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“Gloria Mundi” dal 13 maggio al cinema

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Photo: Ariane Ascaride in “Gloria Mundi”

Premiato con la Coppa Volpi per la migliore attrice ad Ariane Ascaride alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, “Gloria Mundi” è il nuovo racconto corale che riunisce la grande famiglia del cinema di Robert Guédiguian, già autore di film amatissimi sia in Francia che in Italia, come “Marius e Jeannette” e “La casa sul mare”.

Prodotto da Marc Bordure, Robert Guédiguian e Angelo Barbagallo, il film uscirà nelle sale italiane il 13 maggio distribuito da Parthénos.

Dopo aver scontato una lunga condanna, Daniel esce di prigione e torna a Marsiglia. Sylvie, la sua ex moglie, l’ha avvertito che è diventato nonno: Mathilda, la loro figlia, ha infatti dato alla luce Gloria. Il tempo è passato, e ognuno si è fatto o rifatto una vita… Andando a conoscere la bambina, Daniel scopre una famiglia che lotta in ogni modo per restare in piedi: quando un colpo del destino spezza questo fragile equilibrio Daniel farà di tutto per aiutarla.

Nel cast Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Anaïs DemoustierRobinson Stévenin, Lola Naymark e Grégoire Leprince-Ringuet.

“Per parafrasare Marx – spiega Robert Guédiguian nelle note di regia del film – ovunque regni il neocapitalismo ha schiacciato relazioni fraterne, amichevoli e solidali, e non ha lasciato altro legame tra le persone se non il freddo interesse e il denaro, annegando tutti i nostri sogni nelle gelide acque del calcolo egoistico. È ciò che questo racconto sociale vuol mostrare attraverso la storia di una famiglia fragile come un castello di carte. Ho sempre pensato che il cinema dovrebbe commuoverci, a volte presentandoci un esempio del mondo come potrebbe essere, altre mostrandoci il mondo così com’è… In breve, abbiamo bisogno sia di commedie che di tragedie per continuare a mettere in discussione il nostro stile di vita… E dobbiamo continuare a interrogarci più che mai in questi tempi difficili, per non soccombere all’illusione che ci sia qualcosa di naturale nella società in cui viviamo”.

 

 

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