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“Kick-Ass 2”: supereroi per scelta, parte seconda

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Tornano al cinema Kick-Ass e Hit Girl, aka Aaron Taylor-Johnson e Chloë Moretz

Metti un po’ di splatter, aggiungici un paio di improbabili supereroi, condisci con YouTube e Twitter e aggiungi una manciata di romanticismo, ecco la ricetta perfetta per un sequel di successo di una pellicola irriverente, (quasi) come il fumetto a cui si ispira.

Kick-Ass è la risposta alla fondamentale domanda “perché al mondo non esistono supereroi?”.
Dave Lizewski (Aaron Taylor-Johnson) è un anonimo ragazzino di provincia, cresciuto a pochi passi da New York, patria per antonomasia dei supereroi più famosi. Un giorno decide di dare una risposta a quella domanda, che da troppo tempo lo tormenta. Nasce così Kick-Ass, un improbabile paladino della giustizia che, grazie alla diffusione virale dei suoi video su YouTube, da il via a un fenomeno social spingendo nerd, e non solo, a mascherarsi e scendere in campo a combattere il crimine.
Questa spirale di eventi lo porta a conoscere Red Mist (Christopher Mintz-Plasse), che diverrà in questo secondo capitolo un villain d’eccezione. Nelle sue fortuite avventure incontra anche Big Daddy (Nicolas Cage) insieme alla figlia Hit Girl (Chloë Moretz). Quest’ultima in “Kick-Ass 2” diventerà protagonista insieme a Dave, unendosi alla “Justice Forever”, una sorta di Avengers/Justice League capitanata dal Colonnello Stelle e Strisce, interpretato da un irriconoscibile Jim Carrey.

Tra botte da orbi e colpi, poco aggraziati, ma all’ultimo sangue, arriverà anche la resa finale, lasciando però spazio ad un nuovo, possibile capitolo.

Quando si tratta di un sequel è sempre difficile inanellare un nuovo successo, specie con una pellicola fortunata come “Kick-Ass”, ma il regista Jeff Wadlow è riuscito a riadattare e modernizzare un format precostituito dal suo predecessore in cattedra, Matthew Vaughn, conferendo al film un continuum interessante pur introducendo elementi e dinamiche nuove.

Aaron Taylor-Johnson e Chloë Moretz sono cresciuti professionalmente dedicandosi anche a progetti cinematografici diversi da “Kick-Ass”, e questo si nota nella recitazione di entrambi, soprattutto in quella della “non più piccola” Moretz, tosta ed effervescente quasi quanto il suo alterego cinematografico.

“Kick-Ass 2” è dunque un film che conquista e convince, ed è una delle poche pellicole in uscita in questo torrido mese d’agosto. Altamente consigliato a chi ha voglia di rinfrescarsi con supereroi, una punta di cinismo e un po’ di violenza gratuita.

Nel sale dal 15 agosto, distribuito da Universal Pictures.

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TRAILER

Kick-Ass 2 - Secondo trailer italiano ufficiale

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ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Marianna Cappi, MYmovies.it
Quello che rende spesso poco confortevole la visione del film di Wadlow è una messa in scena nella quale la spensieratezza dei colori saturi e dei movimenti di macchina estetizzanti deresponsabilizza una sequela di gesti truci mai veramente sublimati dall’iperrealismo, lontani da ogni leggerezza fumettistica (per non dire da qualsiasi eversività tarantiniana), ma soprattutto disancorata da qualsiasi abilità o pur minimo tentativo narrativo.
La violenza di Kick-Ass 2, cioè, è una violenza commerciale, pubblicitaria, studiata a tavolino per sdoganare i bassi istinti senza offrire alcuna catarsi, ma ciò che più stordisce è la noia di un racconto appiattito su un livello zero di ricerca creativa, che non calzerebbe su misura ad un episodio televisivo e viene qui propinato per il tempo di un lungometraggio.
Le cose non vanno meglio sul fronte puramente ideologico, con l’eliminazione letterale dei padri e la generazione dei figli impegnata a rispondere al male con il male o con una lassista alzata di spalle. Che infine si decida di sfrecciare via, verso il domani, o di rimanere senza maschera e abbracciare la stanca retorica dell’eroe nella vita di tutti i giorni, nessuna conclusione potrà mai riparare al danno di partenza, ovvero all’aver mancato di inseguire, nel farsi dell’impresa, un sufficiente (nemmeno “super”) motivo di interesse.

Alessandro Antinori, Movieplayer.it
Tornano Kick-Ass, ovvero lo sfigato Dave Lizewski, che tanto sfigato più non è, e la micidiale Mindy Macready aka Hit Girl, che nel frattempo è cresciuta e cerca la sua identità senza la maschera nel mondo reale. Un sequel che riesce a non deludere e che, nonostante a tratti perda brillantezza e ironia, mantiene intatto lo spirito anarchico e dissacrante dell’originale.

Francesco Lomuscio, Filmup.com
(…) tra aumento delle dosi di splatter e un’assurda strage di poliziotti consumata in mezzo a falciatrici da giardino usate come armi ed esplosioni, non si fatica ad intuire che questo secondo capitolo, forse non superiore ma decisamente più sboccato, cinico e violento rispetto al capostipite, intenda rispecchiare maggiormente lo spirito delle nuvolette disegnate da cui proviene.
E, con l’azione onnipresente, lo scatenato divertimento è di nuovo assicurato, man mano che viene ricordato non solo che il mondo reale ha conseguenze reali, ma anche e soprattutto che, probabilmente, il senso di un supereroe è quello di prendere il dolore e trasformarlo in qualcosa di buono, di giusto.
Da uno come Wadlow ci si aspettava decisamente di peggio.

Emanuele Di Porto, SentieriSelvaggi.it
(…) Il mondo di Kick-Ass 2 è quello reale in cui la acrobazie fanno male e in cui la gente muore sul serio: quello che era una novità adesso si è appiattito su una formula eccessivamente compiaciuta. La conseguenza è che il giovane in costume e Hit-Girl assomigliano sempre di più a delle persone che hanno dei veri superpoteri e hanno perso molto del loro fascino iniziale.

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