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Trafficanti di risate

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Arriva in Italia “We’re the Millers” con il titolo “Come ti spaccio la famiglia”, una divertente e irriverente commedia on the road.

Uno spacciatore di marijuana viene rapinato e si ritrova con un debito di oltre 40.000 dollari da dover risarcire. Il boss a cui deve l’ingente somma di denaro (uno stralunato e grottesco Ed Helms) ha un’idea geniale, assolda David come narcotrafficante internazionale e gli commissiona un grosso ordine dal Messico.

Per sopravvivere e restituire il denaro dovuto David si imbarca in questa pericolosa impresa coinvolgendo due vicini di casa, e una ragazza sbandata, per recitare la parte di una tranquilla famiglia felice in vacanza in Messico.

La vicina di casa Rose (Jennifer Aniston) da ex spogliarellista diventerà il cliché perfetto della mamma americana e i due figli “adottivi” Kenny (Will Poulter) e Casey (Emma Roberts) saranno perfetti per la parte con i loro difetti e le loro stranezze.

110 minuti di risate tra battute e ironia generalizzata sugli stereotipi americani (e messicani) fanno di “Come ti spaccio la famiglia” (We’re the Millers) una commedia divertente perfetta per le serate estive, ormai agli sgoccioli.

L’intesa fra gli attori è tangibile e proprio da li deriva l’ironia che coinvolge lo spettatore. In grande spolvero Jennifer Aniston che mostra un fisico scolpito e, nonostante l’avanzare del tempo, non ha nulla da invidiare alle colleghe più giovani.

Tra assurdità, e parolacce senza censure, “Come ti spaccio la famiglia” è la nuova frontiera della commedia americana, più irriverente e autoironica che mai.

Il film, diretto da Rawson Marshall Thurber, è distribuito nelle sale italiane da Warner Bros. dal 12 settembre.

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TRAILER

 

Come ti Spaccio la Famiglia - Nuovo Trailer Ufficiale Italiano | HD

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ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Maurizio Porro, Corriere della Sera
Nonostante il titolo, è una delle commedie più brillanti e spiritose, action, dialoghi, trash, assurdità varie, secondo lo schema della famiglia perfetta.

Francesco Alò, Il Messaggero
L’idea iniziale è potente al punto giusto da reggere per quasi tre quarti di film. Un finale sdolcinato contraddice tutto l’assunto politicamente scorretto della prima parte (…) comunque esilarante.

Maurizio Acerbi, Il Giornale
Un dissacrante e volgare road movie che, pur mettendo alla berlina tutto il filone mieloso dei family movies, finisce per fare uno spot alla famiglia e alla sua necessità di nucleo.

Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa
Il titolo italiano fa pensare a un film stupidotto, mentre We’re the Millers è una commedia divertente diretta con buoni tempi comici da Rawson Marshall Turber e interpretata da un cast indovinato. Non che sia la commedia perfetta, a volte sembra perdere il passo, ma lo riacquista prontamente e scatta la risata.

Gianluca Arnone, Cinematografo.it
Da fumo in viaggio a viaggio in fumo, l’on the road a propulsione familiare regala comunque poco movimento e più toppe che tappe, smarrendo la via della dissacrazione dietro una sbiadita segnaletica morale.
Marshall Thurber dirige ma è solo un dettaglio. La Aniston ritrova Sudeikis (Come ammazzare il capo…) e la forma dei giorni migliori, dandosi un bel da fare mentre vortica seminuda tra sbarre e getti d’acqua. Anche lei gira a vuoto.
Sintomatico lo shot genitale: il film confonde volgarità con trasgressione. Per non dire spaccia.

Emanuele Sacchi, MYmovies.it
Il nucleo famigliare tradizionalmente inteso non esiste più, neppure in forma fantozziana (come dimostra la “vera” famiglia dell’altro roulottista incontrato in viaggio, piagata da problemi segreti e insanabili): è solo un comodo specchietto per le allodole volto a non dare nell’occhio, più per un pregiudizio che per un’effettiva normalità intrinseca. Qualcosa che si osserva come modello in una coazione a ripetere, ma che nella sua sostanza non esiste più se non in forma contaminata e problematica. Riderci su non è semplice, ma con Thurber e i suoi Miller si può, e di gusto.

Valentina D’Amico, Movieplayer
Come ti spaccio la famiglia fa ridere, e molto, trovando il giusto equilibrio tra humor garbato e battute politically uncorrect.

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