Home Film consigliati Joaquin Phoenix pazzo di una “Lei” virtuale

Joaquin Phoenix pazzo di una “Lei” virtuale

467
0
CONDIVIDI

Fresco dell’Oscar alla sceneggiatura arriva al cinema il film di Spike Jonze con la sensuale voce di Scarlett Johansson e quella di Micaela Ramazzotti nella versione doppiata

 her-joaquin-phoenix-211183198

Come la tecnologia sta cambiando e influenzando le nostre relazioni umane e quanto quelle virtuali possono sostituire la concretezza di un rapporto reale anche se più difficile da gestire? Sono solo due dei temi su cui riflettere dopo aver visto “Lei”, il nuovo film di Spike Jonze (“Essere John Malkovich”, “Nel paese delle creature selvagge”), fresco vincitore del premio Oscar per la sceneggiatura originale, con Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara e la voce di Scarlett Johansson (interpretazione per cui al Festival di Roma ha vinto il premio come miglior attrice). Nella versione doppiata in italiano la voce è invece affidata a Micaela Ramazzotti.

Theodore lavora come scrittore di lettere su commissione. Dopo la separazione dalla moglie un giorno decide di acquistare un sistema operativo di nuova generazione creato per soddisfare tutti i bisogni dell’utente e che ha la sensuale voce di Samantha. Inizia così una relazione ideale, costruita sul piacere della scoperta e sul desiderio ma castrata da evidenti limiti.

“Lei” (“Her” il titolo originale) è un film filosofico, fantascientifico ma anche melodrammatico che riflette, senza puntare il dito, sull’alienazione 2.0 e sui temi ormai tradizionali nel cinema e nella lettura dai tempi di Frankenstein: le creazioni con “un’anima” dell’uomo e l’intelligenza artificiale. Sarebbe errato però limitare a questo “Her” che, pur partendo da questi spunti, racconta una storia d’amore certamente anomala per i protagonisti ma comune per le dinamiche amorose che si creano all’inizio e alla fine di una storia.
Un film memorabile, ironico, crudo e toccante con un sempre più stupefacente Joaquin Phoenix in una delle sue migliori interpretazioni. Da non perdere.

“Lei” è al cinema dal 13 marzo distribuito da Bim in 170 copie, di cui 65 (numero record) in versione originale con sottotitoli in italiano (consigliata).

_______________________________________________________________________

POSTER

her-il-poster-italiano-297768

_______________________________________________________________________

 TRAILER

_______________________________________________________________________

ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA

Maurizio Porro, Corriere della Sera
Spike Jonze, sempre con tanta voglia di stupire (Essere John Malkovich) offre un film intelligente e monocorde nella forma; nella sostanza presenta il conto di problemi attualissimi, anticipati dalla sensualità al computer del Don Jon. Il dilemma è: comanda il cuore o la parola?

Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa
Jonze intreccia un’incantevole commedia sentimentale e una riflessione non banale sull’essenza di noi stessi. Grazie al rapporto a con Theodore, Samantha matura il desiderio di assumere un corpo, provare sensazioni fisiche. E noi spettatori lo vorremmo ma non possiamo fare a meno di chiederci se l’amore virtuale vissuto da Theodore non sia da considerarsi più che reale. Del resto, come dimostra il protagonista di Le notti bianche di Dostoevskij, non è necessario ricorrere a Internet per privilegiare il sogno sulla vita: si tratta di un motivo connaturato, ed è per questo che Her risulta una commedia così vera e toccante. Premio per la migliore sceneggiatura, è anche un film in ogni senso all’altezza dei magnifici cinque in gara per l’Oscar quest’anno: eccellenti regia, fotografia, scenografia, colonna sonora; disarmante, sommessa poetica l’interpretazione di Joaquin Phoenix; deliziosa l’amica del cuore Amy Adams; sexy e accattivante la «voce» Samantha, nell’originale Scarlett Johansson, e nella versione italiana Micaela Ramazzotti.

Natalia Aspesi, la Repubblica
(…) La voce seduttrice in lingua originale è quella di Scarlett Johansson, miglior attrice (fantasma) al Festival di Roma, nella versione italiana è quella di Micaela Ramazzotti, brava quanto la diva americana, e allo spettatore giova ricordare quanto le due cineinvisibili nella realtà siano belle (…).

Dario Zonta, l’Unità
Her di Spike Jonze, riesce, nel bene e nel male, forzatamente o meno, a svolgere questo dipositivo, a fare dell’assenza (ben più forte presenza) il centro di una riflessione tutt’altro che banale perché non limitata alle questioni dell’amore (…) Jonze ha dimostrato di essere sufficientemente “metafisico” (…)

Maurizio Acerbi, il Giornale
Ha vinto il Premio Oscar per la sceneggiatura, minimo sindacale per uno dei film più interessanti e accattivanti degli ultimi anni (…) La rappresentazione che Jonze fa delle relazioni umane fa riflettere. Certo, si può obiettare che lo scenario è assurdo. Pensate, però, a come comunicava la nostra società, pochi decenni fa.

Peter Travers, Rolling Stone
Il vocale tour de force di Johansson è più che degno. Così anche il film. Da ignorare il finale morbido. Jonze è un visionario il cui lirico animo in meditazione sui futuri tagli delle relazioni va dritto al cuore del modo in cui viviamo ora.

Todd McCarthy, Hollywood Reporter
E’ un’esplorazione, un lavoro di denuncia sociale di livello molto alto, anche se un po’ vecchiotto nel prefinale e con un finale piuttosto convenzionale rispetto a tutto ciò che è avvenuto prima.

Scott Foundas, Variety
Singolare, ironica, divertente, sottilmente profonda considerazione di Spike Jonze del nostro rapporto con la tecnologia – e di lei con noi.

Valerio Sammarco, Cinematografo.it
Spike Jonze sorprende ancora.

Gabriele Niola, MYmovies.it
Un melodramma di fantascienza che non teme la tecnologia ma guarda l’uomo riflesso in essa.

_______________________________________________________________________

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here