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“The Lives of Mecca”, il doc sull’Handball in anteprima al Piemonte Movie gLocal

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“The Lives of Mecca”, opera prima del giovane regista milanese Stefano Etter, arriva in anteprima nazionale giovedì 10 marzo (ore 20.30, sala Il Movie) al 15° Piemonte Movie gLocal Film Festival (Torino, 9-13 marzo 2016), tra i dieci finalisti in concorso nella sezione #PanoramicaDoc. Prodotto da Pic Film, CISA (Conservatorio Internazionale Scienze Audiovisive), Una Film Srl e RSI (Radiotelevisione Svizzera), il film sarà proiettato alla presenza del regista.

Girato nella penisola di Coney Island a New York City, il film di Etter racconta la realtà quotidiana de La Mecca, un posto dove si può fare terapia di gruppo senza raccontare i propri problemi. Qui i “pazienti” non stanno seduti in cerchio a parlare. Si chiamano handballers e si sfidano correndo e scagliando contro un muro una pallina chiamata “big blue”. A mani nude.

Negli Stati Uniti l’Handball è uno “sport di strada” tra i più diffusi e praticati dai giovani, ma meno riconosciuti a livello professionale. E La Mecca è il luogo di culto di Coney Island dove trovare i migliori handballers. A raccontare come uno sport possa diventare terapia e occasione di riscatto sono tre suoi abituali frequentatori: Patrick Adams, un barbone col fare da analista che aiuta i compagni di gioco a scovare ed eliminare gli aspetti negativi delle loro vite; Tom Vitali, Grand Master di Handball, ex tossicodipendente, assassino ed ergastolano graziato nonché leggenda vivente dell’Handball ed esempio di riscatto; “Crazy” Johnny Razo, spacciatore e tossicodipendente che nonostante l’età vive ancora una vita sregolata ma che trova il proprio equilibrio solo praticando questo sport.

“Tre uomini che, inconsapevolmente, hanno riaperto una ferita della mia vita personale, facendomi dubitare di alcune dolorose prese di posizione. Questo documentario è la storia dei giocatori della Mecca, del loro rimedio ai malesseri del quotidiano attraverso lo sport e la comunità”, dichiara il regista parlando della realizzazione del documentario che l’ha coinvolto ad un livello empatico molto profondo.

Stefano Etter, milanese classe 1988, laureato con Lode presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, si è specializzato in regia cinematografica presso il CISA di Lugano, con particolare attenzione al campo della video arte e del documentario. Il suo primo cortometraggio “La Stanza” è stato nominato per i David di Donatello e selezionato in diversi festival internazionali tra cui il Los Angeles WIFF e Baltimore WAMM Fest.

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