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“Styx” nelle sale italiane dal 15 novembre, ma prima in Parlamento Europeo

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Roma, 9 novembre 2018 – Si è svolta questa mattina al Cinema Lux la conferenza stampa di “Styx”, l’ultimo film del regista austriaco Wolfgang Fischer che uscirà nelle sale il prossimo 15 novembre con Cineclub Internazionale. Presenti in conferenza il regista, il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury e il distributore Paolo Minuto.

Il film, che ha già ricevuto molti premi internazionali e mercoledì prossimo approderà direttamente al Parlamento Europeo per il Premio Lux, acquista una valenza sociale, politica e culturale enorme in un momento come questo in cui l’immigrazione è al centro del dibattito pubblico.

Il film – una sorta di Kammerspiel che si svolge quasi tutto in mare – è un’allegoria del nostro mondo diviso e dell’ambivalenza nei confronti dei profughi: non tratta in senso stretto il tema dell’accoglienza e dell’immigrazione, ma quello della responsabilità collettiva e individuale del soccorso per chi è profugo e in fuga e si trova in pericolo di vita.

“Styx” ha già vinto il Premio della Giuria Ecumenica e il Label di Europa Cinemas alla Berlinale 2018 e ha appena ottenuto il prestigioso Human Rights Film Award 2018, che sarà consegnato a Norimberga l’8 dicembre prossimo. Attualmente è uno dei 3 titoli candidati al Premio Lux del Parlamento Europeo, che sarà annunciato il 14 novembre a Strasburgo. È anche tra i 50 film selezionati per gli EFA – European Film Awards 2018, che saranno assegnati il 15 dicembre a Siviglia, ed è tra i 5 film nominati per l’EUFA – European University Film Award.

Un film con Susanne WolffGedion Wekesa OduorAlexander BeyerInga Birkenfeld.

LA STORIA

Colonia: pochi secondi dopo un incidente stradale, il ferito è tratto in salvo, circondato di macchine e soccorsi, esempio perfetto dell’Occidente capitalista, efficiente e garantito. Il medico dell’ambulanza è Rike.

Con uno stacco repentino, Rike, quarantenne, appassionata velista (interpretata da Susanne Wolff, essa stessa con patentino internazionale di velista), parte, solitaria, da Gibilterra – dove le scimmie (le “bertucce di Gibilterra”, simbolo della colonia) si aggirano in un apparentemente simbiotico rapporto fra natura e cultura – con la sua barca modernissima e attrezzatissima alla volta dell’isola di Ascensione, un paradiso in terra in mezzo all’Oceano Atlantico, fra l’Africa e il Sudamerica.

Nei momenti di bonaccia sfoglia un sontuoso volume illustrato che le mostra in anteprima quel che vedrà con i suoi occhi. Anche in situazioni estreme si sa destreggiare con grande perizia, neanche una tempesta di quelle forza 9 le fa perdere il controllo, la macchina da presa le gira intorno, da ogni possibile posizione la tallona e lei è sempre padrona del piccolo mondo della barca, del grande mondo dell’oceano.

Dopo una tempesta si trova non lontano di un battello alla deriva pieno di persone che hanno urgente bisogno di aiuto… Solo un ragazzo, nuotando disperatamente, riesce ad aggrapparsi alla barca di Rike, molti altri naufraghi la barca non li conterrebbe comunque… Ma Rike non si dà per vinta, e neanche il ragazzino – che indossa una maglia di Ronaldo, simbolo del nostro paradiso – si dà per vinto e, accompagnando il gesto con la recitazione di una specie di rosario laico, butta in mare una bottiglia d’acqua per ogni amico, fratello, compagno che forse non ce la farà a salvarsi.

Dopo reiterati “S.O.S.”, la guardia costiera ordina a Rike di non immischiarsi perché non ha i mezzi per essere d’aiuto, ma il suo senso di responsabilità la tormenta. Se ne andrà sapendo che delle persone perderanno la vita in mare?

 

 

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