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“Se sei così, di dico sì”, con la strana coppia Solfrizzi-Belén

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Video intervista a Eugenio Cappuccio

Per il suo ultimo film, una commedia interessante e divertente dal retrogusto malinconico, Eugenio Cappuccio sceglie una strana coppia: Emilio Solfrizzi e Belén Rodriguez, l’uno nei panni di un cantautore fallito che trent’anni prima ha venduto quasi un milione di dischi con un unico tormentone estivo, l’altra interprete di una diva mondiale che trasforma in oro tutto quello che tocca. Da un’idea di Antonio Avati che lo produce con Medusa e Sky Cinema, “Se sei così, ti dico sì” (nelle sale con 350 copie) parla di due modi diversi di amministrare il successo, di quanto possa essere crudele certa tv, ma soprattutto racconta il disagio di un perdente di fronte a una società dello spettacolo che pretende la vittoria a tutti i costi.

L’ex cantante pop Piero Cicala (Emilio Solfrizzi), dopo il successo folgorante di un’estate con il brano “Io, te e il mare”, si ritrova a cucinare polipi nel ristorante pugliese dell’ex moglie (Iaia Forte). La sua vita scorre tranquilla fino a quando non arriva un emissario (Fabrizio Buonpastore) che gli propone di partecipare a una trasmissione tv sulle vecchie glorie del passato, “I Migliori Anni”. Inizialmente titubante, l’uomo si lascia convincere dagli amici e, grazie a una trasformazione “prodigiosa” con tanto di trucco e parrucchino (complice l’amico barbiere interpretato da Totò Onnis), accetta di tornare ad essere il Cicala di un tempo. Arrivato a Roma con completo vintage tempestato di bottoni in madreperla e occhialoni scuri, Piero si imbatte nella bellissima Talita Cortès (Belén Rodriguez), una star argentina inseguita dai paparazzi e venerata dalle folle. Divertita da questo cantante demodé, Talita lo inviterà in America per esibirsi davanti a una comunità italo-americana. Ma così facendo accenderà in lui la speranza di un improbabile ritorno al successo.

L’idea del film non è originale (ricorda tanto il Toni Servillo di “L’uomo in più”), ma è comunque buona e ben sviluppata, grazie al talento di Cappuccio e all’interpretazione di un superbo Solfrizzi, abilissimo nel rendere le molteplici sfumature del personaggio con un unico sguardo o con un semplice movimento delle mani. Belén interpreta sé stessa a tutto tondo, praticamente “un’azienda che cammina”, e come tale risulta perfettamente in parte.

EUGENIO CAPPUCCIO - intervista (Se sei così, ti dico sì) - WWW.RBCASTING.COM

 

Alcuni commenti della critica:

“Cappuccio si conferma ottimo direttore di cast: la star è Solfrizzi che fa del fallito cantante che ballò una sola estate un bel personaggio pieno di chiaroscuri e di sfumature e con una profondità di sguardo fuori dal comune…Belén Rodriguez, in un ruolo provvisto di autoparodia è spiritosa, non sbaglia una mossa, invoca la priorità dei soldi e ha una contagiosa e triste leggerezza che la rendono attuale”.
Maurizio Porro, Corriere della Sera

“Avrebbe tutte le carte in regola per essere un film importante. Uno di quelli capaci di cristallizzare in un pugno di volti e atmosfere il sentimento di un’epoca. Invece cincischia, la tira in lungo, gira attorno al soggetto e ai personaggi senza mai sferrare davvero l’affondo”.
Fabio Ferzetti, Il Messaggero

“Un film ben calibrato fra l’umorismo delle situazioni e la malinconia dei caratteri sullo sfondo di una società spettacolo sempre più degradata. Solfrizzi si impadronisce appieno del personaggio, mentre Belén risulta per la prima volta convincente sullo schermo”.
A.LK., La Stampa

“Eugenio Cappuccio torna a raccontare i vinti e fa del terzo il suo film (quasi) perfetto, usando le macchine fotografiche per regalarsi due luci diverse: terragna la provincia, plastificata Roma. Non mancano sbavature, insicurezze e invasioni, ma la riflessione sulla nostrana società dello spettacolo va a segno”.
Federico Pontiggia, Il Fatto Quotidiano

 

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