Home Newsletter Quattro ragazzi in fuga nella road comedy all’italiana “Niente può fermarci”

Quattro ragazzi in fuga nella road comedy all’italiana “Niente può fermarci”

CONDIVIDI

Video interviste a GianMarco Tognazzi, Emanuele Propizio, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri, Guglielmo Amendola, Maria Chiara Augenti e Luigi Cecinelli.

Un narcolettico, un internet-dipendente, un ossessionato dall’igiene e uno che non può fare a meno di insultare a parolacce chi lo mette in difficoltà, nel bene o nel male: sono i quattro giovani protagonisti di “Niente può fermarci”, la commedia di Luigi Cecinelli con Emanuele Propizio, Guglielmo Amendola, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri, Maria Chiara Augenti, Serena Autieri, GianMarco Tognazzi, Carolina Crescentini, Eva Riccobono, Massimo Ghini, Lucia Ocone e Gérard Depardieu.

I quattro giovani affetti da varie patologie psicofisiche, dalla narcolessia alla sindrome di Tourette, si incontarno a Villa Angelika dove scelgono di ricoverarsi per cercare di guarire e non dare ulteriori problemi ai genitori. La routine di giornate troppo tranquille per essere estate li spinge però a progettare una fuga con destinazione il regno del divertimento: Ibiza. I ragazzi rubano così l’auto del direttore ed intraprendono un viaggio on the road con gli apprensivi genitori ai calcagni. Un viaggio in cui i ragazzi scoprono nuovi sentimenti grazie all’incontro con una misteriosa ragazza, anche lei in fuga.

Cecinelli, che oltre alla regia è anche autore di soggetto e sceneggiatura assieme a Ivan Silvestrini, racconta una storia dallo spunto interessante e gradevole ma non riesce a sfruttarne al massimo il potenziale e il racconto resta superficiale. Ciò che lascia perplessi è l’utilizzo narrativo di patologie che restano solo e troppo escamotage comici. Buone le prove attoriali dell’intero cast (di cui segnaliamo la divertente Lucia Ocone nei panni di una sexy infermiera) e su cui spicca il bravo Vincenzo Alfieri, affetto da sindrome di Tourette e quindi protagonista dei momenti più divertenti del film.

“Niente può fermarci” è al cinema dal 13 giugno, distribuito da 01 in 160 copie.

_______________________________________________________________________

 Video intervista
Emanuele Propizio, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri e Guglielmo Amendola

Emanuele Propizio, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri e Guglielmo Amendola - RB Casting

_______________________________________________________________________

Video intervista
GianMarco Tognazzi, Maria Chiara Augenti e Luigi Cecinelli

GianMarco Tognazzi, Maria Chiara Augenti, Luigi Cecinelli, Niente può fermarci - RB Casting

_______________________________________________________________________

 

ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Paolo D’Agostini, la Repubblica
Debolissimo è il pilastro di partenza (malattie, clinica). Debolissime, deboli o mal gestite nella loro apparizione e ingiustificata sparizione da meteore sono la maggior parte delle partecipazioni di contorno, la peggiore delle quali, pura macchietta, è quella di Depardieu nei panni di un burbero ma bonario misantropo che ospita il quartetto nella sua fattoria in Provenza. I quattro ragazzi sono carucci.

Maurizio Porro, Il Corriere della Sera
(…) Rincorsa di due generazioni dementi in un sub cine panettone diretto da Cecinelli dove alla molestia dello script parolacciaro si aggiunge quello di attori volenterosi e assenti.

Massimo Bertarelli, Il Giornale
Desolante commedia con poche idee e neanche una battuta decente.

Massimo Giraldi, Cinematografo.it
Cresciuto alla scuola del corto e dei video musicali, Cecinelli dirige un’opera prima all’insegna di molte buone intenzioni, animata da una ispirazione svelta e simpatica. Se il meccanismo narrativo si inceppa è solo perché il copione cede a inopportune ripetizioni, a personaggi di contorno poco curati (l’infermiera di Lucia Ocone…), a passaggi nei quali la regia perde di vista l’esigenza di non incombere con gesti e parole sulla costruzione della storia.

Emanuele Rauco, Radio Cinema
Niente può fermarci è un’operazione che avrebbe un senso se alle sue spalle ci fosse un apparato industriale capace di curare i vari aspetti di un prodotto; ne ha molto meno quando si lasciano registi e realizzatori vari in balia di un’idea del cinema che sembra aspirare a modelli vincenti, ma che al limite approda a Sognando la California. In questo caso Ibiza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here