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Venezia 69: La ‘Pieta’ di Kim Ki-Duk conquista il Leone d’oro. Due premi per ‘The Master’ e il film di Ciprì

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Dalla nostra inviata Marilena Vinci

E’ il coreano Kim Ki-Duk con ‘Pieta’ a vincere il Leone d’oro alla 69° edizione della Mostra del cinema di Venezia. Per il regista si tratta di una nuova conferma al Lido dopo il Leone d’argento vinto del 2004 con ‘Ferro 3’. Dopo aver ringraziato la giuria e il suo cast Kim Ki-Duk ha intonato per gratitudine la canzone coreana Arirang.
Leone d’argento per la regia a Paul Thomas Anderson per ‘The Master’. In sala non era presente il regista ed il premio è stato ritirato dal co-protagonista del film Philip Seymour Hoffman che ha ricordato di conoscere Paul da 20 anni e di aver lavorato insieme a lui in cinque film. “Abbiamo trascorso tante ore insieme io, Joaquin Phoenix e Thomas Paul Anderson per lavorare a questo film in simbiosi. Siamo diventati una sola persona. E ora è straordinario aver ricevuto un premio tutti e tre”.
Premio speciale della giuria allo scandaloso e blasfemo ‘Paradise: faith’ di Ulrich Seidl. Momento d’imbarazzo quando la giuria, sbagliando, inverte i premi, consegnando il Premio speciale della giuria a ‘The Master’ e il Leone d’argento a ‘Paradise: Faith’, con conseguente caduta del Leone.

Per quanto riguarda i riconoscimenti agli attori, la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile è andata a Hadas Yaron per ‘Fill the Void’. L’attrice si è fatta notare con un  fiabesco e raffinato vestito bianco lungo con ampia scollatura a balconcino. Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile pari merito a Philip Seymour Hoffman Joaquin Phoenix per ‘The Master’. “Lavorare con Joaquin è stato incredibile perché è una forza indomita e io non ho fatto altro che cavalcare questa sua onda”, ha detto Seymour Hoffman ritirando il premio.
Premio Marcello Mastroianni per il miglior attore emergente a Fabrizio Falco per ‘E’ stato il figlio’ e ‘Bella Addormentata’. “Volevo ringraziare Ciprì che mi ha scoperto e Bellocchio per aver creduto in me. – ha detto il giovane attore messinese – E voglio dedicare questo premio ai giovani attori che come me credono in questo mestiere e lo fanno con umiltà e pazienza per raggiungere risultati di qualità”.

Prima di assegnare i premi più importanti, il presidente della giuria del concorso Michael Mann ha detto: “Abbiamo visionato i 18 film in concorso notando che sono tutti molto diversi, interessanti, che hanno proposto nuove forme cinematografiche, quindi è stato difficile”.

L’Osella per la miglior sceneggiatura è stata assegnata ad Olivier Assayas per ‘Après mai’. “E’ un premio per un film molto personale che voglio dedicare ai giovani attori non professionisti che hanno dato tutto loro stessi per realizzare questo film”, ha detto il regista francese. Osella per il miglior contributo tecnico a Daniele Ciprì per la fotografia di ‘E’ stato il figlio’ (di cui è anche regista).

Delusione per ‘Bella addormentata’ di Marco Bellocchio che, nonostante il record di 16 minuti di applausi raccolti alla prima e le critiche di consenso, non ha portato a casa nemmeno un premio (fatta eccezione per quello a Falco diviso a metà con Ciprì).

Per quanto riguarda gli altri premi, il Leone del futuro premio opera prima Luigi de Laurentiis è stato assegnato a ‘Kuf’ del turco Ali Aydin, cui vanno 100mila dollari (equamente divisi tra regista e produttore).

Nella sezione ORIZZONTI a vincere come miglior film è ‘Three Sisters’ del cinese Wang Bing; il premio speciale della giuria è andato a ‘Tango libre’ di Frédéric Fonteyne; premio Orizzonti YouTube per il miglior cortometraggio a ‘Invitation’.

Alla fine della cerimonia nemmeno una parola dal neo direttore artistico Alberto Barbera, che non è intervenuto né a quella di apertura né a quella di chiusura. A concludere la cerimonia è stato invece il presidente della Biennale Paolo Baratta che ha espresso “gratitudine ad autori, attori e registi premiati e non. Questa Mostra – ha detto – mi sembra sia stata all’altezza della nostra migliore tradizione”.

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