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“Una notte da leoni 3”: attenzione, avvistati (di nuovo) leoni per le strade di Vegas!

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Ritornano al cinema, e nella città del peccato, i leoni di Hangover per un’ultima, epica, avventura.

Nel corso degli anni abbiamo assistito alla conclusione di molte saghe che hanno caratterizzato, a volte per decadi, il nostro panorama cinematografico. E se anche le grandi storie finiscono, quelle epiche lasciano il segno. E “Una notte da leoni 3” riprende, a modo suo, un film emblema in questo senso “Harry Potter e i doni della morte – Parte II”, citandolo non solo in maniera esplicita nelle locandine ma anche nel corso della narrazione.

Il film apre però con un altro omaggio, magari più sottile, quello a “Le Ali della Libertà”. L’occultamento della via di fuga dal carcere per Mister Chow è infatti lo stesso utilizzato da Andy nel freddo carcere di Shawshank. Citazione raffinata, per un film che dichiara sin dall’inizio il suo intento: omaggiare i primi due capitoli della saga.

Viene interrotta così la struttura narrativa che aveva caratterizzato i primi due episodi. Non è centrale questa volta un matrimonio e la sbronza post addio al nubilato. Dopo la morte del padre di Alan (Zach Galifianakis) quest’ultimo viene portato dai suoi amici, dal suo branco, in un centro di riabilitazione psichiatrica. Sulla strada verso l’ospedale però qualcosa va storto, e per salvare la vita (ancora una volta) di Doug (Justin Bartha), Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms) e Alan devono rincorrere Mister Chow (Ken Jeong) per le polverose strade di Tijuana fino ad arrivare (di nuovo) nella città del peccato, Las Vegas.

Diretto come sempre da Todd Phillips (che appare anche in questo film con un piccolo cameo), nel tentativo di rinnovare la struttura “Una notte da leoni 3” finisce inevitabilmente per raccontare di meno e citare di più i primi due capitoli cinematografici, tramite battute e costanti riferimenti. Questo è decisamente un bene per i fan dei “leoni”, ma può risultare poco piacevole per i non “addicted”.

Alan rimane sempre il più “fedele” al gruppo e anche quello più restio a lasciarlo, in questo senso lo spettatore s’immedesima nel cammino di crescita di Alan verso l’età adulta (nonostante i quarantatré anni suonati) e verso l’evoluzione del branco. Per questo motivo il film è confezionato come un lungo arrivederci al Wolfpack.

Ma alcune saghe non finiscono mai (leggi Star Wars) e si rinnovano costantemente. Chissà che non sia questo il caso di “Una notte da leoni”, perché nonostante l’annunciato epilogo la scena bonus dopo i titoli di coda fa pensare che ci sia ancora molto da raccontare delle avventure di Phil, Stu e Alan, congedando gli spettatori non con un addio, ma con un arrivederci.

“Una notte da leoni 3” (The Hangover 3) esce nelle sale italiane il 30 maggio, distribuito da Warner Bros.

ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Antonio Bracco, ComingSoon.it
Il “branco” impelagato una diversa dis/avventura è salutare per il film e per il pubblico. Da Los Angeles l’azione si sposta in Messico per tornare successivamente dove tutto è iniziato, a Las Vegas. Galifianakis è una mina vagante di comicità le cui derive farsesche sono ottimamente contenute e insieme assecondate dai suoi compari. Jeong è ugualmente inarrestabile con un’eccentricità leggermente forzata, ma la storia è equilibrata sia nella distribuzione del peso dei personaggi sia nello sviluppo, imprevedibile ed esilarante.

Marianna Cappi, MYmovies.it
Il capitolo conclusivo è dedicato al one-man-show di Galifianakis, che lo regge senza incertezze.

Alessandro Antinori, Movieplayer.it
Non ci sono sbronze da smaltire, matrimoni o addii al celibato da festeggiare, niente pezzi del puzzle da rimettere insieme il giorno dopo: il terzo capitolo di una notte da leoni porta alla conclusione la saga e rinuncia allo schema narrativo che ne aveva decretato il successo, virando verso una commedia dallo stile più convenzionale.

Antonella Murolo, Everyeye.it
Per chi ha amato la saga è davvero difficile esprimersi in modo negativo su questo terzo film, ma purtroppo è inevitabile. Non basta tornare a Las Vegas per far riemergere nello spettatore tutte le vecchie emozioni deliranti, aumentare l’azione e rivedere i vecchi amici… purtroppo Una Notte da Leoni 3 è un film sottotono.

Corinna Spirito, Ecodelcinema.com
Le risate non mancheranno e sicuramente i fan della saga apprezzeranno i numerosi rimandi alle avventure precedenti, ma “Una notte da leoni 3” perde tutta l’originalità che era stata causa prima dell’immenso successo del film di partenza. La sceneggiatura purtroppo è piatta, ripetitiva e affatto coinvolgente con il risultato di dare vita a un film che distrae, ma non conquista come i suoi predecessori.

 

 

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