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“Torneranno i prati”, indispensabile non dimenticare l’orrore della guerra

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Al cinema il nuovo film di Ermanno Olmi dedicato ai soldati italiani traditi, morti durante la Prima Guerra Mondiale. Video intervista ai protagonisti Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti e Francesco Formichetti.

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Non è un grande storia sulla guerra gonfia di effetti speciali o ricostruzioni di battaglie quello che Ermanno Olmi ci racconta in “Torneranno i prati”, ma un indispensabile racconto evocativo su cosa significhi la guerra per chi è in trincea a combattere per il proprio paese (o almeno così crede). Il regista bergamasco dedica il suo ultimo film al ricordo del padre “che quand’ero bambino mi raccontava della guerra dov’era stato soldato”, ossia la Prima Guerra Mondiale, e lo fa nella maniera più toccante possibile: immergendo lo spettatore in un clima spettrale, solitario, di terrore da cui non è possibile fuggire

Fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917: in un avamposto delle linee italiane, a pochi metri da quelle austriache, c’è un gruppo di soldati guidati da un capitano piegato dalla febbre. Arrivano all’avamposto un maggiore e un giovane tenente con ordini che vengono dall’alto e che non possono tenere conto delle terribili condizioni in cui si trovano i soldati. Intensi protagonisti del film Claudio SantamariaAlessandro Sperduti e Francesco Formichetti.

Per Olmi “Torneranno i prati” è un film indispensabile perché “Bisogna raccontare il grande tradimento fatto nei confronti di quelle persone che sono morte e non hanno mai saputo perché”, spiega in un video messaggio data la sua assenza alle conferenza stampa a causa di una sospetta broncopolmonite. Il pensiero del regista è per “Quei ragazzi che avevano creduto in migliaia al concetto di Patria e sono stati sacrificati all’arroganza dei potentati. I loro veri nemici non erano nella trincea di fronte a loro, ma in chi ce li ha mandati ad uccidere gente come loro”.

Tratto da un racconto, il film esce in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale ma il regista vuole che vada in un senso diverso rispetto alle celebrazioni. “Ora celebriamo il centenario di quella guerra, con discorsi e bandiere, ma bisogna sciogliere ancora il nodo dell’ipocrisia e della vigliaccheria. Mi auguro che in queste celebrazioni si trovi il modo di chiedere scusa ai tanti soldati che abbiamo mandato a morire senza spiegare loro perché. Della Prima Guerra Mondiale non è rimasto più nessuno di coloro che l’hanno vissuta e nessun altro potrà testimoniare con la propria voce tutto il dolore di quella carneficina”. Il timore è che “non si vedrà più niente e tutto quello che hanno patito non sembrerà vero”. Ecco il motivo per cui serve un film per non dimenticare perché, come recita la frase del pastore Toni Lunardi che chiude il film, “La guerra è una brutta bestia che gira il mondo e non si ferma mai”.

Dopo un’anteprima il 4 novembre, anniversario dell’Armistizio, in oltre cento paesi e in una istituzionale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “Torneranno i prati” è al cinema dal 6 novembre, distribuito in oltre 100 sale da 01 Distribution.

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Video intervista ai protagonisti Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti e Francesco Formichetti, realizzate da Marilena Vinci.

Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti, Francesco Formichetti

Santamaria, Sperduti e Formichetti - Intervista Torneranno i prati, RB Casting

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TRAILER

Torneranno i prati - Trailer ufficiale

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POSTER

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