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“Gli anni amari” al cinema dal 2 luglio

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Un film di Andrea Adriatico che racconta la vita di Mario Mieli, attivista del nascente movimento omosessuale, intellettuale, scrittore, performer, morto suicida a 30 anni nel 1983

ph: Nicola Di Benedetto e Tobia De Angelis

Dopo l’annunciata data del 12 marzo scorso, poi rimandata a causa del Covid-19, “Gli anni amari” arriva in sala. Il nuovo film di Andrea Adriatico uscirà il 2 luglio, distribuito da I Wonder Pictures. Oltre al Cinema Beltrade e al Cinema Centrale di Milano, si stanno definendo le sale delle altre città, oltre ad arene ed eventualmente drive-in.

Con il suo quinto lungometraggio, il regista Andrea Adriatico rilegge gli anni 70 attraverso la vita di uno dei suoi protagonisti più originali ed estremi: Mario Mieli, ideologo di una sessualità oltre gli schemi, attivista del nascente movimento omosessuale, intellettuale, scrittore, performer, morto suicida a 30 anni il 12 marzo 1983. Il regista, che con Grazia Verasani e Stefano Casi ha anche curato la sceneggiatura, arriva al film “Gli anni amari” su Mieli dopo anni di preparazione e ricerche, ed espone i frammenti di una vita brevissima ma intensa.

Nel cast Nicola Di Benedetto (Mario Mieli), Sandra Ceccarelli (Liderica, la madre), Antonio Catania (Walter, il padre), Tobia De Angelis (Umberto Pasti), Lorenzo Balducci (Giulio, uno dei fratelli), Giovanni Cordì (Piero Fassoni), Francesco Martino (Corrado Levi), Davide Merlini (Ivan Cattaneo).

Prodotto da L’Altra Cinemare con Rai Cinema, in collaborazione con Pavarotti International 23 srl, con il sostegno del MiBAC – Direzione Cinema, con il contributo di Emilia Romagna Film Commission e Apulia Film Commission, il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2019.

La sinossi ufficiale:

Il film ripercorre la vita e i luoghi di Mario Mieli, tra i fondatori del movimento omosessuale nostrano nei primi anni 70. Nato nel 1952 a Milano e morto suicida nel 1983, prima dei 31 anni, Mario fu attivista, intellettuale, scrittore, performer, provocatore, ma soprattutto pensatore e innovatore dimenticato. Figlio di genitori benestanti e penultimo di sette figli, vive una vita intera in un rapporto complicato con il padre Walter e la madre Liderica. 

La pellicola ne segue i passi a partire dall’adolescenza al Liceo Classico Giuseppe Parini di Milano. La gioventù e la vita notturna sfrenata, quando ancora omosessualità era sinonimo di disturbo mentale. Il viaggio a Londra e l’incontro fondamentale con l’attivismo inglese del Gay Revolution Front. 

Il ritorno in patria e l’adesione al “Fuori!”, prima associazione del movimento di liberazione omosessuale italiano – La fondazione dei “Collettivi Omosessuali Milanesi” e la pubblicazione del saggio “Elementi di critica omosessuale”. La popolarità mediatica ma anche le turbe mentali.

Mario è protagonista assoluto, attorno al quale gravitano nomi e volti di amici e compagni che, con lui, hanno contribuito a cambiare la storia: Corrado Levi (architetto, docente, artista), Piero Fassoni (pittore), Ivan Cattaneo (cantante), Angelo Pezzana (fondatore del primo movimento omosessuale italiano, il “Fuori!”), Fernanda Pivano (scrittrice e traduttrice), Milo De Angelis (poeta), Francesco Siniscalchi (massone che denunciò Licio Gelli e la P2). Fino all’intensa e sofferta storia d’amore con il giovanissimo Umberto Pasti, futuro scrittore.

 

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