Home Film consigliati Elysium: un robotico Matt Damon salva il mondo dalle caste

Elysium: un robotico Matt Damon salva il mondo dalle caste

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Il giovane regista di “District 9”, Neill Blomkamp, torna al cinema con un nuovo scontro sociale in salsa fantascientifica: “Elysium”

Nel 2009 Neill Blomkamp aveva mostrato la segregazione razziale e la xenofobia dell’apartheid sudafricano in “District 9”, trasponendo il dibattito in chiave fantascientifica, spostando lo scontro razziale fra esseri umani e alieni. Con “Elysium” prova di nuovo ad effettuare un’operazione simile.

Ambientato nel 2154 a Los Angeles la popolazione umana è suddivisa in due caste. La prima è quella dei ricchi che vivono in una stazione spaziale orbitante chiamata Elysium, dove è stato ricreato ad hoc per loro un microclima perfetto. Ville da sogno, presenza di malattie nulla e dove per ogni patologia esiste la giusta cura. La restante parte della popolazione, composta dai poveri, continua invece a vivere ancora sulla Terra, divenuta ormai sovraffollata e poco abitabile, con un tasso di mortalità in rapida ascesa.

Per sopravvivere ad un incidente Max (Matt Damon), un umile operaio di fabbrica, decide di accettare una missione che scatenerà una lotta di classe e uno scontro per la sopravvivenza umana. Nel cast, oltre a Matt Damon, anche Jodie Foster, cattiva d’eccezione che aiuta a delineare il messaggio che Blomkamp vuole inviare utilizzando un linguaggio futuristico e fantascientifico.

Non a caso viene scelta come location “terrestre” una fatiscente Los Angeles, patria delle apparenze, del benessere ed emblema, con le sue ville Hollywoodiane e i tentativi di immigrazione dal vicino Messico, di una dicotomia costante e di uno scontro classista altamente radicato e socialmente accettato.

L’unica nota negativa di “Elysium” è la durata. La narrazione si dilata spesso, causando degli strappi al pathos del film. Il risultato è comunque congeniale perché le pause diventano utili spunti di riflessione per un dibattito sociale, in un’opera che non si offre solo come puro divertissement.

Nelle sale italiane dal 29 agosto, distribuito da Warner Bros.

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TRAILER

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ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Gabriele Niola, MYmovies.it
(…) Purtroppo però Elysium nel portare avanti la sua storia di rivoluzione operaia e riconquista della giustizia a dispetto del progresso tecnologico non riesce a trovare il furore del film precedente, nè quell’equilibrio tra finzione e metafora del reale che avrebbe consentito di portare un passo più avanti l’usuale sottotesto sociale del cinema distopico (…).

Antonio Cuomo, Movieplayer.it
Manca l’immediatezza di District 9 e con essa la potenza narrativa che ne derivava. Ed è un peccato, perchè l’impianto visivo di Elysium è di altissimo livello e sopperisce in parte alle carenze della sceneggiatura.

Daniela Catelli, ComingSoon.it
4 anni fa, all’uscita di District 9, avevamo salutato con entusiasmo l’ingresso nel mondo del cinema di un regista visionario, tecnicamente esperto e appassionato come Neill Blomkamp. Oggi, dopo aver visto la sua opera seconda, realizzata con un budget assai superiore, non possiamo che confermare il giudizio. Non solo è stato capace di mantenere il controllo sulla storia trasportando sullo schermo la sua visione, ma è anche riuscito a non farsi condizionare dalla presenza di due star hollywoodiane come Matt Damon e Jodie Foster, che si sono messe senza remore e vanità al servizio del film.

Adriano Ercolani, Film.it
Raramente negli ultimi mesi di cinema americano la sensazione di aver assistito a un’occasione perduta è stata così forte quando quella avuta dopo la proiezione di Elysium. A quattro anni di distanza dallo struggente District 9, il sudafricano Neill Blomkamp si è confrontato col sistema produttivo hollywoodiano, e quasi per forza di cose ha dovuto “aggiornare” qualcosa. Elysium ha molti tratti in comune col suo precedente lavoro, in particolar modo l’ambientazione urbana degradata e claustrofobica. Nella confezione prettamente visiva il regista ha fatto un lavoro eccellente: la contrapposizione tra la Terra devastata da povertà e siccità e il “paradiso terrestre” costruito per i più abbienti è esteticamente impressionante, e trasmette il necessario senso di angoscia. Dove Blomkamp ha fatto un notevole passo indietro è nella costruzione narrativa e nella definizione dei personaggi.

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