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Asia Argento “Incompresa” punk in cerca d’amore

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Dopo essere stato presentato nella sezione Un Certain Regard dell’ultimo Festival di Cannes, arriva nelle sale il terzo film da regista di Asia Argento, un dramma adolescenziale eccessivo ma sincero.

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E’ un film personale, di cuore, di sentimento ma anche di rabbia “Incompresa”, terzo film da regista di Asia Argento presentato in concorso nella sezione Un Certain Regard del recente Festival di Cannes.

Aria (che è anche il secondo nome della regista) è una bambina di 9 anni che si trova ad affrontare il violento divorzio dei genitori, l’uno attore, l’altra rockstar con un’adeguata scalmanata e trasgressiva vita. La piccola viene trattata come uno sgradito pacco postale da entrambi e dalle due sorellastre, più amate e coccolate di lei. In cerca di un equilibrio nella sua vita la bambina si barcamena nella caotica vita del padre e soprattutto della madre cercando l’affetto che sente mancarle.

Contrariamente ai precedenti “Scarlet Diva” e “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”, Asia Argento rimane in questo film solo dietro la macchina da presa e si affida a Charlotte Gainsbourg e Gabriel Garko, nel ruolo dei genitori della bambina interpretata dalla brava esordiente Giulia Salerno. Nel cast anche GianMarco Tognazzi, Anna Lou Castoldi (figlia di Asia e Morgan) e un cameo di Max Gazzè.

Asia Argento dichiara di aver realizzato un film molto personale ma non autobiografico, nonostante ammetta di aver vissuto alcune delle situazioni narrate. Il tono è a tratti eccessivo, ironico e sopra le righe, qualcuno lo ha definito un dramma punk ma certamente, dato la mano che lo ha concepito, è sincero ed ha uno sguardo sofferto e puro benché profondamente collerico.

Da segnalare l’ottima colonna sonora firmata, tra gli altri, da Asia e Brian Molko (leader dei Placebo).

“Incompresa” è al cinema dal 5 giugno distribuito da Good Films in 120 sale.

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TRAILER

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POSTER

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ALCUNI COMMENTI DELLA CRITICA

Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa
(…) Per la verità il tono del racconto, di cui è difficile ignorare il sottofondo autobiografico, non sempre trova la giusta misura fra ironia e allarme, distacco e autocompiacimento. Ma stilisticamente il risultato è coerente e maturo, con una fotografia che ricrea un’immagine d’epoca suggerita dalla memoria, scene e costumi divertenti e una colonna sonora impastata di Mozart, brani rock e inediti scritti dalla stessa Argento.

Fabio Ferzetti, Il Messaggero
(…) dialoghi e situazioni che rovesciano in rabbia e solitudine gli struggimenti dell’età, lasciando però un senso di stridente e forse voluta incompiutezza (…) con stile magari imperfetto ma personale.

Maurizio Acerbi, il Giornale
Che la protagonista (brava) abbia assunto il secondo nome della regista non sembra un caso, come in una sorta di “drammaturgia biografica”. Un film imperfetto, ma che amerete.

Paolo D’Agostini, la Repubblica
(…) Opzione uno. L’esagerazione, l’esasperazione grottesca è tale da denotare uno spirito ai confini del comico. Consapevolmente e tenendo in mano il controllo del tono prescelto. L’autrice si espone senza reticenze trasfigurando in chiave parossistica e pagliaccesca elementi biografici e sentimenti che la riguardano. Opzione due. Il pedale è invece quello melodrammatico. E proprio lo sguardo irridente, umoristico, canzonatorio, liberatorio in un non facile sforzo di leggerezza che convertisse il clima chiassoso e gridato dal quale la povera protagonista è assediata in una distaccata messinscena da cartone animato, è ciò che manca e che avrebbe riscattato questa passerella di crudeltà (vendicativa?) ispirata a un celeberrimo romanzo per ragazzi di 145 anni fa, Incompreso della scrittrice londinese Florence Montgomery.

Federico Pontiggia, Cinematografo.it
(…) Da Cannes alla sala, l’opera terza di Asia Argento: ironico e intimo, un coming of age poco “evoluto”.

Paola Casella, MYmovies.it
(…) Incompresa si colloca nel filone dell’infanzia allo sbando raccontata ad altezza di bambino, ma sceglie un terreno intermedio che non sceglie né il grottesco surreale delle favole nere di Todd Solondz, né il realismo crudo de I quattrocento colpi, e nemmeno la grazia impacciata di Baci rubati, sempre di Truffaut (…).

Federico Gironi, ComingSoon.it
(…) Incompresa è un film vivo, imperfetto e sbilanciato come la vita. E non è ruffianeria o facile ammiccare, se alla fine del film Asia fa dire al suo alter ego che, nel raccontare la sua storia, non voleva impietosire ma solo farsi conoscere meglio.
Perché in fondo il cinema (e la vita) è anche quello, aprirsi a qualcuno, farsi vedere, farsi conoscere.
Chiedere attenzione e amore.

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