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Bling Ring: come svaligiare la villa di un vip e (non) farla franca

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Video conferenza stampa con Sofia Coppola.

Arriva al cinema “Bling Ring”, il nuovo film di Sofia Coppola, uno sguardo critico sui vizi e le perversioni degli adolescenti moderni.

Fama, successo e soldi. Questo è il mantra di cinque teenager dei quartieri alti di Los Angeles che formano una banda di topi d’appartamento che ha un obiettivo molto specifico: svaligiare esclusivamente le ville delle celebrità del jet set.
Tra le vittime della gang figurano Paris Hilton, Orlando Bloom, Rachel Bilson, Miranda Kerr e Lindsay Lohan. Il totale del bottino? È stato stimato fra gioielli, orologi, borse, scarpe e vestiti a circa 3 milioni di dollari.

Se la storia fosse una pura opera di fiction sarebbe stata una trovata interessante per descrivere una parte degli adolescenti moderni, troppo sbandati in preda ad alcool e droghe che assumono come modello di vita quello che le mode e i social media dettano loro. Il problema di “The Bling Ring” è che la storia non è opera della fantasia ma di fatti realmente accaduti a cui la regista Sofia Coppola ha tratto liberamente spunto per realizzare la sua pellicola di denuncia.

Emma Watson abbandona definitivamente i panni di Hermione Granger di “Harry Potter” e interpreta Nicki Moore, personaggio ispirato ad Alexis Neiers. Nonostante non fosse la leader del Bling Ring, Alexis è divenuta popolare grazie al suo blog (in cui racconta tutte le bravate del gruppo) e per la partecipazione al reality show di MTV Pretty Wild.

Sofia Coppola porta sul grande schermo e analizza con occhio critico l’influsso che le celebrità, la moda, il cinema stesso, hanno sulle nuove generazioni. La smania per il successo, il voler apparire per poter essere, sono solo due aspetti di una realtà in cui nessuno non vorrebbe riconoscersi, ma con cui purtroppo abbiamo a che fare, costantemente. Una società che non condanna ma che esalta certi comportamenti che finiscono per degenerare in realtà al limite dell’assurdo come quella del Bling Ring.

Nelle sale dal 26 settembre 2013, distribuito da Lucky Red.

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Video conferenza stampa con Sofia Coppola e Piera Detassis

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ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Maurizio Porro, Corriere della Sera
Il nuovo film della Coppola va letto controluce e nasce da un articolo su alcuni ragazzi «hollywoodiani » specialisti nel depredare le ville vip, per assaporare un attimo il contagio di fama e ricchezza. Parte dalla morale, accusando la realtà virtuale che contagia, dentro troviamo anche la critica alla vita vuota e sospesa. Gioco elegante e ripetitivo, lezione senza giudizi verso la gioventù distratta. Cast asseconda, malessere vero.

Roberto Escobar, L’espresso
Piacevano i vestiti e i gioielli vistosi alla banda di adolescenti che anni fa, a Los Angeles, svaligiarono le ville di molte celebrità pop. La Coppola ci gira un film volutamente freddo e allo stesso tempo allarmato. Che cosa facevano, quegli adolescenti, se non inseguire il modello di vita “vistoso” delle loro vittime, e con la loro stessa ideologia del successo a ogni costo?

Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa
Sofia Coppola, che con questo quinto film conferma il suo sofisticato gusto di impaginatrice con l’occhio alle più raffinate riviste di moda; la sua vocazione a raccontare il mondo adolescenziale, nonché la fragile consistenza della sua ispirazione artistica (…) gli insulsi protagonisti di The Bling Ring, che tra l’altro nella vita reale se la sono cavata con pene molto lievi, suscitano noia e antipatia. Anche per l’inadeguatezza dei giovani interpreti, tutti incapaci -- inclusa Emma Watson -- di sopperire alla debolezza di una sceneggiatura scritta dalla Coppola sulla falsariga dell’articolo della Sales senza preoccuparsi di creare un minimo di spessore drammaturgico: cosicché i personaggi restano appiattiti su un monocorde registro di cronaca. Si sa che la Coppola è una regista che lavora per sottrazione sul non detto. Ma a Bling Ring manca una ragione di essere, una prospettiva, un’anima.

Francesco Alò, Il Messaggero
Per una volta la Coppola, ispirata da un articolo di Vanity Fair sulla vera gang delle ville, giudica i suoi personaggi. Brava.

Todd McCarthy, Hollywood Reporter
Forse ancora più qui che in altri suoi film, l’atteggiamento della Coppola verso il suo soggetto sembra equivoco, incerto, c’è forse un pizzico di critica sociale, ma lei sembra troppo a suo agio nel mondo che raffigura, offrendone una critica gratificante.

Scott Foundas, Variety
Sempre abile nel dirigere giovani interpreti, la Coppola incoraggia in un bel lavoro il suo cast, per lo più i nuovi arrivati.

Dario Zonta, l’Unità
(…) è un film piuttosto straordinario come anche l’approccio da studiosa dei fenomeni sociali e di costume che ha la figlia di Francis Ford Coppola, e nonostante l’altissimo grado di artificio delle sue opere, fra molti anno verranno studiate comefossereo “documentari”, tale è l’approfondimento dell’indagine e la capacità di osservazione di vizi e vezzi dei ricchissimi americani.

Maurizio Acerbi. il Giornale
(…) Che prendano poi di mira i loro modelli esistenziali è un perfetto cortocircuito che vale più di tanti trattati di sociologia. Non sarà un capolavoro ma è un film da vedere con i propri figli.

Luca Pellegrini, Cinematografo.it
(…) La Coppola si astiene fortunatamente dall’assumere una posizione giudicante, cosa che ha sempre fatto, che si trattasse degli eccessi settecenteschi di Marie Antonietta o delle abissali apatie di Somewhere. Ha sempre un occhio lucido e moderno, e riesce a piegare perfettamente la sua regia alle esigenze e ragioni della storia che vuole raccontare. Con qualche spruzzata di eccentrica caratura personale. Perfetta la colonna sonora. Come sempre, con Sofia.

Giancarlo Zappoli, MYmovies.it
Abbandonati i tempi dilatati di Somewhere in The Bling Ring a dominare è il ritmo, quasi sempre incalzante e dettato dalla musica, di una coazione a ripetere la cui meta finale è il vuoto pneumatico interiore. Rivestito però dalle migliori griffes.

Luca Liguori, Movieplayer.it
Se l’opera è comunque interessante da un punto di vista puramente estetico, grazie ad alcune scelte di fotografia piuttosto originali, un montaggio frenetico ma mai fastidioso e la solita ottima colonna sonora ad accompagnare il tutto, questo nuovo film della Coppola viene a mancare proprio in quello che era stato il suo punto di forza anni or sono, ovvero la sceneggiatura.

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