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“Nymphomaniac”: un perverso viaggio sessuale nella solitudine

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Lars Von Trier torna al cinema con il suo film più scabroso e discusso, diviso in due capitoli, nelle sale dal 3 e dal 24 aprile. Tra qualche mese la versione hard della durata di 5 ore e mezza.

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Dopo circa due anni di chiacchiere, rivelazioni, provocazioni e anticipazioni arriva finalmente nelle sale cinematografiche il discusso “Nymphomaniac”, ultimo lavoro del controverso regista Lars Von Trier, che con questo film chiude la sua trilogia sulla depressione che lo ha visto dirigere in successione “Antichrist” e “Melancholia”.

Il titolo non lascia spazio a fraintendimenti: la storia è quella di una ninfomane raccontata da lei stessa. In una fredda sera d’inverno Joe viene trovata quasi esanime da un uomo di mezza età, Seligman, che la porta a casa dove cura le sue ferite. Joe gli narra la storia della sua vita, piena di incontri e di avvenimenti scabrosi.

Nel cast l’attrice feticcio del regista danese Charlotte Gainsbourg e l’esordiente Stacy Martin (entrambe nel ruolo della protagonista), Stellan Skarsgård, Shia LaBeouf, Connie Nielsen, Christian Slater ed Uma Thurman.

Premessa necessaria è che la sottoscritta non si sbilancerà sul giudizio del film senza averlo prima visto nella sua interezza, conditio sine qua non per recensire un’opera. Ricordiamo che la decisione di dividerlo in due capitoli (presa dai distributori) è dettata dalla durata di oltre quattro ore e non da una scelta di forma, come fu per “Kill Bill” di Tarantino per intenderci.
Un film che risulta comunque incompiuto ad ora dato che, per il mercato, è stato ulteriormente distinto in due versioni: una (questa) soft ed una hard. Una cosa però la si può affermare: a dispetto del marketing “Nymphomaniac” non è un film porno ma un film serio che ragiona sulla ninfomania mettendo a confronto istinto (Joe) e razionalità (Seligman). Non che manchino scene sessuali esplicite certo, ma l’intento è ben altro che voyeuristico. Il film è un doloroso e perverso viaggio nella solitudine e nella tristezza, in cui l’amore è percepito dalla protagonista come umiliazione e l’impulso sessuale selvaggio come peccato. Un racconto che, alternando toni drammatici e grotteschi, mostra la fredda incapacità di amare e di godere.

Von Trier stempera continuamente l’atmosfera con metafore a tratti ilari e usando matematica, musica e geometria come per mettere ordine al caos e dargli un senso. In maniera piuttosto schematica il regista danese individua 8 capitoli dai titoli eccentrici in cui, dei primi cinque mostrati, il terzo con Mrs. H/Uma Thurman è già un cult.

“Nymphomaniac vol. 1” è al cinema dal 3 aprile distribuito da Good Films, mentre il secondo tempo sarà nelle sale il 24 del mese. A breve dovrebbe uscire anche la versione integrale della durata di 5 ore e mezza.

Visita il sito ufficiale del film http://nymphomaniacthemovie.com

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TRAILER

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ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA

Washington Post
E’ impossibile ridurre Von Trier ad una montatura commerciale. Lui è un regista dannatamente troppo bravo per questo. Guardare Nymphomaniac è da ricordare per la sua superba abilità nella creazione di mondi vivaci e personaggi sullo schermo.

Variety
Il film mette di buon umore con una riflessione seria sull’auto-liberazione sessuale, spesso con riferimenti all’arte, alla musica, alla religione e alla letteratura, per quanto strano spinge il coinvolgimento con riprese di atti calcolati precedentemente, relegati alla sfera della pornografia.

IndieWire
Nymphomaniac è una grande opera che cerca, in larghissima misura, di sintetizzare organicamente il mondo, le idee e il cinema esperto di Von Trier in una tentacolare e ambiziosa favola cinematografica. Un po’ scioccante considerato l’oggetto, il materiale più stimolante in Nymphomaniac non è il sesso esplicito, ma come la sessualità viene discussa e capita.

Giancarlo Zappoli, MYmovies.it
(…) È un film dolente Nymphomaniac e molto più “morale” di quanto non si possa credere (…).

Federico Gironi, ComingSoon.it
(…) Certo, per valutare appieno l’operazione Nymphomaniac bisognerà attendere di vedere la seconda parte del film, e capire come il danese ha intenzione di tirare il bandolo della matassa, verso quale direzione andrà a parare con l’autoanalisi che è di Joe e anche sua.
Per il momento rimangono in campo suggestioni fortissime, un senso di libertà cinematografica quasi scandalosa, e alcune sequenze davvero emozionanti e memorabili: su tutte, il capitolo che vede protagonista una Uma Thurman in forma e intensa come forse non è mai stata prima d’ora.

Gabriele Capolino, Cineblog.it
Provocatorio e discontinuo, sciocco e serio: Nymphomaniac -- Volume 1di Lars von Trier arriva nella versione internazionale censurata, quindi doppiamente “monco”. In attesa della seconda parte, con qualche dubbio di troppo.

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