artistica e nella vita privata, quindi), che salirà sul palco in veste di narratore, accompagnato dal corpo di ballo guidato proprio da Milena, da tre musicisti live (Walter Savelli, Giovanni Baglioni e il Maestro Maurizio Tomberli, direttore artistico della scuola di Musica Ciac) e da tre pittori, che creeranno estemporaneamente delle tele.

Lo spettacolo è legato anche ad un’iniziativa benefica. Il ricavato della vendita dei quadri, infatti, sarà devoluto a Save the Children, l’organizzazione internazionale e indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini e a promuovere i loro diritti. In particolare, l’iniziativa supporterà la campagna “Illuminiamo il Futuro” della quale Vinicio Marchioni è testimonial, e sosterrà il programma nazionale di intervento dell’organizzazione volto a combattere la povertà educativa che sta privando i bambini e gli adolescenti, nei quartieri svantaggiati di molte città italiane, di tutte le opportunità di crescita formativa e culturale.

'Il Sud E Niente' Premiere  - The 8th Rome Film FestivalCome è nata l’idea dello spettacolo?
Nasce grazie all’idea di Fabrizio Di Fiore, produttore e amico di Vinicio. L’idea gli è venuta mentre eravamo a pranzo insieme e ci ha esposto un spettacolo che si basasse su una commistione di arti. L’idea ci ha entusiasmato subito e abbiamo cercato di svilupparla, anzi, stiamo cercando di svilupparla. E’ ancora tutta in divenire, in movimento, e stiamo facendo le prove.

Come si sviluppa, nel dettaglio?
La parola entra in contatto con la musica, la musica coinvolge le immagini che, a loro volta, emozionano i corpi. E’ una fusione.

Si tratta di un metaspettacolo, appunto, dove “meta” è il suffisso chiave. Qual è la difficoltà più grande incontrata nel coordinare uno spettacolo artistico a 360°?
Senza dubbio mettere insieme la musicalità di tutti gli artisti, far quadrare tutti gli elementi in gioco, immagini, musica, voce e coordinarle con i movimenti dei performers. Le coreografie devono essere in linea con le parole e gli argomenti trattati e, appunto, nel coordinare la musicalità di tutti abbiamo dovuto rispettare il senso della metamorfosi pur mantenendoci con un solo organico.

Cosa significa lavorare con il proprio partner? Vantaggi e svantaggi?
E’ un’esperienza costruttiva. Siamo entrambi multiformi e schizofrenici (ride, ndr) e insieme ci compensiamo. Sul lavoro si incontrano i professionisti, fuori e nella vita quotidiana ci incontriamo come persone e come marito e moglie.

Come è avvenuto il tuo passaggio dalla danza alla recitazione e alla regia?
Principalmente, ho sentito l’esigenza personale di esprimermi con il corpo e con la parola, anche se il passaggio è avvenuto naturalmente come conseguenza di una serie di situazioni e prove. Avevo voglia di fare uno step successivo e di riuscire a guardarmi dall’esterno. Sono sempre stata molto “dentro” e invece sentivo l’esigenza del “fuori”. Per quanto riguarda la regia, non mi sento una regista ma i progetti ai quali ho dato il mio contributo in tal senso, sono nati con semplicità. Ho ancora molta strada da fare e non so dove mi condurrà.

Milena-Mancini-2014-foto-di-Alessandro-PizziIl prossimo traguardo? La produzione, magari?
Continuo ad essere attrice perché questo percorso non si è affatto concluso. Sento di dover fare e dare ancora tanto e parlare di produzione è così prematuro adesso.

Qual è l’esperienza professionale che, ad oggi, ritieni a te più cara?
Indubbiamente l’esperienza con Gabriele Muccino che mi ha insegnato ad affrontare la recitazione con leggerezza ed affrontandola sempre con divertimento e curiosità. Inoltre, ho amato il ruolo di Rita Dalla Chiesa, e lavorare al fianco di Giancarlo Giannini è stata un’esperienza davvero formativa.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sono molto scaramantica per cui non ti rispondo. Ti dico però che in “Metamorfosi” ci sto mettendo anima e corpo, sto investendo con passione tante delle mie energie e sono davvero orgogliosa del fatto che il ricavato dei 3 quadri che i pittori realizzeranno in diretta nel corso dello spettacolo, sarà devoluto a Save the Children.

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