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Colin Firth in un discorso da Re che lascia senza parole

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Forte di ben 12 nomination ai prossimi Oscar, sebbene non tutte meritate, arriva nelle sale italiane “Il discorso del Re” (in originale “The King’s Speech”) di Tom Hooper con Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Guy Pearce.

Tratto da una storia vera, il film racconta della salita al trono di Giorgio VI dopo la morte del padre Giorgio V e la scandalosa abdicazione al trono del fratello Eduardo VIII che rinuncia al ruolo di sovrano per sposare Wallis Simpson (americana e per di più divorziata). Giorgio VI è però afflitto da una forma di balbuzie da cui non riesce a liberarsi nonostante vari tentativi medici, finché la moglie (la futura Regina madre), non gli fa incontrare un eccentrico logopedista dagli innovativi metodi. Nonostante qualche iniziale incomprensione dovuta alla differenza di vedute, tra i due uomini si crea un legame indissolubile grazie a cui, assieme all’aiuto della sua famiglia e di Winston Churchill, il Re riuscirà a superare la balbuzie e a fare un discorso, passato alla storia, che ispirerà il suo popolo unendolo in battaglia contro la Germania.

Straordinaria e misurata l’interpretazione del monarca inglese (padre dell’attuale regina Elisabetta II) di Colin Firth che, dopo aver sfiorato l’Oscar lo scorso anno per il suo intenso ruolo di omosessuale in “A single man” di Tom Ford e dopo il Golden Globe che si è aggiudicato qualche giorno fa proprio per questo film, sembra essere stavolta il super favorito agli Academy Awards. Altrettanto meritato sarebbe il premio a Geoffrey Rush, candidato come miglior attore non protagonista, impeccabile nei panni del logopedista, e ad Helena Bonham Carter, che interpreta il ruolo della regina consorte Elisabetta.

Dopo essersi già cimentato nel ritratto di Elisabetta I con l’omonima miniserie tv, Hooper sceglie ancora di raccontare la figura di un reale attraverso i suoi aspetti privati e non reali e per farlo si avvale di una regia dall’impianto classico, lineare, che non rischia, affidandosi completamente ai suoi attori che del film fanno la differenza e la qualità. Pregi attoriali a parte però, appaiono eccessive e inspiegabili le 12 candidature all’Oscar, tra cui le importanti miglior film, regia e sceneggiatura originale, soprattutto quelle di carattere strettamente tecnico come miglior fotografia (volutamente sobria), miglior montaggio e montaggio di effetti sonori.

Distribuito da Eagle Pictures, “Il discorso del Re” è al cinema dal 28 gennaio.

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