Home Film consigliati “Il mio domani”, Gerini e Spada raccontano l’incomunicabilità del presente

“Il mio domani”, Gerini e Spada raccontano l’incomunicabilità del presente

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Video interviste a Claudia Gerini e Marina Spada

Monica, tacchi alti e tailleur di sartoria, è una consulente filosofica che fa formazione nelle grandi aziende. I suoi corsi parlano di sacrificio, cambiamento, valore positivo del “vuoto”, ma sempre più spesso sono momenti di mistificazione che servono ai dirigenti per giustificare i tagli poco etici del personale. “Le sue lezioni servono a dare una spruzzata di Chanel che copre la puzza di merda”, le dice un giorno un manager appena licenziato. Monica ha un capo-amante che non lascerà mai la moglie, ma a lei in fondo va bene perché ben si incastra con la sua determinazione a controllare tutto senza lasciarsi coinvolgere dai sentimenti. Monica ha anche un padre malato e bigotto, che va a trovare ogni fine settimana e che inevitabilmente le ricorda un passato scomodo, fatto di rancori verso una madre traditrice. E ha una sorellastra con un figlio adolescente, una ragazza “disordinata” e decisamente diversa da lei, che le chiede continuamente soldi rimproverandole i successi professionali e la superiorità economica.

“Il mio domani”, terzo film di Marina Spada già in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma, avanza per brevi pennellate privilegiando le immagini ai dialoghi, l’inquadratura agli snodi narrativi. Il linguaggio della protagonista, una convincente Claudia Gerini in un ruolo introverso e asciutto, inedito e sorprendente per un’attrice di commedie brillanti, è fatto di sguardi e lunghi silenzi. L’azione si svolge in una Milano che potrebbe essere una qualsiasi altra città e che diventa un luogo dell’anima, in un parallelismo immediato tra le atmosfere plumbee (palazzi geometrici, muri riempiti di graffiti, colori che vanno dal grigio al bianco ghiaccio) e la desolazione interiore dei personaggi. Per questo la comprensione delle singole personalità, pur nella povertà di parole, non ne soffre e anzi ne esce arricchita. Non solo per il personaggio della Gerini, centro narrativo ed emozionale del film, ma anche per gli altri ruoli: dal padre Raffaele Pisu alla sorella Claudia Coli, dal capo ufficio Paolo Pierobon al nipote problematico Enrico Bosco.

Il pensiero corre veloce alla cinematografia di Antonioni che però Spada adatta al presente. Qui, i lunghi piano sequenza, i segni di avanzamento disseminati nei luoghi, parlano sì di incomunicabilità ma anche di incapacità ad accettare l’immagine più profonda di sé (Monica si sente perfetta nel ruolo di manager, ma quando al corso di fotografia le assegnano il compito di autoritrarsi nuda non riesce ad entrare nell’inquadratura), di segreta ribellione verso un mondo dove il precariato, lavorativo ed esistenziale, è diventato legge. Il film avanza lentamente confidando un po’ troppo nella pazienza dello spettatore, che forse avrebbe voluto vedere dei personaggi più liberi dai modelli di un certo cinema. Nel complesso va apprezzato il coraggio dell’autrice nel confrontarsi con temi “alti” in modo non semplice e con uno stile elegante, evitando i facili sotterfugi narrativi e lasciando a chi guarda l’impegno di trasformare il non detto in parole e significati.

“Il mio domani” è uscito nelle sale il 4 novembre distribuito da Iris Film.

CLAUDIA GERINI, MARINA SPADA - intervista (Il mio domani) WWW.RBCASTING.COM

Alcuni commenti della critica:

“Senza nulla togliere a una regia che si distingue nel panorama italiano per rigore ed eleganza, il film non cancella l’impressione che i personaggi, a cominciare da una convincente Gerini, siano come ‘prigionieri’ di un’idea pre-concetta di cinema, che forse avrebbero bisogno di liberarsi da quegli schemi di messa in scena e prendersi il sopravvento sullo stile”.
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera

“Molte belle inquadrature, musica ben scelta e distribuita con gusto, interessante occasione per l’attrice. In un film a misura di vetrina festivaliera e non di pubblico comune”.
Paolo D’Agostini, la Repubblica

“Un film intenso e doloroso che perde di intensità verso il finale lasciando pian piano per strada la fascinazione, lo sconcerto visivo e l’impronta drammaturgica che lo aveva contraddistinto nella prima parte”.
Luciana Morelli, Movieplayer.it

“Confermata la crescita attoriale di un’intensa Claudia Gerini, su cui il film poggia completamente, ‘Il mio Domani’ arriva quasi ad infastidire, nella sua insostenibile lentezza”.
Cineblog.it

“Orgoglioso di non appartenere a nessuna moda del momento, il cinema della Spada si muove ai margini e dalle parti della Poesia, producendo una precisa cifra stilistica sintonizzata sulle esperienze personali e sulle sensibilità dell’autrice “.
Marzia Gandolfi, MYmovies.it

 

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