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“Last Night”: sospetti e tradimenti nell’ultima notte di Keira Knightley e Sam Worthington

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“A volte tutto quello che desideri è tutto quello che non puoi avere”: è l’assunto da cui parte e arriva “Last Night”, film d’apertura del Concorso del Festival Internazionale del Film di Roma, scritto e diretto  da Massy Tadjedin, con Keira Knightley, Sam Worthington, Eva Mendes e Guillaume Canet.

Il film parla di desiderio e inganno ed analizza le dinamiche di fiducia e tradimento all’interno di una giovane coppia all’apparenza solida e felice che, nel corso di una notte (come suggerisce il titolo), vive situazioni extra coniugali parallele che porteranno a conseguenze imprevedibili ed irrimediabili.

La storia si muove su due piani raccontando il tradimento in due modi diversi fino a spingere lo spettatore a chiedersi se sia più giustificabile un tradimento mentale o uno fisico ossia, per intenderci, se sia meglio un “vorrei ma non posso” o la scelta di un abbandono “momentaneo” ad una passione da bruciare.

Tra rimandi a “Closer” di Mike Nichols ed “Eyes wide shut” di Stanley Kubrick, il debutto alla regia di Massy Tadjedin, per quanto apprezzabile nella cura estetica, non convince: la piattezza dei dialoghi e tempi eccessivamente dilatati, conferiscono alla pellicola un ritmo ripetitivo che finisce per annoiare e non coinvolgere.

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