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“I 2 soliti idioti” sono tornati per non far ridere

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Dopo il successo dello scorso anno Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio tornano sul grande schermo con “I 2 soliti idioti”, con la regia di Enrico Lando e la partecipazione di Gianmarco Tognazzi, Teo Teocoli e Miriam Giovanelli (“Gli sfiorati”, “Dracula 3D”).
Il secondo capitolo cinematografico ha come assoluti protagonisti il bamboccione Gianluca ed il coatto e autoritario padre Ruggero, rispettivamente alle prese con le proprie nozze ed una grana fiscale a causa di cui il rozzo anziano rovinerà il matrimonio del figlio trascinandolo nelle sue prepotenti idiozie. Tra gag demenziali e citazioni che vanno da “Karate kid” e “Matrix” fino ad “Arancia meccanica”, “I 2 soliti idioti” cercano di adattare il formato, senza successo, dal piccolo al grande schermo.

Un film da bocciare senza appello e non perché, come dicono vantandosene Biggio e Mandelli sia volgare, bensì perché (colpa ancor più grave) mancano la missione, ossia far ridere. Il motivo si fa presto a spiegarlo: ammettiamo che la sketch-comedy trasmessa per 4 stagioni da MTV possa suscitare qualche risata, è chiaro che il meccanismo televisivo funzioni meglio per un certo tipo di comicità improvvisata e dai tempi brevi che invece è improponobile al cinema. Il film manca palesemente di un aspetto affatto secondario, ovvero la scrittura e ci chiediamo come si possa ridere per un’ora e quaranta di un film comico in cui l’unica battuta e “dai cazzo”; manca, insomma, la voglia di tentare più seriamente la strada cinematografica.

La parolaccia non è più un tabù da tempo cari Biggio e Mandelli, e se credete che ci sia qualcuno che ancora si scandalizzi per la volgarità a cui la tv ci ha da tempo abituato, dimostrate di non aver capito nulla dei tempi che dite di voler rappresentare. Per rispondere ad un’affermazione del duo comico poi, il cinema non ha una funzione educativa? Forse, ma in questo caso non si può parlare di satira o di critica della società. Quando il produttore Pietro Valsecchi afferma “I Soliti Idioti sono due giullari che mettono a nudo i nostri difetti e vanno a intaccare le persone che ci circondano come i nostri genitori”, dimostra di non capire che a scandalizzare è invece l’inconsistenza di certa comicità, in cui persino le parolacce usate risultano vuote e retoriche. Su una frase detta in conferenza stampa da Biggio però siamo parzialmente d’accordo: “noi non siamo diseducativi, ma distruttivi”, sì della comicità e del cinema.

L’anno prossimo “I soliti idioti” arriveranno anche a New York, sulla scia degli ormai pensionati cinepanettoni Filmauro, intanto dal 20 dicembre “I 2 soliti idioti” è distribuito da Medusa in circa 450 copie.

Alcuni commenti della critica:

“(…) I 2 soliti idioti mi sembra che confermi i (molti) limiti e i (pochi) pregi del loro precedente film: e se questa è probabilmente una qualità agli occhi del loro produttore, che per ripetere il successo passato li avrà esortati a ripetersi, personalmente sono portato a considerarlo un limite. E grosso per giunta.
Dico ripetersi perché nonostante una maggior varietà di caratteri e personaggi (in I soliti idioti erano in scena solo padre e figlio De Ceglie), la comicità di Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio sembra capace di funzionare solo con pochissime battute. Sempre uguali. Volutamente e protervamente (…)”.
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera

“Ma l’idiozia – letteralmente – non fa storia: rimane il kit per il parcheggio, una zampata di tigre persa nel bosco e altre poche, belle trovate tamarro-situazioniste. Ma non chiamatelo film”.
Federico Pontiggia, Il Fatto Quotidiano

“In sala dal 20 dicembre il nuovo film della coppia Biggio-Mandelli, regia di Enrico Lando. Parolacce, gag ‘fisiche’ e battute pesanti”.
Claudia Morgoglione, la Repubblica

“L’effetto sorpresa è svanito ma si ride di più. Tra volgarità e battute scorrette”.
Cinzia Romani, il Giornale

“(…) Al di là di un obbligatorio paragone con il Cinepanettone, che ci sembra meno curato nella scrittura, il secondo film per il cinema di Biggio e Mandelli rivela fin da subito il tentativo di dare una maggiore compattezza alla storia, privilegiando ancora una volta le disavventure di Ruggero e Gianluca De Ceglie e scegliendo dei personaggi secondari funzionali al racconto. Il risultato di questo sforzo è il superamento della frammentarietà che caratterizzava il primo film. Se però quel procedere a salti rendeva godibile e leggero I soliti idioti, la ricchezza di spunti de I 2 soliti idioti fatica a tradursi in in una narrazione stringata. Quando si ha a che fare con dei comici che a una sceneggiatura di ferro preferiscono la spontaneità dell’improvvisazione, bisogna in qualche modo domare la loro strabordante immaginazione, cosa che in questo film non succede (…)”.
ComingSoon.it

“Lo diciamo senza timore di passare per prevenuti, visto che nel 2011 avevamo difeso l’esordio cinematografico di Biggio e Mandelli, e siamo fan delle loro strisce televisive: I 2 soliti idiotiè un sequel mal riuscito (…)”.
Giorgio Viaro, BestMovie.it

“(…) I personaggi rimangono uguali a se stessi dall’inizio alla conclusione, e anche l’idea innovativa di portare un padre cinico e mai buono in un film natalizio sfiorisce dietro la noia, nemmeno la regia lineare di Enrico Lando può qualcosa. Nota di merito la colonna sonora: da Jeeg robot d’acciao alla mitica prima sigla del celebre Lupin dell’orchestra Castellina Pasi il pubblico ne avrà da canticchiare”.
Luca Marra, International Business Times Italia

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