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“Ragion di Stato”: Marco Pontecorvo, “un set che era una Babele di lingue”

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Intervista al regista della serie “Ragion di Stato” con Luca Argentero, in onda in prima serata su Rai 1 lunedì 12 e martedì 13 Gennaio

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Roma, 12 Gennaio 2015

Andrà in onda in prima serata su Rai 1 lunedì 12 e martedì 13 Gennaio “Ragion di Stato”, la fiction in due puntate per la regia di Marco Pontecorvo, scritta da Andrea Purgatori e Laura Ippoliti.

La spy story, una coproduzione Rai Fiction e Cattleya, si sviluppa tra l’Italia, l’Afghanistan e il Libano. E’ ambientata cinque anni fa al culmine della presenza del contingente italiano in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione militare a guida Nato. Il Capitano Rosso (Luca Argentero) e il colonnello Fontana (Andrea Tidona) trattano per una tregua che, però, determina la cattura del colonnello Fontana nel corso di un’imboscata. Per liberarlo i Servizi si affidano alla mediazione di un signore della guerra libanese, Rashid. Rosso deve occuparsi della protezione di Rania (Saadet Aksoy), la moglie di Rashid, e di sua figlia. In modo inaspettato tra Rosso e la donna scocca una passione che non sarà certo priva di conseguenze.

Nel cast anche Anna FogliettaGiorgio Colangeli, Olivier Loustau, Ninni Bruschetta, Elettra Rossiello, Maurizio Marchetti, Matt Patresi, Camilla FilippiRoberto Citran e Vincent Riotta.

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Questa sera andrà in onda la prima puntata. Cosa puoi anticiparmi?
Molto è già stato detto nel corso della conferenza stampa che si è tenuta venerdì scorso. E’ andata molto bene e credo che il progetto sia piaciuto molto, soprattutto perché sono venute fuori tutte le difficoltà che abbiamo incontrato nel realizzarlo. Sono due generi in uno, spy e mélo, e l’intenzione era quella di amalgamare le due cose con un senso.

Quali sono state, appunto, le difficoltà incontrate, sia in senso generale che dal punto di vista registico?
Una delle difficoltà è stata proprio quella di creare un amalgama rendendo un senso narrativo con il giusto corpo. Inoltre, ci sono anche state delle difficoltà “linguistiche”, se così possiamo definirle. Un set che era più che altro una Babele di lingue: inglese, francese, italiano e si passava da una lingua all’altra all’interno della stessa conversazione, per dialogare sul set. Infine, c’è molta azione e ci siamo chiesti dove e quando usare il visual effect, riuscendo a fare il tutto con un budget minore rispetto ad altre esperienze; e ovviamente mi riferisco ad altre esperienze vissute all’estero, in America.

Come è nato il progetto?
E’ nato proprio per esplorare quello che succede dietro un intervento di pace, per salvaguardare i soldati fuori, per cercare di evitare attentati o evitare che tali soldati ne rimangano coinvolti. Gli italiani cercano di mediare e c’è il racconto della diversa politica tra Stati, e di come una nazione si pone in termini di missioni di pace. E credo che proprio quest’ultimo sia uno dei motivi che ha spinto la Rai, Cattleya, Andrea Purgatori e Laura Ippoliti a realizzarla e plasmarla. E poi c’è questa storia d’amore tra Rosso e Rania.

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Tra l’altro, so che Luca Argentero si è divertito molto a girare le scene di azione.
Tutti quanti ci siamo divertiti molto, pur mantenendo un determinato tono, professionalità e serietà. Ci abbiamo messo molto impegno e spero che il pubblico lo accolga bene.

“Ragion di Stato” viene trasmesso all’indomani dell’attentato a Parigi (Charlie Hebdo). Quali sono i suoi sentimenti a riguardo?
E’ ovviamente un progetto ispirato a situazioni reali del passato ma non credo che in qualche modo siano realtà da associare. Sono sconvolto per l’attentato di Parigi, per la freddezza con la quale si è svolto. L’immagine dell’attentatore che torna indietro per freddare il poliziotto a terra mi mette i brividi. I miei sentimenti sono gli stessi di tutta l’opinione pubblica, credo. Tuttavia, nel film non c’è intenzione alcuna di prendere posizioni o analizzare i fatti. Sono situazioni diverse, solo il territorio è comune. Più che altro si può parlare della diversità culturale che in effetti è trattata nel progetto, diversità che viene superata, ed ecco perché è importante la presenza della storia d’amore nella trama, storia che nasce da incomprensioni culturali che si scontrano e poi si uniscono.

Che tipo di regista sei?
Sono un rompiscatole, se così si può dire. Sono istintivo e mi piace impostare una linea e mantenerla, portando tutti i personaggi ad un livello comune. E non faccio sconti, anche se si tratta di “richiamare” un attore noto e bravo. Istinto e amore sono le prime parole che mi vengono in mente riguardo a quello che faccio. Anna Foglietta ha detto: “Marco ti fa un mazzo così e poi il risultato è sempre buono”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sono in fase di montaggio con il mio nuovo film “TIPS – Tempo instabile con probabili schiarite” che vede nel cast Luca Zingaretti, Lillo, John Turturro, Carolina Crescentini e Lorenza Indovina. Uscirà a Maggio prodotto dalla Panorama Films, con il sostegno di Marche Film Commission e distribuito da Good Films. Inoltre, ad Aprile inizieremo a girare una fiction a Lampedusa, prodotta dalla Deangelis Group. Claudio Amendola sarà il protagonista mentre sono ancora alla ricerca della protagonista femminile. Infine, sto lavorando su una sceneggiatura di mio padre, sto rimettendo in gioco tutti i contatti affinché diventi un progetto internazionale.

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