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Una storia molto forte, ed incredibilmente vicina

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Esce nelle sale italiane, finalmente, il film in lizza per la statuetta iridata di Hollywood “Molto forte, incredibilmente vicino” diretto da Stephen Daldry con Tom Hanks e Sandra Bullock.

Se chiedete ad un occidentale, in particolar modo ad uno statunitense, quale sia uno dei “giorno più brutti” della propria vita la risposta sarà unanime. 11 settembre 2001. Una data difficile da dimenticare per ognuno di noi.

Per superare ed esorcizzare la paura nel corso di questi dieci anni sono stati molti gli adattamenti cinematografici riguardanti tale avvenimento. “Molto forte, incredibilmente vicino” è uno di questi.

Tratto dall’omonimo libro di Jonathan Safran Foer (autore anche del best seller “Ogni cosa è illuminata”) il film racconta il 9/11 in maniera collaterale, seguendo le vicende di Oskar (Thomas Horn), un bambino di 9 anni che perde il padre (Tom Hanks) nell’attentato al World Trade Center.

Quando il suo mondo cade in pezzi Oskar trova rifugio nella realtà creata, come piacevole evasione dalla routine quotidiana, da lui e il padre quando quest’ultimo era ancora in vita. Un mondo fatto di ricerca, di scoperte e di avventure. Trovando un indizio nell’armadio del padre, ad un anno dalla sua dipartita, Oskar decide di risolvere il mistero legato a chi sia il “Black” indicato nel biglietto. Comincia così una ricerca metodica e avventurosa fra le strade della Grande Mela, che da la possibilità ad Oskar di entrare in contatto con realtà differenti dalla sua, conoscendo nuove versioni del “giorno più brutto”, ma che lo porterà anche ad affrontare le sue paure e le sue fobie derivanti appunto dall’attentato terroristico.

L’analogia fra il bambino e gli Stati Uniti d’America è palese. Il percorso nella ricerca della verità di Oskar è una parafrasi del sentimento che anima la nazione più potente dell’Occidente. Un segnale di un’America che vuole reagire ma che non vuole dimenticare, superando un momento buio e difficile della propria storia la cui eco, a distanza di dieci anni, non si è ancora placato.

Thomas Horn è un Oskar perfetto, capace di emozionare commuovendo lo spettatore spesso, troppo spesso, con la sua toccante interpretazione. Ruoli relativamente secondari ma centrali quelli di Sandra Bullock e Tom Hanks, quest’ultimo in grado di rendere di nuovo vivo, e forte, molto forte, il dolore della perdita.

L’unica pecca di una storia magistralmente narrata dal regista Daldry è l’indugiare troppo in alcune sequenze, per aumentare la carica emotiva, dilatando così oltremisura la sceneggiatura e conferendo delle pause troppo lunghe alla narrazione.

Il film, nonostante queste piccole defiances, rimane toccante, emozionante e capace di riportare alla memoria sentimenti ancora vivi nella mente di ogni individuo. In modo forte, ed incredibilmente vicino.

“Molto forte, incredibilmente vicino” è nelle sale dal 23 maggio 2012, distribuito in Italia da Warner Bros.

Alcuni commenti della critica: 

“Un cast d’eccezione per una storia commovente tratta dall’omonimo libro di Jonathan Safran Foer”.
Corriere della Sera 

“A dispetto della creatività sbalorditiva del romanzo di Foer, Stephen Daldry sceglie una via più sicura, eppure questo non penalizza la fruizione di una storia che trova la sua forza nei legami profondi che si instaurano tra i personaggi”.
Francesca Fiorentino, Movieplayer.it

“La sceneggiatura di Eric Roth, pur all’interno di uno sforzo evidente di fedeltà al libro, opera una selezione che fa coincidere l’intero film con il suo giovane protagonista e finisce per confondere la ricchezza e l’originalità del narrato con la performance attoriale, certo eccellente, di Thomas Horn. In questo modo, la porzione di storia selezionata si rivela comunque claustrofobica e compressa: i tempi del cinema si avvertono scopertamente come innaturali”.
Marianna Cappi, MYmovies.it

 

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