Home Film consigliati “E’ stato il figlio”: l’orrore familiare in salsa grottesca di Ciprì

“E’ stato il figlio”: l’orrore familiare in salsa grottesca di Ciprì

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Ha il sapore di una favola amara, tragica, quasi di una parabola “E’ stato il figlio” debutto cinematografico da solista di Daniele Ciprì per la prima volta senza Franco Maresco, tratto dal romanzo di Roberto Alajmo. Presentato in concorso alla 69esima Mostra del cinema di Venezia, il film, ambientato nella periferia di Palermo ma girato a Brindisi, racconta la storia di una famiglia composta da sei persone serena nonostante la povertà in cui vive. Un giorno però un proiettile vagante, destinato ad un regolamento di conti, colpisce a morte la figlia più piccola gettando la famiglia nella disperazione. Disperazione che però si attenua nel momento in cui  si apre lo spiraglio per un risarcimento milionario dello Stato per le vittime di mafia. Tra usurai, debiti e acquisti sbagliati comincia così per i Ciraulo un viaggio che, attraverso il riempiemento di un vuoto con un bene materiale, li porterà verso la totale rovina in un finale inaspettato.

Con un occhio al presente ed uno al passato, Ciprì mescola nel suo racconto stili e sentimenti, riuscendo ad essere divertente e crudele, ma facendosi prendere sul serio nell’inarrestabile crescendo tragico che stimola riflessioni e condanna, senza redenzione, l’avidità e la volgare ricerca dell’apparenza. Non meno importante e riuscita è l’estetica del film, in cui commedia e musical s’innestano, mescolandosi con naturalezza, su un impianto tragico dando vita ad una perfetta combinazione tra suono e immagine.

Il divorzio da Maresco, che ha lasciato Ciprì accusandolo di essersi piegato a compromessi commerciali, non sembra aver danneggiato il regista e direttore della fotografia che, anche grazie ad un cast splendido composto dalle perfette maschere di Toni Servillo (finalmente in un ruolo diverso dal solito), Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco e Aurora Quattrocchi, ha confezionato un film perfetto. Grottesco, ironico e a tratti surreale, che si sgancia dal panorama cinematografico italiano con coraggio e, soprattutto originalità.

“E’ stato il figlio” è nelle sale dal 14 settembre distribuito da Fandango in 113 copie. Assolutamente da vedere.

CURIOSITA’: Ciprì è il direttore della fotografia non solo del suo film ma pure di quello di Marco Bellocchio “Bella addormentata”, anch’esso in concorso alla Mostra del cinema di Venezia e con cui condivide  gli attori Fabrizio Falco e Pier Giorgio Bellocchio.

Alcuni commenti della critica:

“Dietro una scelta volutamente farsesca (dove Toni Servillo riesce a raccontare lo squallore del suo personaggio senza cadere nella macchietta) sembra prendere forma il peggiore degli incubi pasoliniani, quello di un popolo che ha perso la sua identità e che si è arreso alle più squallide tentazioni del benessere (…)”.
Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera

“Il lavoro di Daniele Ciprì comincia dov’è finita la lezione dei maestri Risi e Monicelli, la riprende con la necessaria dote di necrofilia e la conduce alle conseguenze estreme. La famiglia Ciraulo di E’ stato il figlio non è grazie al cielo ‘la famiglia che tutti potremmo essere’, come sostiene l’autore, ma è di sicuro la famiglia che l’Italia di questi anni ha cercato di farci diventare. Un gruppo di ‘mostri’ dominato dalla miseria, rischiarato da un unico e misterioso dono, la bellezza della piccola Serenella, che si perde quasi subito”.
Curzio Maltese, la Repubblica

“E’ stato il figlio ha una trama da tragedia greca (…) ma a Ciprì non interessa minimamente raccontare una storia nel senso classico del termine: semmai una fiaba, in cui la violenza della tragedia si alterna alla dolcezza dei cantastorie (…)”.
Alberto crespi, L’Unità

“Quella di Daniele Ciprì è un’opera matura e sorprendente che riesce a descrivere i perversi meccanismi di un microcosmo familiare rovinato dalle fondamenta, attraverso una lente deformante che ne amplifica a dismisura gli abominevoli difetti”.
Francesca Fiorentino, Movieplayer.it

“Una tragedia familiare dentro una realtà grottesca, superbamente interpretata da maschere reali”.
Marzia Gandolfi, MYmovies.it