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“Ineffabile”: l’utopia di Rem & Cap

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“Ineffabile”, il nuovo spettacolo di Remondi e Caporossi in scena al Teatro Valle di Roma, nasce da un processo laboratoriale realizzato con 25 attori-allievi delle tre Università di Roma, La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, nell’ambito del progetto “Generazioni”, nome dal duplice significato nel senso di appartenenza ad un insieme di persone di età differente, e “Genera Azioni” come fenomeno di generare, produrre, atti significativi.

Tutti gli spettacoli di Claudio Remondi e Riccardo Caporossi sono straordinari sempre, perché rappresentano grandi metafore valide per tutte le epoche. Il loro è un teatro non naturalistico e non verbale in cui i movimenti degli attori, le luci, i suoni, sono partitura dello spettacolo stesso dove nessuna componente è più importante delle altre.

“Ineffabile” è l’ultima produzione di Rem & Cap, titolo che esprime in pieno il significato stesso del termine, ossia qualcosa che non può essere espresso adeguatamente con semplici parole.

In scena 25 giovani attori escono dai sacchi come schiudersi di baccelli. Movimenti lenti, ripetitivi, eterogenei, essenziali, densi di un significato che si presta alle più disparate interpretazioni. Scale a pioli sopraggiungono in aiuto ai personaggi intenti ad arrampicarsi per raggiungere, cogliere l'”ineffabile” per poi ridiscenderne sconfitti piuttosto che desolati o desiderosi di ritentare. Invisibile tra gli invisibili, infine, un personaggio inquietante si aggira sul palcoscenico per tessere enigmatiche relazioni con gli abitanti dei sacchi.

“Ineffabile” è uno spettacolo che emoziona per il modo in cui è stato concepito, un’esperienza laboratoriale il cui risultato è un armonioso concerto di più elementi. Affermano Rem & Cap: “Da una parte c’è stata la volontà umile e paziente di trasmettere ciò che si conosce, di consegnare competenze, di suggerire indicazioni di crescita e di miglioramento. Ma anche volontà di nuove rivelazioni tali per cui l’uomo maturo, portatore di esperienza, si fa giovane. Per il giovane, viceversa, è l’addestramento ad una pratica e alla riflessione complessiva sulla necessità e i modi di fare teatro e musica, che impone senso di responsabilità e maturità”. Ed e’ forse proprio in questa considerazione che risiede la forza e il senso del teatro, ovvero l’amore per un’arte che impone devozione, studio e disciplina.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa Gianluca Parisi e Silvia Taranta.

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