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Marco Todisco: “Banana è un eroe positivo alla ricerca della felicità”

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Intervista al giovane protagonista del film “Banana” di Andrea Jublin, in concorso ai David di Donatello 2015

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E’ freschissima la notizia. “Banana” è in concorso ai David di Donatello 2015. E’ la regia porta la firma di Andrea Jublin, che già con il suo corto “Il supplente” era stato candidato agli Oscar nel 2008. “E’ una gran bella soddisfazione per chi ha preso parte al progetto, con passione e professionalità, in barba a chi invece non ha voluto crederci”. A parlare non è il regista ma il giovane protagonista del film Marco Todisco, giovane sì ma già tanto determinato e con le idee chiare.

“Banana” è uscito il 15 gennaio, in pochissime sale, e non è già più in programmazione ma questo non gli ha impedito di catturare l’attenzione della critica: “E’ stato ben visto dalla stampa, tanto da nominarlo film della settimana”.

Su un muro che si affaccia su un cortile stritolato dal cemento c’è un cartello con su scritto: “Vietato urlare”. Sotto il cartello ci sono dei ragazzi che giocano a calcio come invasati e urlano come ossessi. Tra di loro c’è Banana, un buffo e fragile quattordicenne col piede a “banana” (ma convinto d’essere un campione) convinto che nella vita si debba a tutti i costi cercare la felicità, almeno per qualcosa, non per tutto. E’ per questo che si impegna al massimo per conquistare l’amore di una sua compagna di classe che vuole avere in classe anche l’anno successivo. L’unico modo è aiutarla nell’ardua impresa di salvarsi dalla bocciatura. Per realizzare i suoi desideri sa che può contare solo su se stesso ed è disposto anche a fare sacrifici, a lottare e soffrire, perché nulla nella vita è semplice da ottenere. D’altronde la regola del calcio brasiliano, di cui Banana è grande appassionato, è che bisogna attaccare sì con slancio, ma anche col cuore in mano.

Nel cast anche Beatrice Modica, Camilla FilippiGianfelice ImparatoGiselda VolodiAnna BonaiutoGiorgio Colangeli, Daniele Protano, Lauryn Luccarini.

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“Banana” è in concorso ai David di Donatello. Come ti senti?
Sento una grande soddisfazione per tutte le persone che hanno preso parte al progetto e che ci hanno investito in passione e professionalità. E’ stato visto bene dalla critica, nonostante qualcuno non abbia voluto crederci, e invece la stampa ci ha creduto talmente da nominarlo film della settimana. Ci abbiamo messo tanto entusiasmo e anche se non sono mancati momenti di sconforto, è sempre seguita una grande risalita.

Come ti sei trovato sul set?
E’ stata la mia prima volta con Andrea Jublin e visto che il film è stato scritto da lui, aveva già tutto chiaro in mente, che tipo di emozioni e sensazioni volesse tirar fuori. Quindi è stato più facile, per certi versi, ci siamo dovuti affidare totalmente a lui. E poi con lui è nata una sorta di affinità elettiva.

Ti senti simile al tuo personaggio?
Mi sono trovato molto bene nei suoi panni. Banana è un eroe positivo perché nonostante le difficoltà è sempre ottimista e supera tutto. E’ un ragazzo alla ricerca della felicità, ha fiducia nei valori e crede nella famiglia, nell’amicizia, nei professori, nella sorella. La serenità va cercata nel quotidiano e io nutro la stessa ricerca del positivo.

Hai dovuto sostenere un provino per entrare nel cast?
Sì, è stato il mio agente a segnalarmi il casting. Era un film di cui mi aveva parlato da subito e teneva molto che io lo facessi. Ho fatto il primo provino ed è subito nata l’affinità elettiva con Andrea Jublin. E a quanto pare devo essergli piaciuto parecchio perché mi ha richiamato quasi subito per dirmi che la parte era mia.

Qual è il ricordo più bello che hai di questo film?
Quando lavori con un bel cast, ti porti dietro la serenità e la tranquillità. E’ questo il ricordo più bello che ho del set. Ed è bello lavorare in un’atmosfera distesa. Si lavora bene. Inoltre, questo film mi ha lasciato una bella amicizia, lo ribadisco perché è una cosa a cui tengo molto, mi riferisco al legame con Andrea, che continua anche dopo le riprese.

Qual è, oggi, il tuo sogno?
Non siamo noi a decidere, purtroppo, ma mi aspetto un cambiamento, nella mia vita ma per il Paese in generale. Credo nell’arte e credo che renda la vita più bella. Vorrei avere la forza di rendere il clima più vivibile, di portare entusiasmo e serenità tra la gente e mi auguro di poter girare il mondo col teatro.

Come riesci a gestire scuola e lavoro?
Sono molto fortunato, i miei amici mi considerano da sempre Marco e li ringrazio perché mi fanno sentire un ragazzo normale.

Che progetti hai in ballo?
Ho in programma 2-3 spettacoli a teatro, tra metà maggio e fine estate, di cui non posso ancora accennarti niente ma posso dirti che ho conosciuto Mario Scaletta, è l’autore dei testi di Enrico Brignano, e ci sono un po’ di cose in ballo.

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