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TFF 2011: non solo cinema d’autore. Amelio porta i grandi film ed apre a un pubblico più vario

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217 i titoli di cui 32 anteprime mondiali, 20 anteprime internazionali, 10 anteprime europee e 70 anteprime italiane: sono questi i numeri del 29esimo Torino Film Festival, in programma dal 25 novembre al 3 dicembre.

Ad aprire la kermesse, diretta per il terzo anno consecutivo da Gianni Amelio, sarà il film di Bennett Miller “L’arte di vincere/Moneyball” con Brad Pitt (che però non sarà presente), presentato fuori concorso, mentre a chiudere sarà “Albert Nobbs” di Rodrigo Garcia con Glenn Close nei panni di un uomo nella Dublino di fine 800.

16 i film in concorso, provenienti da 12 Paesi diversi, tra cui “17 filles” di Delphine e Muriel Coulin, “50/50” di Jonathan Levine, “Attack the Block” di Joe Cornish, “Win Win – Mosse vincenti” di Thomas McCarthy con Paul Giamatti, e due italiani: “Ulidi piccola mia” di Mateo Zoni e “I più grandi di tutti” di Carlo Virzì, con Alessandro Roja e Claudia Pandolfi.

Tra i film fuori concorso nella sezione Festa Mobile, “The descendants” di Alexander Payne con George Clooney, “L’Illusion comique” di Mathieu Amalric, “Midnight in Paris” di Woody Allen, “Mientras duermes” di Balaguerò, e gli italiani “Il sorriso del capo” di Marco Bechis, “L’era legale” di Enrico Caria (per cui è prevista la presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris), “Il corpo del Duce” di Fabrizio Laurenti, “Sette opere di misericordia” di Gianluca e Massimiliano De Serio e “Il giorno in più” di Massimo Venier con Fabio Volo e Isabella Ragonese.

Amelio si dice sempre più soddisfatto del festival e in conferenza dichiara il suo obiettivo: “allargare gli orizzonti a un pubblico diverso: più pubblico, anche quello della domenica, meno nicchia, e non è una linea populista”, perché “gli spettatori del TFF sono i nostri giudici, e un terzo di loro vuole fare cinema”. “Il nostro – spiega il direttore artistico, non è un festival che vuol essere fiera. Noi ci confrontiamo con Berlino, il Sundance e Rotterdam. Ci paragoniamo a Berlino perché lì l’emozione viene dallo spettatore. Per noi è un privilegio lavorare sapendo che il giudice è un certo tipo di pubblico. Un pubblico riconoscibile che non chiede autografi o si sbraccia alla vista di una star, anche perché – sottolinea ironicamente – non c’è red carpet”.

Soddisfatto del festival è anche il sindaco di Torino Piero Fassino (PD) alla sua prima esperienza come primo cittadino al TFF che dice: “Questo festival dalla nicchia ha saputo diventare grande, è diventato un punto di riferimento. D’altronde, la cultura è un grande asset della città. Il luogo comune vuole che in tempi di crisi le vacche siano magre per la cultura, ma è una lettura datata e sbagliata. Non è affatto vero che la cultura va tagliata in tempi di crisi, anzi è proprio allora che bisogna investire”.

Il Gran Premio Torino, assegnato ai cineasti che dall’emergere delle nouvelle vague in poi hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico, quest’anno andrà ad Aki Kaurismäki che sarà al festival piemontese il 24 novembre per presentare “Le Havre” (già passato all’ultimo festival di Cannes).

Madrina del 29esimo TFF è Laura Morante che condurrà la serata inaugurale al Teatro Regio con la premiazione di Kaurismäki.

La giuria del concorso principale del festival è presieduta dal regista Jerry Schatzberg. Insieme a lui il produttore USA, Michael Fitzgerald, l’attrice Valeria Golino, la regista Shekhar Kapur e il regista filippino Brillante Mendoza. Tra gli ospiti attesi Keith Carradine, Michael Murphy, Antonio Albanese, Alice Rohrwacher, Gigi Proietti, Bruno Bozzetto, Francesca Comencini e Toni Servillo.