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MSF risponde alla donazione da parte della Gilead di AmBisome per la cura della leishmaniosi viscerale

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“Questo accordo è significativo dal momento che contribuisce a fornire una risposta al bisogno che hanno alcuni paesi per curare una delle malattie più dimenticate: la leishmaniosi viscerale. Tuttavia non può essere visto come una soluzione globale, dal momento che riguarda soltanto una piccola parte dei pazienti colpiti dalla malattia in tutto il mondo”. 

09/12/2011

Roma – La compagnia farmaceutica statunitense Gilead Sciences ha annunciato di aver siglato un accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per una donazione di AmBisome per il trattamento di 50.000 pazienti con leishmaniosi viscerale in alcuni paesi dell’Asia meridionale e dell’Africa orientale per un periodo di cinque anni, a partire dal 2012: in particolare Bangladesh, Etiopia, Sudan e Sud Sudan. Fra questi non è inclusa l’India, ovvero il paese più colpito dalla malattia.

“Questo accordo è significativo dal momento che contribuisce a fornire una risposta al bisogno che hanno alcuni paesi per curare una delle malattie più dimenticate: la leishmaniosi viscerale (kala azar). Tuttavia non può essere visto come una soluzione globale, dal momento che riguarda soltanto una piccola parte dei pazienti colpiti dalla malattia in tutto il mondo. Dubitiamo che questa sia una soluzione sostenibile. È necessario fare molto altro per garantire che il trattamento sia più economico e anche disponibile sul lungo periodo: ciò significa incoraggiare la concorrenza per prodotti simili al fine di abbassare i prezzi della cura”, dichiara Koert Ritmeijer, esperto in salute globale di Medici Senza Frontiere.

Per maggiori informazioni: www.medicisenzafrontiere.it

 

 

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