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“Tutti contro Tutti”: la guerra tra poveri di Ravello e Giallini

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Video interviste a Rolando Ravello, Kasia Smutniak e Marco Giallini.

Una famiglia di cinque persone improvvisamente senza più un tetto sotto cui abitare, è costretta a chiedere ospitalità ai parenti perché forzatamente espropiata da casa da qualcuno che se n’è impossessato durante una loro breve assenza. E’ quanto accade ad Agostino con al seguito moglie, suocero e due figli, tornati nella loro abitazione subito dopo la prima comunione del bambino piccolo. Superato l’iniziale sconcerto e vani tentativi di rimpossessarsi della casa, anche tramite le forze dell’ordine, la famiglia inizierà un’estuante azione per cercare di recuperarla. E’ “Tutti contro Tutti”, la commedia scritta da Massimiliano Bruno e Rolando Ravello (al suo esordio alla regia) ed interpretata, oltre che dallo stesso Ravello, da Kasia SmutniakMarco GialliniStefano Altieri,  Lidia VitaleAntonio Gerardi con le partecipazioni di Lorenza IndovinaMassimiliano Bruno, Ivano De Matteo e Paolo Sassanelli.

Girato nelle periferie romane di Vigne Nuove e Tufello, che vengono però decontestualizzate, in “Tutti contro Tutti” non si affronta solo il tema dell’occupazione e dell’assenza delle istituzioni, ma si fotografa un paese di nuovi poveri, in preda all’insicurezza, tra precariato, lavoro e affitti in nero, ma in cui non manca la solidarietà.
Ravello riesce ad affrontare temi seri e drammatici usando un tono favolistico, divertendo ma restando con i piedi ben piantati a terra.

Grazie a personaggi ben delineati, impeccabilmente interpretati da tutto il cast, e momenti divertenti (affidati soprattutto a Giallini ed Altieri) il film scorre piacevolmente per un’ora e mezza e consegna al pubblico una delle migliori commedie italiane degli ultimi tempi, dimostrando che si può far ridere non solo senza volgarità, ma anche affrontando temi attuali non facili. 

Prima coproduzione tra Fandango e Warner, “Tutti contro Tutti” è nelle sale dal 28 febbraio, distribuito in 250 copie.

CURIOSITA’: la colonna sonora è affidata a Mannarino, che ne firma per la prima volta una.

Kasia Smutniak, Rolando Ravello, intervista, Tutti contro Tutti, RB Casting

Marco Giallini, intervista, Tutti contro Tutti, RB Casting

ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Gianluca Arnone, Cinematografo.it
Auguriamo a Tutti contro tutti un successo maggiore di quello del Principe abusivo di Siani. Non ce ne voglia il comico napoletano, ma la riuscita del film d’esordio di Rolando Ravelloproverebbe che un’altra commedia è possibile oltre le patacche trasformate in oro da alchimisti dell’avanspettacolo (…).

Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa
La commedia tocca il nevralgico nodo sociale con garbato umorismo e sguardo affettuoso verso il suo piccolo mondo antico di personaggi dal cuore buono messi in affanno dal degrado crescente, ma regia e scrittura non sono abbastanza robusti.

Dario Zonta, l’Unità
(…) Ravello riesce invece ad andare più in profondità, smarcandosi dal vizio televisivo buonista per portarci, con gradualità temeraria, nel gorgo di un piccolo girone dantesco. Non mancano le figure tipiche, le solite macchiette, viste con complice autoironia, a volte fin troppo consapevole (…) come anche alcune dinamiche narrative fin troppo collaudate. Eppure presto si supera l’impasse, quel ricatto tipico della comicità romana, per addentrarsi nella storia che si fa seria.

Massimo Bertarelli, il Giornale
Divertente, paradossale, commedia del debuttante Rolando Ravello, che dirige se stesso per raccontare un problema già vecchio ai tempi di Totò cerca casa (1949). Si ride amaro.

Paolo D’Agostini, la Repubblica
(…) Anche perché il film, non del tutto compatto e sicuro di sé nella scelta dello stile e dell’atmosfera, usa il pur presente modello della commedia e della comicità con parsimonia, e anzi quando questo avvicinandosi al finale diventa prevalente ciò avviene in modo un po’forzato e volontaristico. Insomma il panorama è piuttosto desolante, e il film sembra dire: vorremmo farvi ridere e divertire, ce la mettiamo tutta, ma c’è poco da ridere (…).

Marzia Gandolfi, MYmovies.it
Opera prima partecipe e sincera, Tutti contro tutti non sembra però trovare una forma adeguata per dirsi e dire il tema dei disservizi degli alloggi. La commedia di Ravello soffre di un eccessivo didascalismo e una meccanicità narrativa che raffredda il giudizio. Il rischio, quando si trattano temi sociali al cinema, è quello di cadere negli stereotipi della fiction televisiva, di realizzare in altre parole un sociologismo facile, calato in soluzioni visive convenzionali e abitato da tipi e non da veri personaggi. Interpretato da attori di rara bravura, tra cui spiccano Marco Giallini e Stefano Altieri, Tutti contro tutti non riesce a bilanciare i salti di registro dal tragico al comico, dal cinico al patetico, tirandosi indietro quando si tratta di affondare, chiudendo la porta e lasciando fuori i buoni sentimenti. Troppi passaggi pittoreschi, troppi brani di alleggerimento, finiscono per deragliare il film dal binario del rigore e della compostezza, schivando la compiuta profondità e infilando un allegro pot-pourri che luccica solo in superficie.

Carola Proto, ComingSoon.it
E’ nel dosaggio dei vari elementi, insomma, che si perde Tutti contro tutti, che ha comunque il pregio di sventolare la bandiera di un cinema sincero, un cinema che non parla di maschi contro femmine e di coatti e principesse, ma di persone reali, che quando non possono distendersi sul proprio letto, sono costrette a dormire in macchina, invece di andare in albergo come farebbe la maggior parte di noi.

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