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“Il Cacciatore di Giganti”: la nuova storia di Jack!

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Torna al cinema lo storico e fiabesco scontro fra i giganti e Jack. La trasposizione, in 3D, è stata affidata questa volta a Bryan Singer. Nel cast anche Ewan McGregor e Nicholas Hoult.

Vi ricordate la storia di Jack e i fagioli magici? Si, quella in cui il povero Jack baratta la sua mucca per un paio di legumi, all’apparenza innocui. Da questo insensato baratto nasce la leggenda e l’incontro con i temibili giganti che vivono al di là delle nuvole.

In questo nuovo adattamento l’agricoltore Jack (Nicholas Hoult) si reca al mercato della città per effettuare lo scambio, e incontra la principessa (Eleanor Tomlinson). I due si rincontrano di nuovo in circostanze diverse e la principessa si ritrova catapultata nel regno dei giganti. Toccherà a Jack e al capo della guardia reale Emont (Ewan McGregor) salvarla non solo dai titani, ma anche dal perfido consigliere di corte (Stanley Tucci).

Per una versione moderna, potremmo dire 2.0, il regista Bryan Singer ha optato per un uso del 3D per rendere partecipe lo spettatore, immergendolo spesso nel POV (il punto di vista) di Jack, o dei giganti di turno.

Tutto ciò che è dato dal 3D però viene tolto dai visual effects, troppo grossolani e imperfetti per un film potenzialmente ad effetto come “Il Cacciatore di Giganti”. Troppo spesso i protagonisti digitali sono resi in maniera approssimativa, assumendo le sembianze dei protagonisti dei videogiochi di bassa lega degli anni ’90.

La sceneggiatura è quasi totalmente priva di originalità (salvo per il finale) e sono poche le parti non prevedibili nella storia dei protagonisti.

Nulla possono le star come Ewan McGregor e Stanley Tucci. Nonostante la loro innegabile bravura il film stenta a diventare un capolavoro. “Il Cacciatore di Giganti” rimane così nelle corde di un film gradevole, ma già dimenticato all’uscita dalla sala cinematografica.

“Il Cacciatore di Giganti” (Jack the Giant Slayer) è uscito nelle sale italiane il 28 marzo distribuito da Warner Bros.

ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Miriam Mauti, Cinematografo.it
Ad assicurare la spettacolarità sono gli effetti speciali: utilizzando la sacrosanta lezione di Avatar (la subitanea integrazione delle scene in motion capture con quelle dal vivo), rendono più facile anche il lavoro degli attori. Che sembrano divertirsi assai alle prese con gli orribili Giganti, ognuno dei quali ha richiesto sei settimane di realizzazione. Ben scritto da Darren Lemke (già sceneggiatore dell’ultimo Shrek), Dan Studney e da Christopher McQuarrie che torna dal vecchio compagno di scuola Bryan Singer, dopo il debutto alla regia di Jack Reacher.

Peter Travers, Rolling Stone
Il cacciatore di giganti dimostra l’assioma: “Se non si riesce a farlobene, farlo in 3D”.

Alessandra De Tommasi, Movieplayer.it
Il regista si affida alla magia dei fagioli magici (e del 3D) per trasformare una favola in leggenda. Il cacciatore di giganti, però, non è una storiella per bambini: affascina, colpisce e… fa (anche) paura!

Gabriele Niola, MYmovies.it
Il cacciatore di giganti è un favolone a tutti gli effetti, moderno nelle sembianze ma estremamente convenzionale nei contenuti, che conferma, promuove e reitera valori tradizionali, in cui la principessa ribelle vivrà un’avventura che funge da rito di passaggio per poi convolare alle più giuste nozze con un poverello che si dimostrerà eroe all’altezza del ruolo regale inizialmente preclusogli.
I livelli di lettura sono ridotti al minimo e il target di riferimento è chiaro in ogni inquadratura dei giganti, ritratti con capigliature buffe, atteggiamento tendente al rivoltante corredato di peti e movenze clownesche che ne disinnescano il potenziale terrificante. Il genere cinematografico di riferimento è allora il più prossimo alla fiaba ovvero quello dell’avventura, confermato dal rapporto che i personaggi stringono con il luogo esotico e sconosciuto in cui approdano e dai tentativi di creare (purtroppo senza risultato) una visione originale di “eroismo”.

Domenico Misciagna, ComingSoon.it
Paga quasi sempre, perché Il cacciatore di giganti di Bryan Singer arriva in Italia dopo un discreto flop negli Stati Uniti. Come mai? A guardarlo senza troppe pretese ha molte frecce al suo arco: una bella atmosfera, un design dei giganti grottesco e divertente, un cast davvero simpatico (ottimi McGregor e Tucci), qualche momento sinceramente spettacolare che può valere il biglietto. Il film mantiene tuttavia una sua originalità e una sua identità finché l’espansione della fiaba di “Jack e il fagiolo magico” non soccombe nell’ultimo terzo alla tendenza di cui sopra, facendo leva su un forzato doppio finale. C’è un assedio in stile Due Torri, un generale dei giganti interpretato in performance capture da Bill Nighy (già Davy Jones nei Pirati), uno scontro degno ad armi impari degno di Transformers .
E’ un dilemma che non rovina l’esperienza per lo spettatore alla semplice ricerca di divertimento, ma vogliamo proporlo ugualmente: fino a che punto si può sacrificare a una formula ciò che in origine ha un sapore del tutto diverso?

Francesco Lomuscio, FilmUp.com
(…) giocattolone di celluloide che si mostra capace di funzionare a dovere soprattutto grazie al ritmo narrativo senza tregua e che, di conseguenza, non rientra affatto tra i meno convincenti lavori dell’altalenante autore dell’ottimo thriller “I soliti sospetti” (1995) e del non esaltante cinecomic “Superman returns” (2006).

 

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