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Paola Cortellesi: “Nessuno mi può giudicare”

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Video conferenza stampa

“Nessuno mi può giudicare” è una commedia corale, popolare e colorita, che riporta lo spettatore ad una comicità non volgare, nonostante si parli di escort e di temi divenuti di scottante attualità negli ultimi tempi.

Massimiliano Bruno, dopo tanta gavetta come attore e sceneggiatore, ha deciso di compiere il grande salto passando in cattedra e dirigendo i suoi amici, sullo schermo e fuori. Ha scelto Paola Cortellesi per interpretare Alice, una signora della borghesia romana che dalla villa ai Parioli si ritrova a vivere in uno sgangherato attico al Quarticciolo condividendo gli spazi e la vita di tutti i giorni con quelli che prima erano stati suoi sottoposti. A causa dei debiti che il marito le lascia dopo la sua dipartita Alice è costretta a trovare un lavoro che le permetta di guadagnare 1.000 euro al giorno per sanare i debiti ed evitare la denuncia in bancarotta fraudolenta che la condurrebbe in galera e a perdere l’affidamento del figlio. Decide così di intraprendere una carriera per cui è totalmente negata, quella dell’escort, sotto la guida di una professionista conosciuta ad una delle feste dell’alta società.

Non sono solo i momenti di comicità pura, quelli da cabaret e da teatro off, a colpire maggiormente lo spettatore grazie alla bravura dei due protagonisti (Cortellesi-Bova) e di Lucia Ocone, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Caterina Guzzanti, Valerio Aprea, Lillo, Riccardo Rossi, Pietro De Silva, ma soprattutto i momenti più toccanti, quelli che non ti aspetti da un film d’evasione come questo, e a cui molti dei presenti in sala hanno dovuto ovviare con le scorte di kleenex.

Bravo anche Raoul Bova ad interpretare un personaggio fuori dalle sue corde, un coatto vecchio stile che porta i capelli come Boriello con tanto di piercing all’orecchio, che d’estate va a Capocotta, o ai cancelli di Ostia, ma che ha un cuore d’oro e aiuta tutti rischiando la bancarotta nell’internet point che gestisce.

Avvincenti e divertenti inoltre i cammei di personaggi come il presentatore di Riccardo Rossi, il cliente artista di Alice Remo Remotti, il defunto marito Dario Cassini e la voce narrante di Valerio Mastandrea, senza dimenticare il regista stesso che interpreta uno dei dipendenti della fabbrica di gabinetti del marito di Alice. Esilarante anche la parte di Edoardo Falcone (sceneggiatore della commedia insieme a Massimiliano Bruno con la collaborazione di Fausto Brizzi) in veste del cliente sadomaso, e molto preoccupato che la mamma da qui a pochi giorni vedrà il film al cinema.

Nel complesso “Nessuno mi può giudicare” è un film che ben perpetua la recente tradizione di un ritorno ad una commedia all’italiana d’evasione, priva di volgarità, con un cast solido, coeso ed unito. L’unico aspetto particolare del film è la caraterizzazione eccessiva degli ambienti della Roma per bene e della Roma di periferia, decisamente troppo estremizzati. Basti pensare che il Quarticciolo sembra una terra di frontiera, come se la protagonista entrasse nel terzo mondo direttamente da un altro pianeta, ma questa eccessiva stereotipizzazione è sicuramente funzionale alla narrazione e all’esaltazione dei rapporti umani che superano qualsiasi confine, anche quello sociale.

Dal 16 marzo 2011 in più di 500 sale con 01 Distribution.

Nessuno mi può giudicare - conferenza stampa - WWW.RBCASTING.COM

Nessuno mi può giudicare - Trailer - WWW.RBCASTING.COM

Alcuni commenti della critica:

“Commedia di sentimenti ambientata in borgata (buona parte delle riprese nel romanissimo Quarticciolo), tra extracomunitari pazienti e coatti, Nessuno mi può giudicare, (…) rientra nella scia fortunata del cinema italiano di quest’anno, una miniera d’oro che stavolta è sfruttata al meglio”.
Fulvia Caprara, La Stampa

A vederlo oggi, tra divertimento e ironia, c’è da giurare che seguendo le avventure della protagonista Alice (Paola Cortellesi) e della sua amica Eva (Anna Foglietta), escort per necessità col contorno di siparietti sadomaso strapparisate e cocktail proibiti su uno yacht di lusso, il pensiero va dritto all’attualità, anche se la pellicola, percorrendo la cronaca, ovviamente non ne accenna affatto se non involontariamente. (…) Si respira ‘una leggerezza mai superficiale’ sottolinea la Cortellesi e Bova spiega le difficoltà di un ruolo ‘che ha valore di una sfida’.
Il Messaggero

“Delle papi girls di Arcore, c’è una cosa che a Paola ‘dispiace e mi fa male, il fatto che si pensi che svendersi sia una tappa obbligatoria per chi intenda fare il mio mestiere’. Nel film pratica il mestiere nella casa al Colosseo attigua a quella dell’ex ministro Scajola. Ma tutto questo Alice non lo sa”.
Valerio Cappelli, Corriere della Sera

“Il regista Bruno che ha ‘voluto solo far ridere con un affresco sull’Italia del compromesso’ sembra aver fatto centro, almeno considerando i lunghi applausi scaturiti alla fine della proiezione stampa”.
Dina D’Isa, Il Tempo

1 commento

  1. un film divertente curatissimo nei minimi particolari,non la solita commedia divertente e basta,una storia vera e reale con tutta l’ironia giusta,protagonisti eccezionali tutti indistintamente,Raoul e Paola sono bellissimo e affascinanti,complimenti a Massimiliano Bruno.

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