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Harry Potter è diventato ribelle

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Harry Potter è cresciuto ed è diventato ribelle nel nuovo film di John Krokidas sulla vita dei poeti della beat generation: “Giovani Ribelli – Kill Your Darlings”

Presentato in esclusiva alla recente Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (Giornate degli Autori), “Giovani Ribelli – Kill Your Darlings” è ambientato nel 1944 e vede come protagonisti Daniel Radcliffe nei panni di Allen Ginsberg e Dane DeHaan in quelli di Lucien Carr.

Definito dal critico del “The Guardian” un labirinto morale intellettuale, il film racconta le vite sprezzanti di Allen Ginsberg, Jack Kerouac e Lucien Carr, tre giovani studenti universitari conosciutisi alla Columbia University di New York, che sognano di cambiare il mondo, liberandolo dalle costrizioni borghesi e dalle opprimenti convenzioni sociali.

Il film analizza il percorso che portò questi tre giovani come tanti a divenire i poeti della beat generation, ispirando non solo la loro generazione ma anche quelle future.

Impressionante l’impegno di Daniel Radcliffe nel cercare di eliminare da sé ogni forma di ricordo del bambino occhialuto con la cicatrice a saetta. Così caparbio in questo senso da girare anche una scena omosessuale senza veli.

Onore all’impegno perché la sua interpretazione convince quanto quella del co protagonista Dane DeHaan, un ragazzo che diverrà, in poco tempo, una delle giovani star più famose di Hollywood (e che presto vedremo nei panni di Harry Osborne nel sequel di “The Amazing Spider-Man”).

Il film è nelle sale dal 17 ottobre, distribuito da Notorious Pictures.

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TRAILER

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ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA:

Paolo D’Agostini, la Repubblica
Immotivatamente presentato alle Giornate degli Autori veneziane (fuori contesto per un film tutt’altro che innovativo) Giovani ribelli è un’irritante cartolina sugli anni formativi della futura Beat Generation (…).

Maurizio Porro, Corriere della Sera
Un deb Krodikas sul giallo paleo omofono, raccontato in libro Adelphi, firma il suo attimo fuggente, ma inferiore a “Howl” e “On the Road”.

Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa
Se On the Road di Salles tentava di far emergere nella biografia di Kerouac il momento magico e indicibile della creatività, la pellicola di John Krokidas va a rievocare un periodo in cui i giovani ribelli Allen Ginsberg, Kerouac e William S. Borroughs non si erano ancora cimentati con l’arte (…) Dove a essere in primo piano sono i personaggi di Carr e Ginsberg, impersonati in chiave di esaltata affinità elettiva da Dane DeHaan e Daniel Radcliff.

Maurizio Acerbi, il Giornale
(…) O meglio, rottura c’è, ma per chi è in sala, costretto a sorbirsi, ironia, un imbalsamato piattume espressivo.

Federico Pontiggia, Cinematografo.it
Ginsberg, Kerouac, (Burroughs). Rivivono tutti in Giovani ribelli -- Kill Your Darlings, ma bisogna capirsi: non ci sono scimmie, non ci sono sandwiches di realtà, non ci sono on the road, solo una confezione glam-pop servita alle Giornate degli Autori da John Krokidas, a ribadire dopo il funesto On the Road di Walter Salles che sulla carta è decisamente meglio, se il cinema è questo (…).

Marzia Gandolfi, MYmovies.it
Kill Your Darlings è tutt’altro che l’origine del movimento beat, è piuttosto l’espressione di una nuova voce che cova la fantasia di morte dei propri padri ma contempla e applica la categoria di responsabilità. La pulsione vitalistica e la potenza anarchica di Ginsberg troveranno di fatto un senso e un ‘padre’ in un racconto che ‘riprende’ il passato, costituisce il suo autore e diventa esperienza soggettiva dell’eredità.

Carola Proto, ComingSoon.it
(…) Giovani Ribelli è film pieno di energia, che beneficia dell’euforico talento diMichael C. Hall, Jack Huston, Ben Foster e soprattutto di Dane DeHaan, attore dal fascino maledetto e sottilmente ambiguo che ha sicuramente la stoffa per diventare un nuovo Leonardo Di Caprio.

Alessandro Aniballi, Movieplayer.it
L’esordiente John Krokidas racconta la nascita della Beat Generation, mettendo al centro della scena un giovane Allen Ginsberg interpretato da Daniel Radcliffe. Ma, dal protagonista alle scelte stilistiche, tutto appare troppo conformista.

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