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Addio a Sue Lyon, la scandalosa “Lolita” per Kubrick

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L’attrice aveva 73 anni, era malata da tempo. Nominata agli Oscar e vincitrice di un Golden Globe come migliore esordiente.

È morta a Los Angeles l’attrice statunitense Sue Lyon, aveva 73 anni ed era da tempo malata. Celebre per il suo ruolo in “Lolita”, film del 1962 del regista Stanley Kubrick. A riportare la notizia della morte è il New York Times.

Ultima di cinque figli, pochi mesi dopo la sua nascita perse il padre, che lasciò la famiglia in una grave situazione economica che spingerà nel 1958 la vedova Sue Karr Lyon a trasferirsi in California, nei dintorni di Los Angeles; in questa città la giovane Suellyn mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo posando come modella per un catalogo della catena di grandi magazzini J. C. Penney e partecipando come attrice bambina con piccoli ruoli alle serie televisive “Dennis la minaccia” e “Letter to Loretta”.

Sul set di quest’ultimo show, la ragazza venne notata dal regista Stanley Kubrick, che la propose nella produzione del film “Lolita” (1962) per il ruolo da protagonista accanto a James Mason e Shelley Winters: dopo un colloquio tenuto con lo stesso regista e con il produttore James B. Harris, e con il benestare di Vladimir Nabokov, autore del romanzo e della sceneggiatura da cui la pellicola era tratta, la quattordicenne Sue Lyon venne ingaggiata, battendo così la concorrenza di ben altre 800 aspiranti. Il film racconta la storia della scandalosa ossessione di un uomo maturo per una ragazza giovanissima. Per la sua interpretazione accanto a Mason e Winters ottenne una nomination all’Oscar e vinse il Golden Globe come migliore attrice esordiente.

Il ruolo di Lolita trasformò in breve tempo Sue Lyon in una promettente stellina di Hollywood, consentendole di interpretare altri ruoli di giovane tentatrice, piuttosto conturbante e audace per l’epoca, come in “La notte dell’iguana” (1964) di John Huston, “Missione in Manciuria” (1966) di John Ford, “L’investigatore” (1967) di Gordon Douglas e “Carta che vince, carta che perde” (1967) di Irvin Kershner. Tutti film in cui la Lyon ebbe l’opportunità di recitare accanto a famosi attori.

Tuttavia alla fine di quel decennio, e superata l’adolescenza, il successo si affievolì e il cinema tese rapidamente a dimenticarla, ricordandola soprattutto nel famoso film di Kubrick e anche in quello di Huston.

Saltuariamente attiva sulle scene, dopo essere apparsa in qualche produzione televisiva minore e nel film horror “Alligator” (1980) di Lewis Teague, che non riscosse un grande successo, l’attrice si ritirò definitivamente dal mondo dello spettacolo e dalle apparizioni in pubblico.

[Fonte biografia Wikipedia]

 

 

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