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Il ritorno old style dei Muppet: un tuffo nel passato con Kermit & Co.

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In un’epoca dominata da strabilianti effetti cinematografici e dal 3D, cui cedono anche autori come Martin Scorsese e Wim Wenders, sembra quasi anacronistico il ritorno al cinema dei Muppet, le creature metà marionette e metà puppet (pupazzo) nate negli anni ’70 dalla mente di Jim Henson. Chi delle generazioni degli anni ’70 e ’80 e non solo, non ricorda Kermit, Miss Piggy, Fozzie, Gonzo, Animal? E’ da questo fortissimo punto di partenza nostalgico che bisogna iniziare per parlare de “I Muppet”, il film della Disney diretto da James Bobin, al cinema dal 3 febbraio.

La storia, scritta da Nicholas Stoller insieme a Jason Segel (che è uno degli interpreti in carne e ossa), ricorda molto quella dei “Blues Brothers” e racconta della reunion dei Muppet, dopo un lungo periodo di lontananza, per salvare il loro teatro dalle grinfie di un magnate senza scrupoli che vuole raderlo al suolo per sfruttare un pozzo di petrolio che si trova proprio lì sotto. Ad aiutarli sarà Walter, un fan cresciuto con il mito dei Muppet che farà di tutto pur di far rivivere i ricordi della sua infanzia.

Dopo un inizio in pieno stile Disney intriso di sdolcinatezze e buoni sentimenti con tanto di canzoni in stile vecchio musical (in realtà più dall’effetto spot pubblicitario), il film decolla nella seconda parte quando, per essere più precisi, sono gli stessi pupazzi a chiedere che il montaggio venga accelerato. Da lì in poi la pellicola è un crescendo di ritmo e risate. Ritroviamo i personaggi della banda proprio come fossero quelli di un qualsiasi gruppo musicale caduto in disgrazia: l’orso Fozzie in un locale di serie B dove si esibisce con una cover band (divertente il cameo di Dave Grohl nei panni di Animal), Gonzo imprenditore di una fabbrica di ceramiche, Animal in una clinica per tenere sotto controllo l’aggressività e la Dr. Teeth and the Electric Mayhem band che sopravvive esibendosi nelle metropolitane. Situazioni divertenti in cui l’unica cosa che appare fuori luogo sono i siparietti canori dei due protagonisti umani, Jason Segel ed Amy Adams, penalizzati anche dal doppiaggio italiano, fatta eccezione per il brano “Man or Muppet” (candidata agli Oscar come miglior canzone originale).

Da segnalare tra i momenti musicali più riusciti, l’intramontabile “Rainbow connection”, l’immancabile “Mah-nà mah-nà” e quello della cover di “Smell like teen spirits” dei Nirvana eseguita dal Muppet Barbershop Quartet in apertura dello show con cui tornano sulla scena. E’ proprio nello show, arricchito dalle presenze di personaggi come Jack Black, Alan Arkin, Zach Galifianakis, Emily Blunt, Selena Gomez e Whoopi Goldberg, che riaffiora più forte il sentimento nostalgico dello spettatore che dalla celebre sigla viene catapultato indietro nel tempo. Sarebbe riduttivo, però, non riconoscere a “I Muppet” altri meriti che non siano quello di evocare il sentimento nostalgico e del loro consolidato appeal.

Il nono film sui pupazzi parlanti di Henson mescola commedia, avventura e musica, senza tralasciare però aspetti più profondi affrontati attraverso metafore e parodie.

Tacciato di comunismo (!?!) da qualche testata a stelle e strisce, il film cela una morale semplice ma efficace, che fa riflettere con intelligenza e humor su quanto la corsa al profitto abbia schiacciato e continui a schiacciare la cultura (non a caso il pozzo di petrolio si trova sotto un teatro) e ci faccia dimenticare quanto siano importanti i sogni e le identità. Una favola nostalgica contro il capitalismo e lo showbiz, che incoraggia a credere in se stessi e negli altri.

Alcuni commenti della critica:

“(…) I Muppet è sia insensato che godibile. Dall’idea priva di basi di fare un film su un fenomeno e dei personaggi fuori da questo tempo e fortemente dipendenti dalla propria storia (se parli dei Muppet non puoi far finta che siano nati oggi), nasce un film non nostalgico, totalmente metacinematografico e insperatamente divertente nel modo in cui gioca con aspettative e stereotipi (…)”.
Gabriele Niola, badtaste.it

“La forza poetica dei Muppet è sempre stata infatti quella di essere personaggi in cerca di autore: capaci cioè di trasmettere emozioni narrative e allo stesso tempo chiamarsi con follia fuori da ogni logica di racconto”.
Domenico Misciagna, ComingSoon.it 

“Sono tornati, sono in forma smagliante e sono sempre gli stessi, mitici personaggi che hanno riempito di gioia intere generazioni di spettatori”.
Adriano Ercolani, Film.it 

“Omaggiando nell’estetica i classici Disney i Muppets si confermano fuori dal tempo e dentro la magia”.
Marianna Cappi, MYmovies.it

 

 

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