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France Odeon 2012: donne protagoniste con Audrey Tautou e Luisa Ranieri

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Dalla nostra inviata Marialuisa Di Simone. Terzo giorno.

FIRENZE – Le donne sono le grandi protagoniste della terza giornata di France Odeon, la rassegna dedicata al cinema francese che si chiuderà stasera a Firenze. Si concentra su una figura femminile inquieta e anticonvenzionale, infatti, l’ultimo film di Claude Miller, “Thérèse Desqueyroux”, visto ieri in anteprima assoluta (in Francia uscirà il 21 novembre) all’Odeon per l’omaggio al regista recentemente scomparso. Interprete magistrale è l’accattivante Audrey Tautou, scelta anche per il manifesto del Festival. L’ospite del giorno è stata invece la nostra Luisa Ranieri, che ha accompagnato la commedia poliziesca di Dominique Farrugia “Le marquis”, dove interpreta la pupa del gangster accanto a Franck Dubosc e Richard Berry. Chiusura in bellezza con la proiezione di “Augustine”, opera prima di Alice Winocour e rivelazione della Semaine de la Critique di Cannes 2012. Nel cast del bel film ambientato nella Parigi di fine ‘800 e dedicato ancora una volta all’esplorazione dell’animo femminile, Vincent Lindon, Chiara Mastroianni e la giovanissima Soko.

“E’ bello e difficile essere qui – ha detto Nathan Miller, sceneggiatore e figlio del regista – Firenze è la città che per prima ha selezionato un mio film ed è l’unico posto al mondo dove sono venuto solo con mio padre. Era un uomo eccessivamente segreto, che prima di essere genitore era regista: quando dovevamo parlare di affetti discutevamo di cinema, era il nostro modo di dirci ‘ti voglio bene’. Tutti i suoi film parlano di lui, per conoscerlo basta guardarli”. Ambientato nelle Lande degli anni ’20, “Thérèse Desqueyroux” rielabora il romanzo di François Mauriac: Thérèse diventa la signora Desqueyroux per non disperdere il patrimonio di famiglia ma, a causa del suo spirito libero e delle idee avanguardiste, non riesce a rispettare le tradizioni della regione. Per liberarsi del destino che le è stato imposto tenterà di tutto, anche l’avvelenamento del marito (Gilles Lellouche).

Di genere completamente diverso il film interpretato da Luisa Ranieri, una sorta di parodia del genere poliziesco. “Io sono Olga, una ragazza senza opinioni e un po’ tonta – ha spiegato l’attrice che a Natale vedremo nel nuovo cinepanettone di Neri Parenti – quando il regista mi ha chiamata per propormi il ruolo ci sono rimasta un po’ male, poi l’ho presa come una sfida: per me è la prima volta, di solito questi personaggi sono interpretati dalle bionde. Mi sono ispirata a quelle attrici sopra le righe, come Marilyn Monroe o Valeria Marini, finte stupide con un certo spessore”. L’interprete napoletana ha anche parlato dei suoi primi passi nel cinema francese. “Sei anni fa avevo voglia di andare un po’ all’estero – ha detto – e così ho deciso di trasferirmi a Parigi, dove ho cominciato a prendere lezioni di francese. Intanto, con la mia agente, abbiamo deciso di fare qualche provino, mi sono ritrovata nel cast di ‘Le marquis’ e in ‘Benvenuti a bordo’. Il modo di lavorare dei francesi? Non penso sia molto diverso dal nostro: anche noi siamo bravi, solo che abbiamo meno mezzi. Certo in Francia l’approccio è più industriale, c’è la commedia di genere e quella d’autore senza particolari snobismi”.

Alla domanda se in Francia esista una maggiore varietà di ruoli femminili, però, Ranieri non ha dubbi: “E’ il grande limite del nostro cinema, per le donne ci sono sempre le stesse parti e se un’attrice riesce bene in un personaggio è fregata! Interpreterà sempre quello…In Francia è diverso, pensano a te come a un’energia creativa da utilizzare al meglio. Sono passati i tempi in cui, in Italia, si scrivevano ruoli meravigliosi per le donne: penso a Sofia Loren in ‘Una giornata particolare’ o a Monica Vitti in ‘La ragazza con la pistola’. Un raro esempio di ruolo interessante scritto, negli ultimi anni, per una donna è stato quello per Donatella Finocchiaro, nel film ‘Angela’ di Roberta Torre. Non è un caso che a scriverlo sia stata una regista ed è un peccato non abbia avuto lo spazio che meritava”.

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