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Torino Film Festival 2012: l’orgoglio di Gianni Amelio

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E’ “orgoglioso” l’aggettivo con cui Gianni Amelio definisce il suo stato d’animo nel presentare il cartellone del 30° Torino Film Festival (TFF), in programma dal 23 novembre al 1° dicembre. “Ho puntato sulla forza di questo festival e dei festival in generale: la capacità di essere la prima voce che fa partire il passaparola su un film”.

Sedici i titoli in concorso, tutte opere prime e seconde, fra cui tre italiani: “Noi non siamo come James Bond” di Mario Balsamo, “Smettere di fumare fumando” di Gipi e “Su Re” di Giovanni Columbu. “Ci metto la mano sul fuoco: almeno otto sono da quattro stellette, gli altri da tre”, afferma con convinzione Amelio.

Tra i film della sezione Festa Mobile, “Quartet”, l’esordio alla regia (a 75 anni) di Dustin Hoffman, l’anteprima dell’atteso “Anna Karenina”, versione pop dell’omonimo romanzo di Tolstoi diretto da Joe Wright, il nuovo film dei registi di “Miss Little Sunshine” dal titolo “Ruby Sparks”, “L’ultimo pastore” di Marco Bonfanti e “Etoile du jour” di Sophie Blondy in cui Iggy Pop fa l’angelo custode in moto. Spazio anche a temi delicati, come il desiderio sessuale di un paraplegico e un viaggio nel mondo dei rom, vengono trattati, rispettivamente, con la tenerezza della commedia in “The Sessions” di Ben Lewin (con Helen Hunt) e in “Dimmi che destino avrò” di Peter Marcias.
Il Gran Premio Torino sarà assegnato a Ken Loach ed Ettore Scola.

In totale sono 223 i film in cartellone, 100 tra retrospettiva e corti, e dei restanti 173 ben 75 sono opere prime e seconde.

Protagonista della retrospettiva di quest’edizione è Joseph Losey, cineasta sconosciuto ai più, come ammette Emanuela Martini, vicedirettore del TFF, ma che crede saprà appassionare i cinefili. Ci sarà anche un omaggio a Carmelo Bene per il decennale della sua morte. Il “Rapporto confidenziale” è dedicato al tema ossessioni e possessioni, ad aprire sarà “Chained” della figlia di David Lynch, Jennifer e a chiudere l’horror “Christmas with the Dead”, prodotto dallo scrittore Joe Lansdale e diretto dal figlio Terrill Lee Lankford.

La differenza tra Venezia, Roma e Torino? “Lo spettatore. – spiega Amelio – Al Lido ci sono gli addetti ai lavori, quelli di Roma non li conosco, a Torino ci sono i cineasti in pectore, quelli che hanno già messo un piede nel mondo del cinema”. Per quanto riguarda i film, invece: “Non sono quelli che si trovano il giorno dopo al cinema, penso all’imbarazzo della gente che fa la coda all’Auditorium di Roma per un titolo che tre giorni dopo è già al cinema”.

La madrina d’apertura del 30° Torino Film Festival sarà Claudia Gerini, quella di chiusura Ambra Angiolini, mentre la Giuria, che comprende anche il compositore Franco Piersanti, sarà presieduta da Paolo Sorrentino. Per celebrare il 30esimo compleanno del TFF Altan (in onore  di cui esiste il premio Cipputi) ha disegnato la locandina di quest’edizione.

Tutto questo con meno di due milioni di euro di budget, ovvero circa un sesto di Venezia e Roma. All’inevitabile domanda sul problema dell’eccessiva vicinanza col Festival di Roma (il cui inizio quest’anno è slittato al 9 novembre) Amelio risponde: “la difficoltà non per noi ma per spettatori e giornalisti: avevo chiesto al ministro due settimane di distanza, ma poi ha fatto marcia indietro”.

Con questa 30esima edizione termina il quadriennio del regista calabrese alla direzione del festival, e già si vocifera di Gabriele Salvatores come probabile successore: “La fine di questa esperienza sta nell’ordine delle cose, perché sono un regista prestato al festival. Certo se m’avessero fatto prima una telefonata anziché leggere sui giornali il nome del mio successore o avessero aspettato la fine di questa edizione sarebbe stato più educato e gentile”.

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