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Evelina Manna: “Questo mestiere non è solo un business, ci vuole passione e ottimismo”

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Da modella a produttrice passando per il Teatro Sperimentale, la nostra intervista ad Evelina Manna

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Determinata, intraprendente, carismatica e vera. Si presenta così Evelina Manna (www.evelinamanna.com) e la sua voce non tradisce la caparbietà che le ha permesso di raggiungere gli obiettivi che, oggi, fanno di lei una modella internazionale, attrice e produttrice. E’ titolare di Moodyproduction (www.moodyproduction.net), piccola società nata nel 2009 che, con costanza, si sta facendo strada nella “complicata macchina della produzione”.

Lascia Roma, la sua città, poco più che adolescente, per trasferirsi prima a Parigi, poi a Londra e a New York, dove lavorerà come modella con fotografi del calibro di Patrick Demarchelier, Ellen Von Unwerth, Jonathan Lennard e Tony Kelly. A Londra conosce Susan Strasberg, che la spinge a partecipare ai seminari dell’Actor’s Studio. Inizia a recitare nell’Off Broadway, così come a Roma, dove porta in scena “Io e Annie” di Woody Allen. Esordisce davanti alla macchina da presa con “Padre Pio” e “La Guerra è finita”. Per il grande schermo gira “Casomai” di Alessandro D’Alatri e il cortometraggio “Una bellissima bambina” di Mimmo Calopresti, che sarà poi in cartellone alla 61esima Mostra del Cinema di Venezia.

Poi, arriva la voglia di sperimentare il cinema a 360° e la voglia di mettersi in gioco come produttrice. Ed in pochi anni sono già diversi i progetti realizzati, e l’ultimo in ordine temporale, “Vinodentro”, sta ottenendo un grande riscontro all’estero, con con un cast importante: Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno, Lambert Wilson, Pietro Sermonti e Daniela Virgilio.
Lei, però, è abituata a guardare sempre avanti e sta già lavorando su un’altra produzione, un reality, davvero originale.

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Modella internazionale, attrice e produttrice. Una carriera intensa. Come è avvenuto il passaggio alla produzione? E quando è nata la voglia di sperimentare e metterti in gioco in questo senso?
Mi è sempre piaciuto creare nell’ambito artistico, qualcosa che partisse solo da una piccola idea, e coinvolgere altre persone appassionate come me nella famosa settima Arte. Ovviamente, l’aver lavorato nel mondo della moda ed in generale l’esperienza internazionale, mi hanno permesso di entrare in contatto con molte culture, e di conoscere altre lingue. Mi sono stati di grande aiuto.

Qual è stata la difficoltà più grande?
Come tutti, proporre i progetti…

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Come sei riuscita a concretizzare la Moodyproduction?
Partendo da piccoli budget, per produzioni a sfondo contemporaneo e sociale.

Moodyproduction è nata nel 2009 con l’intento di realizzare progetti indipendenti collegati al mondo della cultura, della musica e dell’arte in generale. Esordisce sul grande schermo con una sorta di “trilogia” che affronta le tematiche del sociale appunto, il problema della violenza sulle donne, l’immigrazione, l’omofobia. Come scegli i progetti da produrre? E’ l’istinto a guidarti?
Gli spot e i cortometraggi li ho voluti fortemente, a cominciare da quello sulla violenza sulle donne. Il femminicidio rimane una vera piaga. Inoltre, al di là del valore etico, sono stati i primi passi nella complicata macchina della produzione.

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Scendiamo nel dettaglio: “Let’s fall in love”, uno spot firmato da Pappi Corsicato, un omaggio al gay pride nazionale. Ha ricevuto tanti consensi, ed è stato apprezzato dal Presidente della Camera Laura Boldrini, che ha partecipato alla presentazione dello spot in occasione del Palermo Pride 2013. Cosa significa per te oggi?
Un piccolo ma prezioso contributo alla società civile per i diritti degli omosessuali, ancora in grandi difficoltà.

Qual è la soddisfazione più grande che hai provato nel corso della tua carriera? Ed il ricordo più amaro?
Essere fotografata per la copertina del magazine francese L’Officiel, a 20 anni, dal grande fotografo americano Francesco Scavullo. Ero partita solo col diploma di maestra elementare, lasciando la mia famiglia e sacrificando gli studi di filosofia, per me una grande autentica passione. Invece, il ricordo più amaro è legato al mio bel ruolo in “Alexander”, il colossal diretto da Oliver Stone, poi completamente tagliato per esigenza di montaggio.

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Parliamo di “Vinodentro” un progetto davvero interessante, diretto nel 2014 da Ferdinando Vicentini Orgnani, e con un cast importante: Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno, Lambert Wilson, Pietro Sermonti e Daniela Virgilio. Il film racconta vizi privati e pubbliche virtù di un sommelier.
“Vinodentro” è un film a cui sono particolarmente legata, per tutta una serie di motivi molto personali, ma anche perché è stato il mio primo progetto importante per il grande schermo. E’ tratto dal romanzo di Fabio Marcotto, e porta la firma di Heidrun Schleef nella sceneggiatura, le musiche sono di Paolo Fresu e la fotografia è del grande Dante Spinotti. Questo film, passato un po’ in sordina in Italia, ci sta dando veramente molte soddisfazioni all’estero, specialmente in Sud America, in Australia, in Giappone ecc. Tra l’altro, quello del vino è un mondo affascinante e attualissimo.

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Torniamo alla tua carriera da modella: hai avuto modo di lavorare con tanti fotografi tra i più importanti al mondo, da Patrick Demarchelier a Ellen Von Unwerth, passando per Jonathan Lennard e Tony Kelly e tanti tanti altri. A chi sei più legata?
Di fotografi che porto nel cuore ce ne sono tanti, anche italiani, a cominciare da Gianmarco Chieregato con cui ho fatto il mio primo vero shooting per Harper’s Bazaar Italia per Alta Moda, avevo solo 18 anni, eppure è come fosse ieri talmente il ricordo mi è caro e vivo.

Ti manca il mondo della moda?
No, ma a volte mi manca la leggerezza di quegli anni, la stessa che mi ha sempre convinto però a non drammatizzare mai, anche quando, ad esempio, avevo due brufoli in più o qualche chilo di troppo e si scucivano le lampo dei supervestiti!!

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Con chi ti piacerebbe lavorare?
In Italia con Luca Guadagnino, Roberta Torre e Giuseppe Tornatore.

Qual è il tuo obiettivo oggi?
Continuare a lavorare e sognare. Questo mestiere non è solo “business”.

Ci sono nuovi progetti in previsione? Mi hai parlato di un reality che ha per protagoniste le donne curvy. Puoi anticparmi qualcosa?
Ti posso solo dire il titolo: “Bombom girls”.

Qual è il suggerimento che senti di dare a chi si affaccia oggi al mondo dello spettacolo, dell’arte e del cinema?
Nessuno, a parte seguire fortemente la propria passione, purtroppo ognuno di noi è troppo unico!

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