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“Fighter” di Jero Yun vince la 19esima edizione del Florence Korea Film Fest

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Photo: Lim Sung-mi in “Fighter” di Jero Yun

“Fighter” di Jero Yun si aggiudica il premio come miglior film della 19esima edizione del Florence Korea Film Fest, con la storia di Ji-na, donna nord-coreana rifugiata a Seoul, che riscatterà una vita ai margini grazie alla passione per la boxe. Si conclude così il festival dedicato alla cinematografia della Corea del Sud, con la premiazione che si è svolta al cinema La Compagnia di Firenze. Sarà possibile continuare a vedere gli spettacoli della rassegna fino al 3 giugno online, in streaming sulle piattaforme Più Compagnia e MYmovies.it.

Il film è stato selezionato tra quelli in concorso nella sezione “Orizzonti Coreani”, i nuovi successi del cinema sudcoreano. La giuria – presieduta da Simone Tarditi (critico di Vero Cinema) e composta da Alessandro Tiberio (della distribuzione Valmyn), Francesco D’Elia (musicista e compositore dei Sex Pizzul), Zoe Giudice (producer per Bottegacinema) e Maria Saccà (giornalista) – ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “Traspare da questo film un cinema autentico, senza filtri, rabbioso, umano, realistico: in una parola, vero. ‘Fighter’, che poggia interamente sull’eccellente interpretazione dell’attrice Lim Sung-mi, ‘pedinata’ con camere a mano e al centro di quasi ogni inquadratura, è il ritratto di una donna dalle molte battaglie: interpersonali, identitarie, famigliari, sociali. Il bisogno di rivalsa vissuto dalla protagonista travalica la sua condizione di esule e rifugiata, diventando l’emblema di chiunque debba mediare tra il possedere un talento e il farlo emergere senza averne i mezzi. Sul piano politico e del complesso dialogo culturale tra la Corea del Nord e quella del Sud, ‘Fighter’ racconta senza retorica quanto la lacerazione nello spirito nazionale dei due paesi costituisca una ferita ancora aperta e mai totalmente rimarginabile, fulcro narrativo anche dell’esemplare ‘The Net – Il Prigioniero Coreano’ di Kim Ki-duk, straordinario regista omaggiato attraverso una retrospettiva a questa edizione del festival. E come lui, anche Jero Yun è un autore le cui caratteristiche gli potranno permettere di scrivere definitivamente il suo nome nella storia del cinema coreano”.

La pellicola rappresenta una perfetta metafora di tenacia, riscatto e spirito di adattamento. La visione invita alla riflessione sugli equilibri sociali attuali e sul rapporto storico con la Corea del Nord, in una chiave intimista e indipendente, quella di Jero Yun, regista classe 1980, con oltre dieci pellicole all’attivo nell’ultimo decennio. Il lungometraggio segue la vita della giovane donna, nord-coreana rifugiata in Corea del Sud in attesa del ritorno del padre, mentre costruisce un nuovo futuro, grazie alla pratica del pugilato. Il film ha partecipato all’ultimo Festival internazionale del cinema di Berlino 2021, nella categoria Generation 14 Plus, oltre che alla rassegna cinematografica coreana di Busan (BIFF 2020).

Per la sezione “Independent Korea” il premio va, invece, a “A Distant Place” di Park Kun-Young. Queste le parole della giuria: “Incantevole a livello visivo per la scelta quasi pittorica nel ritrarre paesaggi e ambienti bucolici, il film è una pastorale coreana con grande anima autoriale. Le modalità narrative, attraverso una sceneggiatura più scarna rispetto ai grandi sforzi registici, sanno rivelare dei potenti contrasti emozionali sotto un’apparente superficie di ordinarietà. Infatti, ‘A Distant Place’ pone in discussione i modelli relazionali su cui per secoli si è fondata quella stessa società umana che è ora colta in tutte le sue trasformazioni. Il senso ultimo del film, sul ciclo della vita e sulla coesistenza di nature diverse, ci ricorda quanto l’esistenza sia un equilibrio fragile e quanto l’universo finisca col metterci tutti sullo stesso piano di fronte al nascere, al vivere e al morire. La libertà individuale, la condivisione di valori comunitari e il rispetto per il prossimo devono essere gli elementi costitutivi per un’evoluzione sociale quanto mai necessaria”.

Il film che si aggiudica il Premio del Pubblico è “Recalled”, thriller poliziesco diretto da Seo Yoo-min, su una donna che inizia a vedere il suo futuro dopo aver perso la memoria.

La manifestazione, ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione Taegukgi – Toscana Korea Association, è organizzata con il supporto Fondazione Sistema Toscana, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, KOFIC – Korean Film Council insieme ai main sponsor Conad e Unipol Sai.

Sito Ufficiale: www.koreafilmfest.com

 

 

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