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“Io e Te”: il ritorno al cinema di Bertolucci con due giovani ribelli

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Video intervista e conferenza stampa con Bernardo Bertolucci, Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Giampaolo Letta e Mario Gianani

A quasi dieci anni di distanza dal suo ultimo film “The Dreamers”, Bernardo Bertolucci torna al cinema con “Io e Te”, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti e presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes.

Protagonisti della storia sono Lorenzo, adolescente figlio di una benestante famiglia romana, e la sua sorellastra Olivia. Per sfuggire a una settimana bianca organizzata dalla scuola, il ragazzo si organizza per rimanere nella cantina del suo palazzo e passare qualche giorno in desiderata solitudine. Il suo piano però fallisce quando nella cantina arriva anche Olivia, venticinquenne ribelle, problematica tossicodipendente. Dalla convivenza scaturiscono accese discussioni, gelosie e litigi che li porteranno alla scoperta del sentimento di affetto fraterno. Nel cast Tea Falco, l’esordiente Jacopo Olmo Antinori, Pippo Delbono e Sonia Bergamasco.

“Io e Te” è un film piccolo, delicato e intimista che conferma la grande capacità di Bertolucci di saper raccontare storie di giovani con occhio attento e mai distante. Il regista torna a girare in uno spazio chiuso che costringe all’introspezione e non permette distrazioni né ai suoi personaggi né al pubblico.
Promettenti i due protagonisti del film, Tea Falco e Jacopo Olmo Antinori, che regalano uno spessore ed un’intensità rare per due esordienti, o quasi.
Splendida la colonna sonora, che comprende i Muse, “Friday I’m in Love” dei Cure e, soprattutto, la versione italiana adattata da Mogol di “Space Oddity” cantata da David Bowie.

“Io e Te” è nelle sale dal 25 ottobre distribuito da Medusa in 300 copie.

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Alcuni commenti della critica:

“Bertolucci gira con ritrovata gioia e sorprendente linearità (almeno per il proprio stile passato) un piccolo grande inno alla voglia di vivere e di guardare in faccia i limiti”.
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera

“Bertolucci finisce per accordare un peso senza precedenti a quei due giovanissimi attori, che mettono molto di sé nei personaggi. In un gioco di maschere, riflessi, svelamenti reciproci, che è il lato più segreto di questo film così inerme e così curiosamente diverso dai precedenti, malgrado le somiglianze”.
Fabio Ferzetti, Il Messaggero

“Il film arriva nelle sale. Con i suoi due giovani protagonisti, Tea Falco e Jacopo Olmo Antinori. E col tocco eternamente giovane del regista (…)”.
Claudia Morgoglione, la Repubblica

“Il film è molto bello. Uscirà in Italia (per Medusa) ad ottobre, non perdetelo. I due attori, Jacopo Olmo Antinori (appena quattordicenne durante le riprese) e Tea Falco, sono bravissimi”.
Alberto Crespi, l’Unità

“Una canzone in Italiano di David Bowie, Ragazzo solo, ragazza sola (la versione fatta da Mogol di Space Oddity), su cui il film si chiude, ne riassume il senso: la troppa sofferenza, l’incapacità di comunicare e insieme la sua necessità”.
Stenio Solinas, il Giornale

“Bertolucci resta sempre un artista elegante. Una realizzazione croccante e di strutturata illuminazione della cinematografia”.
David Rooney, Variety

“Bernardo Bertolucci non sembra preoccuparsi di shockare o disturbare. Al contrario. Tratta la storia con una delicatezza che gli dà profondità (…) Bernardo Bertolucci (…) ha conservato una freschezza inaspettata”.
Thomas Sotinel, Le Monde

“Lo spirito della nuova ondata rivive (anche se in forma apolitica) nel settantaduenne Bernardo Bertolucci nel suo nuovo film (…) è l’incontro tra un ragazzino e una ragazza più grande, che si trovano a dover condividere un seminterrato angusto che non possono lasciare per una settimana. Ci sono risonanze con il regista di The Dreamers, il suo adattamento del romanzo di Gilbert Adair, e forse anche con Ultimo tango a Parigi (…) Bertolucci, e i suoi attori Antinori e Falco, riescono a delineare il rapporto crescente e commovente che si sviluppa tra la coppia: non proprio amici, non amanti, forse nemmeno fratellastri – ma strani alleati contro tutta l’infelicità che questo mondo può buttare addosso loro. Vi è un grande momento quando Olivia inizia a cantare David Bowie nella versione italiana di Space Oddity, Ragazzo Solo, Ragazza Sola (Lonely Boy, Lonely Girl), e in qualche modo questa musica contribuisce al senso che, anche se forte e vivace, questo film del 2012 si sarebbe potuto fare anche 40 anni fa. Il freezeframe finale è forse un cenno di Truffaut (…) Questo film spiritoso e potente ha dimostrato a Cannes che Bertolucci è ancora una forza da non sottovalutare”.
Peter Bradshaw, The Guardian

“Bertolucci, in un prologo in cui accenna a un immaginario rapporto incestuoso madre/figlio, sembra voler prendere le distanze da un certo suo cinema avviluppato su se stesso (vedi La luna) per affermare la necessità di guardare invece alle tante (troppe) solitudini di cui il mondo adulto a volte sembra non cogliere la confusa ma pressante richiesta di aiuto. Se questo è l’inizio di una nuova fase del suo fare cinema non le si può che dare il benvenuto”.
Giancarlo Zappoli, MYmovies.it

“Bertolucci, quella forza e quel coraggio fragile, li sa raccontare con la leggerezza e la profondità di un animo sensibile e indomito, capace di adeguarsi ai tempi, di leggerli e rappresentarli nelle loro contraddizioni, e di rappresentarli senza presunzioni idologiche o paternalistiche. Ne coglie l’energia e la delicatezza e non gli si pone mai “sopra”, amadole incondizionatamente: magari girando a vuoto, o peccando di quelle stesse ingenuità che rappresenta, ma sempre capace di scartare improvvisamente e di sorprendere. Di commuovere, come nel finale in cui i mondi complessi e solitari di Lorenzo e Olivia si sfiorano nell’attimo intimo di un ballo che non poteva che avvenire, grazie alle capacità del regista, sulle note di “Ragazzo solo, ragazza sola”. Perché, come recita il resto con cui Mogol tradiva completamente quello della “Space Oddity” originale, quelle due solitudini sono destinate solo ad incrociarsi, ad offrirsi momentanemente un aiuto per poi lasciarsi nuovamente e affrontare, soli, l’ignoto della vita”.
Federico Gironi, ComingSoon.it

 

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